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	<title>InPausa - Notizie, giochi, video, trucchi e ricette per i tuoi momenti di pausa! &#187; vacanza</title>
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	<description>Bonduelle InPausa</description>
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		<title>Cuccioli in vacanza: dove, come, perché</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 08:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il momento delle partenze estive si avvicina, e molti di noi hanno un problema: dove metto gli animali di casa? Dato che ci rifiutiamo anche di considerare l&#8217;ipotesi che i nostri lettori mollino il cane in autostrada, abbiamo pensato di riassumere le varie opzioni a disposizione di chi parte e non sa che cosa fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2011/06/animali_vacanza.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-7871" title="animali_vacanza" src="http://www.inpausa.it/upload/2011/06/animali_vacanza.jpeg" alt="" width="260" height="260" /></a>Il momento delle partenze estive si avvicina, e molti di noi hanno un problema: dove metto gli animali di casa? Dato che ci rifiutiamo anche di considerare l&#8217;ipotesi che i nostri lettori mollino il cane in autostrada, abbiamo pensato di riassumere le varie opzioni a disposizione di chi parte e non sa che cosa fare con i quattrozampe (e i due zampe, in alcuni casi) di casa.</p>
<p><span id="more-7868"></span></p>
<p><strong>Cane </strong>- L&#8217;animale più impegnativo, non a caso (purtroppo) quello che più facilmente viene mollato in una piazzola di sosta. Diciamo subito che il cane, essendo di tendenza abitudinario ma avendo anche molto bisogno di correre e muoversi, non può assolutamente essere lasciato da solo in un appartamento, nemmeno se qualcuno lo nutre abitualmente. Oltre a soffrire molto la solitudine, il cane ha bisogno di passeggiate regolari: se dovete assentarvi e non potete portarlo con voi, l&#8217;opzione migliore (e più economica) è <strong>affidarlo a un parente o a un amico</strong> che conosce bene e che vive in un luogo dove possa sgambettare in giro a piacimento, o ci sia qualcuno che provvede a farlo sgambettare.<br />
L&#8217;opzione numero due è la <a href="http://www.dogsitter.it/it/cani/attualita/scegliere_pensione.html" target="_blank"><strong>pensione canina</strong></a>:  diciamo numero due perché richiede un pochino di preparazione. Bisogna vederla prima, verificarne la pulizia e l&#8217;idoneità, e far fare all&#8217;animale un pochino di inserimento, perché non si trovi scaraventato all&#8217;improvviso in un posto sconosciuto. Un cane schiaffato in pensione senza avvertimento è un cane che, quasi di sicuro, recupererete traumatizzato.<br />
Se invece non potete sopportare l&#8217;idea di separarvi dal vostro quattrozampe (o non potete, nel caso dei cani-guida), cercate un albergo che li possa ospitare. <strong><a href="http://www.iopossoentrare.it/" target="_blank">Iopossoentrare</a></strong> è un sito che si occupa di catalogare le segnalazioni degli alberghi <em>dog-friendly</em>, come anche <strong><a href="http://www.dogwelcome.it/" target="_blank">Dogwelcome</a></strong>, ma verificate prima facendo un colpo di telefono: le politiche cambiano.</p>
<p><strong>Gatti </strong>- Stesso discorso dei cani, ma i gatti, essendo animali meno esigenti (sono contenti con una lettiera pulita, cibo regolare, un tiragraffi e la possibilità di prendere aria quando vogliono) possono essere affidati anche ai vicini di casa. Se invece con il vostro felino avete un rapporto più stretto, vale quanto detto sopra: verificate di poterlo portare con voi. Va anche detto che se andate all&#8217;estero dovete sempre controllare di poter portare con voi il vostro animale: alcuni paesi non lo consentono.</p>
<p><strong>Furetti </strong>- Se avete in casa questo simpatico roditore, saprete che non è come il cane o il gatto, ma molto, molto meno obbediente. Verificate se potete portarlo con voi (ma non lasciatelo mai solo!), oppure affidatelo alle mani esperte di qualcuno che conosce le sue abitudini e può curarlo a dovere. Il sito <a href="http://www.furettomania.it/pages/viaggio.htm" target="_blank">Furettomania</a> fornisce una serie di consigli utili e appropriati.</p>
<p><strong>Coniglio </strong>- L&#8217;ideale sarebbe lasciarlo nel suo habitat e fare in modo che qualcuno se ne occupi regolarmente, nutrendolo e pulendo la sua casetta e la sua cassettina. Il coniglio è un animale difficile da portare in vacanza perché non è addestrabile come un cane o silenzioso come un gatto, né gli si può mettere un guinzaglio come fanno molti con il furetto. Assicuratevi che abbia la possibilità di muoversi e che sia abituato a fare i suoi bisognini nell&#8217;apposita cassetta, e che la persona incaricata di nutrirlo sia disponibile a farlo con regolarità, se non proprio a trasferirsi a casa vostra per tutto il tempo in cui non ci sarete. <a href="http://lacollina.altervista.org/coniglio.php?go=viaggio" target="_blank">Qui</a> ci sono alcuni consigli per il trasporto. Lo stesso vale per altri piccoli roditori, come criceti, porcellini d&#8217;India e via dicendo.</p>
<p><strong>Uccellini </strong>- Nella loro gabbia staranno benissimo a casa: trovate qualcuno che li nutra, oppure portateli (con la loro gabbietta) a casa di un parente o un amico che si offra di curarli.</p>
<p>Tutto pronto? Avete altri consigli da darci? I commenti sono vostri.</p>
<p><em>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/brent_nashville/91348474/" target="_blank">SeeMidTN.com</a></em></p>
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		<title>Blogger in vacanza #5 &#8211; Marco Morello</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 08:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Corri, corri. Ma &#8216;ndo corri? Qui c&#8217;è un caldo che si crepa, una cosa che non puoi capire: l&#8217;asfalto ti butta in faccia secchiate roventi, e tu corri. Ma &#8216;ndo corri? Dove vuoi andare. Qui c&#8217;è un&#8217;afa che quando respiri sembra che t&#8217;hanno messo un tostapane nei polmoni. Se ti appoggi a un paletto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left; margin-top: 2px; margin-bottom: 2px; margin-left: 3px; margin-right: 3px;" src="http://www.inpausa.it/upload/2009/06/vacanze_blogger_top.jpg" alt="" width="260" height="260" /></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Corri, corri.<br />
Ma &#8216;ndo corri? <a href="http://www.supersalute.com/blog" target="_blank">Qui</a> c&#8217;è un caldo che  si crepa, una cosa che non puoi capire: l&#8217;asfalto ti butta in faccia  secchiate roventi, e tu corri. Ma &#8216;ndo corri? Dove vuoi andare. Qui  c&#8217;è un&#8217;afa che quando respiri sembra che t&#8217;hanno messo un tostapane  nei polmoni. Se ti appoggi a un paletto per fare lo stretching ti si  griglia la mano. C&#8217;è una calura che vedi l&#8217;aria fare le onde e là  in fondo, ne sono certo, un baracchino che vende granite sullo sfondo  di un sontuoso castello di palme &#8211; un miraggio? E tu corri. Ma &#8216;ndo  corri? Qui dietro c&#8217;è un baretto con i tavolini in ombra, sta proprio  in un corridoio di palazzi che sembra la galleria del vento, un barettino  miracolato dall&#8217;aria e dall&#8217;ombra, che perdippiù ti vaporizza addosso  aria fresca refrigerata, con una visuale privilegiata sui lavori in  corso per i nuovi parcheggi sotterranei, anche se fuori, di auto parcheggiate  non ce n&#8217;è quasi più: tutti al mare, tutti in montagna, tutti a Pamplona.  E tu corri. L&#8217;abbigliamento è tecnico, quindi in linea del tutto teorica  il sudore evapora a contatto con il tessuto brevettato, ma hai una faccia  così rossa, i capelli così appiccicati alla testa, le sopracciglia  che gocciolano sugli occhiali: stai sudando come una spugna. Corri.  E c&#8217;è una cosa assurda, la noto per sbaglio, ma mi costringe a seguirti  con lo sguardo. Mentre ti avvicini con questa corsetta lenta e schizzi  sudore a ogni saltello, io stacco la bocca dal mio aperitivo, guardo  la tua faccia paonazza per poterti schernire tra me e me, e vedo che  stai ridendo. Non hai delle cuffie nelle orecchie. Non corri con un  amico che ti ha appena raccontato la barzelletta della donna che entra  in un caffè… hai un sorriso lieve e profondo come quello che ti può  scappare quando ti fanno un gran bel massaggio. Tu corri nel caldo atroce  di una città inquinata con il sudore che di brucia la mucosa degli  occhi e il sapore di polvere dei lavori in corso nella bocca. E ridi.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Ecco. Hai rovinato tutto. Le patatine  del mio aperitivo tornano a essere Il Nemico. La moderata quantità  di alcool presente nella mia bevanda, un Vero e Proprio Veleno. La mia  ostinata sedentarietà camuffata da lavoro intensivo, Un Atteggiamento  da Contrastare. Hai rotto il giocattolo della pigrizia. Mi hai fatto  tornare la voglia. Me lo ricordo che ridevo anche io, dopo una salita,  in fondo a una discesa, a ogni occasione che mi facesse sentire le ali  alle gambe o la forza della determinazione. Sei una carogna, runner  del sabato pomeriggio. Tutti a fare shopping chiusi nei negozi con l&#8217;aria  condizionata a manetta e tu qui a correre con quel contagioso sorriso  idiota sulla faccia.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Mi tocca andare a comprare un nuovo  paio di scarpe da corsa. Ci sono i saldi.</span></p>
<p><em>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/osbornb/115512945/" target="_blank">Osbomb</a></em></p>
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		<title>Blogger in vacanza #3 &#8211; Marco Formento</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 08:01:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>InPausa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arrivato il caldo appena posso stacco tutto, e lascio la città. Per un&#8217;altra città, possibilmente grande, cosmopolita e caotica. Non tipo Parigi che ti accoglie indolente con quella sapiente aria vissuta e le delizie della di vita di quartiere. Insomma ad agosto New York e non Bora Bora. Non so nemmeno dove sia Bora Bora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-993 alignleft" title="vacanze_blogger_top" src="http://www.inpausa.it/upload/2009/06/vacanze_blogger_top.jpg" alt="vacanze_blogger_top" width="260" height="260" />Arrivato il caldo appena posso <a href="http://mfcailloux.blogspot.com/" target="_blank">stacco tutto</a>, e lascio la città. Per un&#8217;altra città, possibilmente grande, cosmopolita e caotica. Non tipo Parigi che ti accoglie indolente con quella sapiente aria vissuta e le delizie della di vita di quartiere. Insomma ad agosto New York e non Bora Bora. Non so nemmeno dove sia Bora Bora e, peggio, se si scrive così. So che l&#8217;argomento scandalizzerà alcuni, ma cosa posso dire? Mi fa orrore l&#8217;idea di passare i pomeriggi di ferie, adagiato sul fondale marino di un atollo <em>convistamozzafiato</em>, come scrivono immancabilmente magazine e brochure di viaggio, a <em>vis-à-vis </em>con le triglie tropicali. O le cozze. Volete mettere, dico per dire, le serate a passeggiare sulla Broadway o i pomeriggi persi da Shakespeare&amp;Co. a rovistare tra scaffali impolverati? Le colazioni al caffè del Guggenheim, o un incontro casuale sulla Madison con Woody Allen provvisto di clarinetto? Le città, bisogna avere fiducia nelle città, perché è li che gli spazi diventano interamente umani, che ogni luogo diventa esperibile senza essere per questo <em>piatto</em>. La città insomma è una natura più ragionevole e <em>doable</em>. Lo spiegava anche Sherlock Holmes ad un incredulo Watson, in viaggio verso l&#8217;ennesimo mistero. E infatti anche Londra può andare, con la sua geografia caotica e le mille variazioni etnologiche dell&#8217;inglese, se il nostro budget è troppo stretto per New York o Tokyo. Basta che anche quest&#8217;anno non sia Bora Bora.</p>
<p><em>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/osbornb/115512945/" target="_blank">Osbomb</a></em></p>
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		<title>Blogger in vacanza #2 &#8211; la rigattiera nera</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 09:45:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ai nostri tempi, signora, c&#8217;era la villeggiatura. Il povero babbo restava in città e noi al primo di luglio partivamo per la campagna, al paese della mamma. La cara nonna lo diceva sempre, col tempo e colla paglia maturano le nespole: e noi, uguali. Chi moveva i primi incerti passettini, chi allungava i pantaloni, chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left; margin-top: 2px; margin-bottom: 2px; margin-left: 3px; margin-right: 3px;" src="http://www.inpausa.it/upload/2009/06/vacanze_blogger_top.jpg" alt="" width="260" height="260" /></p>
<p>Ai nostri tempi, signora, c&#8217;era la villeggiatura.<br />
Il povero babbo restava in città e <a href="http://www.rigattieranera.it/">noi</a> al primo di luglio partivamo per la campagna, al paese della mamma.<br />
La cara nonna lo diceva sempre, <em>col tempo e colla paglia maturano le nespole</em>: e noi, uguali. Chi moveva i primi incerti passettini, chi allungava i pantaloni, chi aggiungeva un cerchio alla gonna: ad ogni nuova estate, la meraviglia ci accompagnava attraverso lo sguardo dei nostri cari anziani che aspettavano tutto l&#8217;anno solo per vederci.<br />
Avevamo una casetta per noi ma si pranzava tutti insieme sotto al pergolato dei nonni.<br />
La nonna, grand&#8217;arca di sapienza culinaria, sapeva come prenderci alla gola e i più ghiotti profumi si spandevano ogni mattina nel tinello. I prodotti dell&#8217;orto, una gallinella grassa ripiena, l&#8217;arrosto che arrossava lento nella cucina economica&#8230; un bicchiere di vino schietto che a noi ragazzi faceva buon sangue&#8230; E chi mai potrà scordare il profumo di crema che si friggeva per la merenda?<br />
Un&#8217;estate, in particolare, fu indimenticabile. Il nonno, conscio di avere maritato un angiolo dalle più tenere virtù, aveva regalato alla nonna un bel forno di campagna per cuocere il pane&#8230; un vero e proprio lusso!<br />
La novità fu accolta con freddezza dai giovani villeggianti: l&#8217;intruso ci avrebbe privati dell&#8217;incarico di portare, ogni giorno, la pagnotta a cuocere dal fornaio. Quel compito ci fruttava molto bene: una mela caramellata, un pezzo di croccante, alle volte perfino il tè con le tartine bene imburrate oppure un soldino. Furono convocati gli stati generali e si decise per il boicottaggio. Tutti noi, a turno, accusammo malori di varia natura. Chi l&#8217;indigestione, chi il male di pancia, chi l&#8217;avvelenamento. L&#8217;avemmo vinta: fu decretato che il macchinario era difettoso, che quelle diavolerie moderne nuocevano alla salute dei grandi e dei piccini. Il forno fu restituito al negozio e si tornò all&#8217;ordine.<br />
Quell&#8217;anno, tornati in città, portammo un tesoro di caramelle d&#8217;orzo, violette candite e cotognata coi cristalli di zucchero, dono della nonna per &#8220;rifarci la bocca e lo stomaco&#8221;.<br />
Ah, che tempi!</p>
<p><em>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/osbornb/115512945/" target="_blank">Osbomb</a></em></p>
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