Un libro per iniziare l’anno con… signora maria
19 Gennaio 2010
Per iniziare l’anno ho scelto Guida all’Eleganza – per la donna che desidera essere vestita bene e in modo adatto in ogni occasione di Genevieve Antoine Dariaux.
Lo so, il titolo sembra una battuta di Zoolander (”E mille modi di acconciarsi i capelli!”), ma questo non è un manualetto scemo per vestirsi bene. L’eleganza, e non sono certo io a doverlo dire, non è una stupidaggine.
Mi ricordo ancora quando l’ho comprato, alla Feltrinelli di Corso Buenos Aires, a Milano, con un collega di lavoro.
Lui lo sfoglia, poi mi dice: “Oh, ma è del ‘64, non sarà un po’ passato di moda?”
Io lo guardo con superiorità, povero ignorante: “Perché, secondo te qualcosa che ha a che fare con l’eleganza può essere stato scritto DOPO gli anni ‘60?”
Lui abbassa lo sguardo, vergognandosi di aver osato opinare su qualcosa che non è di sua competenza.
Il libro esamina tutto lo scibile umano in tema di eleganza per signore, in ordine alfabetico: dagli Abiti ai Mariti (e amanti), alle Occasioni Pubbliche e Particolari, ai Weekend, agli Yacht, alla Zoologia (il cui capitolo si chiude consigliando il miglior colore per il collare dell’animale da compagnia).
Le chicche imperdibili sono tante, spesso brevi e di un’ironia fulminante, come le due righe e mezza del capitoletto “Ginocchia”:
Il proverbio “Pour vivre heureux, vivons cachés” (”Se vuoi vivere felice, vivi nascosto”) è stato inventato per loro.
Adorabile. L’ho tenuto sul comodino per un’infinità di tempo.
Ma per quale motivo dovrei seguire i dettami di questa qua, io che al massimo del mio splendore indosso le scarpe sottomarca, io che i gioielli che mia madre ha messo da parte per me forse non li indosserò mai non tanto per mancanza di voglia quanto per mancanza di occasioni sociali adatte, io che il gros grain non so neanche com’è fatto, io che non vado alle feste da cocktail, quelle che non è il vestito da sera, ma quello da cocktail, che va indossato?
Non è questione di seguire i dettami, ma di avere chiari i canoni. Poi ti alzi la mattina e scopri che tutti i calzini buoni sono nel cesto del bucato da fare, e rimangono solo quelli orrendi a righe arancioni, possibilmente quasi bucati. (Tanto, a parte te e lo stivale sottomarca, non lo saprà mai nessuno.)
Sapere che c’è un luogo e un modo per tutto, anche se poi le cose non vanno mai così, anche se il caos ha sempre la meglio e mantenere il contegno è impossibile, per me è fondamentale. Il genere di cosa che mi piace avere chiara, ogni volta che inizia un nuovo anno. Un po’ come i buoni propositi: poi fai l’esatto opposto, ma ne hai bisogno.
Buon 2010 a tutti.
*Nessuno stivale sottomarca è stato maltrattato durante la scrittura di questo post.
**L’autrice del post si riserva il diritto di indossare i pantajazz in casa.
signora maria (minuscolo suo) è l’ineffabile autrice del blog omonimo.
Foto di TenthMusePhotography
Le ricette dei blogger: pasta col cavolo rapa
13 Aprile 2009
Stufi dei soliti ortaggi? Avete mai provato il cavolo rapa? Se riuscite a trovarlo, non fatevelo scappare e gustatelo con la pasta, come suggerito dalla Signora Maria, blogger, giornalista e “brava padrona di casa” (nonché autrice della foto), che ci ha gentilmente offerto la sua ricetta. Le dosi sono intime (per due persone).
Ingredienti
- 1 cavolo rapa
- 1 spicchio d’aglio
- olio extra-vergine d’oliva
- acqua
- sale
- pepe
- pasta (cavatelli lunghi, possibilmente)
Preparazione
Sbucciare il cavolo rapa (le foglie non si usano, almeno non in questa ricetta). Tagliarlo a pezzi sottili (diciamo mezzo centimetro); in un tegame con olio, far andare un po’ (non soffriggere, solo cuocere
un pochino) uno spicchio d’aglio. Aggiungere il cavolo rapa e un dito d’acqua: il livello dell’acqua deve
essere appena appena sopra il cavolo rapa. Fare cuocere a fuoco medio.
La cottura è finita quando il cavolo rapa è morbidissimo (praticamente spappolabile).
Si può aggiungere acqua durante la cottura, se quella di prima si asciuga e il cavolo rapa è ancora duro. A cottura finita, aggiustare di sale e peperoncino. Naturalmente, nel frattempo si sarà cotta la pasta.
Unire il cavolo rapa, e spadellare un po’ a fuoco vivace: se piace il parmigiano, si può anche aggiungere in questo momento.
E’ opzionale ma molto gradevole un topping di pomodorini secchi: se si sceglie questa opzione sarebbe meglio farli a pezzetti e amalgamarli col cavolo rapa negli ultimi minuti di cottura.
Se non si trovano i cavatelli lunghi, qualsiasi tipo di pasta diciamo stile casereccio, lunghezza media, va bene.