Thiéboudiène, il piatto per stare insieme
6 Settembre 2010
Il thiéboudiène, o thie-bou-dien, o mille altre grafie a seconda della trascrizione, è il piatto nazionale senegalese. Una squisitezza, ve lo dico subito avendolo cucinato anni fa sotto la guida del paziente Chef Diop, al quale vanno i miei ringraziamenti e anche le mie scuse per non essere mai più riuscita a trovare abbastanza gente da mangiarlo tutti insieme. Sì, perché questo piatto non può essere fatto per mangiarselo da soli o in due: bisogna essere tanti, cucinarlo in dosi massicce dentro un gran pentolone, e poi finirlo tutto. Ah, e va mangiato con le mani, non barate.
Una delle tante versioni è questa, ma se cercate in rete ne trovate moltissime. L’importante è che ci sia il pesce.
Ingredienti
- 1 kg circa di dentice
- 2 cucchiai di prezzemolo tritato
- 1 spicchio d’ aglio
- 1 porro
- 1 peperoncino verde
- 300 g di riso a chicchi lunghi
- 100 g di concentrato di pomodoro
- 150 g di olio di arachidi
- 2 cipolle medie tritate finemente
- 2 carote medie
- 1 cavolfiore piccolo
- 1 cuore di sedano bianco
- alcune foglie di verza
- 1 lt di acqua calda
- ½ lt di brodo vegetale
- sale e pepe bianco q.b.
Preparazione
Squamate, pulite e lavate il dentice, eliminate la testa e la coda, apritelo lasciandolo unito da una parte, togliete la lisca e tagliatelo in quattro pezzi. Fate un trito con prezzemolo, aglio, porro, sale, pepe e peperoncino e farcite i pezzi di pesce. Pulite e lavate le verdure, tagliate le carote a rotelline, il sedano a piccoli pezzi, il cavolfiore a mazzetti e le foglie di verza a strisce sottili.
Mettete nel tegame l’olio e fate rosolare le cipolle aggiungendo, non appena imbiondiscono, il concentrato di pomodoro sciolto in acqua. Aggiungere 1 litro di acqua calda e le verdure già preparate e fate sobbollire per circa 20 minuti. Unite poi i pezzi di pesce e fate cuocere per circa 10 minuti. Scolate le verdure e il pesce. Mettete il sugo di cottura nella casseruola e fatevi cuocere il riso, aggiungendo brodo quando occorre. Quando il riso sarà cotto disponetelo sul piatto di servizio, deponetevi il pesce e tutt’intorno le verdure.
Foto: Skyrock
Marina in cucina: peperoni
2 Settembre 2010
Lui: “Mmmm, ma che buon profumo! Cosa stai preparando di buono?”
Lei (tutta soddisfatta): “Un sughetto ai peperoni. Non lo avevo mai fatto prima, ma mi sembra veramente buono. E poi è anche facile da fare.”
Lui (indietreggiando): “Ma questo sughetto a cosa serve, di preciso?”
Lei: “Be’, a cosa deve servire un sughetto, scusa? Per condire la pasta, no?”
Lui: “Sì, appunto, quale pasta? Io sono a dieta. Non eri a dieta anche tu?”
Lei: “Amore, tanto mi piaci lo stesso, cosa ce ne importa della dieta? In fondo, sono anni che siamo a dieta. Ti sembra sia mai servito a qualcosa? No! Quindi facciamoci questo piattone di pennette rigate.”
Lui (dubbioso): “Ma dimmi, questo sugo, di cosa è fatto?”
Lei: “Be’, peperoni rossi e gialli abbrustoliti, spellati, tagliati a fettine e poi frullati nel mixer con un pochino di aglio – poco, proprio come vuoi tu – prezzemolo, sale e pepe. Aggiungi un cucchiaino di olio e poi lasci cadere a filo un po’ di panna vegetale, finché il sugo diventa della consistenza giusta.”
Lui: “Sì, ma noi come facciamo a sapere quando la consistenza è giusta? Insomma, non abbiamo mica fatto dei corsi di cucina specifici, non è una cosa semplice: lasciamo stare, davvero.”
Lei: “Luc, ma il sugo è già pronto e la consistenza è perfetta. Devo solo lessare la pasta.”
Lui: “Perché devi sempre sbatterti così? Che bisogno c’è di lessare la pasta? Non possiamo uscire semplicemente a cena, come fanno tutti? Guarda, scegli il posto e io ti ci porto. Cosa ne dici di un giapponese?”
Lei: “Ma cosa ti prende? Tu odi la cucina giapponese, dici sempre che è come mangiare dei pezzi di silicone molli e gelati… devi per caso farti perdonare qualcosa? Io ti conosco, per essere disposto a mangiare giapponese devi avere fatto qualcosa di grave.”
Lui: “Volevo solo essere gentile. Non ho fatto niente, Mari, niente di niente. Devi sempre reagire così male, tu? Spiegami perché!”
Lei: “Veramente, una volta tanto, quello strano sei tu! Ho il sugo pronto, basta preparare la pasta, spolverarla di parmigiano e prezzemolo tritato e la cena è servita. Cosa diavolo ti prende? Mi dici cosa c’è?”
Lui (guardando per terra): “Niente. Solo i peperoni non mi piacciono proprio, lo sai.”
E il polsonetto che cos’è?
1 Settembre 2010
Il mondo della pasticceria è forse quello meno noto al grande pubblico. I suoi strumenti sono spesso oscuri, hanno forme bizzarre e utilizzi ancora più bizzarri, almeno per i profani che arrivano al massimo fino al concetto di “tasca da pasticciere”. Per questo scommetto che non avete mai sentito parlare del polsonetto. No, vero?
Trattasi di piccolo recipiente di rame con il manico lungo, utilizzato per le preparazioni a bagnomaria come la béchamel e lo zabaione. Si immerge il polsonetto che contiene il composto da cuocere dentro il recipiente dell’acqua bollente, e si mescola. Comodo, no?
Se doveste riuscire a trovarne uno (noi non l’abbiamo mai visto, ma probabilmente frequentiamo i negozi sbagliati), usatelo per fare lo zabaione, come in questo video:
Foto: Saps
La relatività della “ricetta facile”
31 Agosto 2010
A volte è un’amica, più spesso è la mamma o una zia; più di rado una sorella o un amico con il pallino della cucina. Gente dalle cui mani escono piatti di una bontà devastante, contemporaneamente leggeri e gustosi, presentati in maniera divina e preparati in modi che sfuggono a tutti tranne che ai veri esperti. E noi, ingenue, domandiamo:
“Ottimo! Come l’hai fatto?”
“Ah, è una ricetta facilissima” si schermisce la novella Artusi. E procede con la spiegazione.
La ricetta da lei descritta è un intrico di “un pizzico”, “un mestolo”, “un pochino”, “a occhio”, quando non genericamente “farina, burro, uova” e arrangiati a capire le dosi e come si mescola. A quel punto, stordita, le chiedi di trascrivertela: lei, paziente, lo fa.
La ricetta non ha niente a che vedere con quella che ti ha esposto cinque minuti prima, ma contiene il doppio degli ingredienti alla rinfusa, indicazioni ancora più vaghe e verbi in dialetti oscuri. Ringrazi, metti via e dimentichi.
Oppure ringrazi, metti via e provi a replicare la ricetta, con risultati disgustosi.
La “ricetta facile” non esiste. Nemmeno le uova al tegamino sono facili (alzi la mano chi ha capito come fare a cuocere correttamente l’albume per evitare che ne rimanga una patina vischiosa sopra il tuorlo). La cucina è un’arte ma anche una scienza, e chi non ha i rudimenti della scienza difficilmente può imitare l’arte, oppure produrne di propria. La prossima volta che mangiate qualcosa di davvero squisito che la cuoca non vi sa spiegare, lasciate perdere: tanto, è probabile che lo faccia apposta.
Foto di WordRidden
Couscous alle verdure
30 Agosto 2010
Fra le ricette esotiche, il couscous è una di quelle con cui abbiamo più familiarità, seppure nella versione addomesticata italica che non prevede l’utilizzo della cuscussiera, keskes in arabo, ovvero la pentola utilizzata per la preparazione simultanea di semola e condimento. La semola si mette sopra, il condimento sotto, e il vapore del secondo cuoce la prima.
Sia che abbiate o non abbiate una cuscussiera, il couscous di verdure è un piatto saporito e leggero che vale la pena di preparare. Abbiamo scelto per voi la ricetta che ci piaceva di più.
Ingredienti
Per il couscous:
- 250 g di semola di couscous precotto
- 2 noci di burro
- 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
- 1 cucchiaino di sale
- 270 g d’acqua
Per le verdure:
- 1 cipolla media o 1 cipollotto grande
- 1 carota media
- 1 melanzana
- 1 peperoncino piccante
- 1 zucchina media
- 8 pomodori ciliegini
- qualche foglia di basilico
- due spicchi d’aglio
- 5 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
- sale
- harissa (a piacere)
Preparazione
Mettete 270 ml di acqua in una pentola larga e capiente, portatela ad ebollizione, poi versatevi un cucchiaino di sale, aggiungete il couscous a pioggia, due cucchiai di olio, mescolate e poi spegnete il fuoco. Livellate bene il couscous con un mestolo e lasciate riposare 2 minuti in modo che la semola assorba l’acqua.
Trascorso il tempo necessario, aggiungete due noci di burro, fate cuocere dolcemente per altri 2 minuti, poi spegnete il fuoco e, servendovi di una forchetta, sgranate bene il couscous che lascerete da parte.
Lavate, asciugate e tagliate a tocchetti piuttosto piccoli la melanzana (che salerete e porrete in un colapasta per almeno 20 minuti a perdere la propria acqua ), la zucchina, la carota e i pomodorini. Fate stufare a fuoco dolce le verdure per circa 10-15 minuti, fino a che saranno leggermente cotte, ma non sfatte, poi salate e spegnete il fuoco.
Appena le verdure saranno intiepidite, unitele al couscous; aggiungete i pomodorini e qualche foglia dibasilico spezzettato (o prezzemolo tritato).
Servite il couscous alle verdure guarnendolo con delle foglie di basilico o prezzemolo.
Foto di avlxyz
Cucina giapponese: che strumenti mi servono?
30 Agosto 2010
Sì, certo, è più comodo andare al ristorante: i giapponesi ormai sono un po’ dappertutto, e anche se sono un po’ cari sono comunque una delizia per gli occhi e il palato. Ma i veri appassionati difficilmente resistono alla tentazione di cucinare giapponese in casa, magari per gli amici o una persona su cui vogliono fare colpo. Ma quali sono gli strumenti di base della cucina giapponese?
La prima cosa da avere è un set di coltelli delle dimensioni giuste, fra cui quello grande che sembra una mannaia, noto come deba-bocho. Lo ricordiamo tutti nelle mani dell’irascibile signor Marrabbio, papà di Licia nella famosa serie animata andata in onda negli anni ‘80, Kiss me Licia.
Lo hangiri è un cestello di legno che serve per preparare il riso, mentre per arrotolare il sushi si usa la classica stuoina di bambù chiamata makisu. Da non dimenticare anche le classiche bacchette, sia quelle corte per mangiare (ohashi) che quelle lunghe per cucinare (saibashi). E ovviamente il wok, pentola cinese ormai presente in tutte le cucine, che si ricicla perfettamente anche per preparare un’italianissima pasta.
Itadakimasu!
Foto di Vibragiel
Chef Christian: sotto questo sole…
4 Agosto 2010
Ad agosto inoltrato, l’aria condizionata qui in sede Bonduelle non può nulla contro i raggi del sole orobico che picchiano attraverso la finestra. Mangio con i colleghi un Agita&Gusta beta carotene per non appesantire troppo la pausa pranzo e, diciamola tutta, anche allo scopo di creare le premesse per una bella abbronzatura persistente; eh sì, calendario alla mano, mi accorgo che manca davvero poco al ricongiungimento annuale col mare.
Guardo il packaging ottagonale di cui ho appena divorato il contenuto e, benché la mia mente sia a rosolare sulla battigia e farsi bagnare dalle onde, penso a una possibile ricetta leggera e gustosa che, come l’Agita&Gusta beta carotene, possa favorire il benessere della pelle e un colorito bronzeo da poter sfoggiare al rientro dalle vacanze.
Generalmente gli ortaggi “rossi” sono preziosi allo scopo: le carote, i peperoni e i pomodori, e frutti quali albicocche, melone e angurie, ma anche alcune piante in foglia, come gli spinaci, prezzemolo e basilico, cicorie e tarassaco. Si tratta quindi di sceglierne alcuni e unirli in modo gustoso, magari per preparare in modo semplice un’ottima pasta.
Proviamo così:
Tagliare finemente una cipolla rossa o scalogno e versare in una padella con un filo d’olio a fuoco lento.
Aggiungere mezza carota tagliata a cubetti fini e mezzo peperone tagliato a quadretti più grossolani e far soffriggere il tutto.
Tagliare dei pomodori di San Marzano (non troppo maturi altrimenti si sfaldano) a quadratini dopo aver rimosso i semi e aggiungerli in padella sfumando con una goccia di vino bianco.
Aggiungere quindi il sale e un pizzico di pepe.
Separatamente cuocere la pasta, scolarla e versarla nella padella. Saltare e mescolare il tutto aggiungendo un abbondante trito di prezzemolo.
Ora non resta che gettarsi sotto il solleone d’agosto… a digestione completata!
Quattro ricette per l’estate!
2 Agosto 2010
Anche lo spazio Sapori di InPausa si prende una pausa. Ma non vi lasciamo soli: ben quattro ricette per voi, per accompagnarvi lungo tutto il mese più caldo. Quattro ricette a base di specialità Bonduelle, perché la materia prima la mettiamo noi, ma la fantasia… per stavolta, la fantasia pure.
Insalata agrodolce
Unire all’Armonia Bonduelle dell’ananas tagliato a cubetti e del mais. Condire con una salsa di succo di limone, olio extravergine d’oliva, sale e pepe.
Fagottini di pesce spada e verdure
Stendere sulle fette di carpaccio di pesce spada i Fili Gustosi Bonduelle conditi con un trito di capperi e olio extravergine d’oliva, richiuderle a formare un fagottino e spolverare con prezzemolo tritato e qualche goccia di limone.
(… e non dimenticate la promozione Bonduelle-Snapfish by HP: correte a stampare le foto delle vostre vacanze, gratis!)
Insalatona estiva
- 1 confezione di Mais&Piselli Bonduelle
- ravanelli
- 1 cetriolo
- insalata lattuga
- prezzemolo
- 1 carota
- 1 cuore di sedano
- 125 g di yogurt magro
- olio d’oliva
- sale
- pepe nero
- 150 g di ricotta
- menta fresca
Mettere in una insalatiera mais e piselli scolati del loro liquido. Aggiungere un cucchiaio di prezzemolo tritato, il cetriolo affettato finemente, la carota ed i ravanelli tagliati a lamelle, il sedano tagliato sottile ed infine le foglie interne e piccole della lattuga. Condire l’insalata con la salsa ottenuta amalgamando lo yogurt con l’olio d’oliva, la menta fresca tritata, il sale, il pepe nero macinato fresco e la ricotta. Mescolare delicatamente e mettere in frigorifero prima di servirla.
Pollo in coppa con mais e asparagi
- 400g di petto di pollo bollito
- 5 cucchiai di olio extravergine di oliva
- 4 cucchiai di aceto bianco
- sale
- pepe bianco
- paprica dolce
- 2 cipolle bianche
- 250g di pomodori
- 1 confezione di asparagi verdi
- 1 confezione di Mais Bonduelle
Ridurre a cubetti il pollo in una insalatiera. Nel frattempo in una scodella sbattere bene l’olio con aceto, pepe, sale e un pizzico di paprica e versare questa salsa sopra il pollo. Far insaporire per 15 minuti. Sbucciare le cipolle ed affettarle molto sottili, lavare i pomodori, sbucciarli e tagliarli in 4 spicchi. Unire i pomodori e le cipolle al pollo, aggiungendo anche gli asparagi e il mais sgocciolato. Mescolare e fare riposare per 10 minuti. Servire in coppe di vetro.
L’insalata di pasta più facile che c’è
26 Luglio 2010
Facile facile, per quando si ha poca voglia di cucinare ma molta voglia della freschezza degli ingredienti di stagione, come pomodoro maturo ed erbe aromatiche. Si prepara in poco tempo e ha il sapore ricco delle cose semplici. La ricetta originale è qui.
Ingredienti
- 300 g di penne
- 5 zucchine piccole
- 150 g di pomodorini ciliegia
- una cipolla
- un mazzetto di timo fresco
- 2 spicchi d’aglio
- poco vino bianco secco
- una cucchiaiata di pinoli
- olio, sale e pepe
Preparazione
Lessare la pasta molto al dente, scolarla, metterla sotto il getto d’acqua poi irrorarla con un filo d’olio in modo che non attacchi. In una padella rosolare lo scalogno, poi aggiungere l’aglio tritato e 2 cucchiai di acqua tiepida. Bagnare con il vino e farlo evaporare. Il sugo deve risultare piuttosto liquido per insaporire bene la pasta.
Aggiungere i pomodorini e le zucchine a tocchetti piccoli, regolare di sale e pepe e mescolare. Prima di spegnare il fuoco spolverizzare con del timo tritato.
Mescolare qualche minuto poi spegnere.
Condire la pasta con il sugo, poi aggiungere alcuni pomodorini crudi, due cucchiaiate di zucchine tagliate a fiammifero, qualche fogliolina di timo fresco e una cucchiaiata di pinoli, e servire.
Foto di jdpage
Insalata di riso per pigri
19 Luglio 2010
Questa settimana la ricetta è tutta mia originale, ed è una ricetta a prova di pigrizia. L’insalata di riso è il piatto estivo per eccellenza, principalmente perché è possibile prepararne un’enorme quantità e mangiarla nel corso di due-tre giorni, il che implica un enorme risparmio di tempo ed energia. Ognuno la fa a modo suo: la mia variante è robusta, saporita e di lunga durata.
Ingredienti
- riso per insalate (un pugno e mezzo a persona)
- condimento per insalata di riso a scelta (un barattolo ogni quattro persone)
- tonno sott’olio (una scatola grande, di più a piacere)
- wurstel di pollo o tacchino
- formaggio fontal o emmenthal
- olive nere snocciolate
Preparazione
Mettere a bollire l’acqua per lessare il riso; è importante salare parecchio l’acqua di cottura. Nel frattempo, sgocciolare il condimento dal liquido di conservazione e metterlo in una ciotola capiente, insieme al tonno sminuzzato con una forchetta, olive e wurstel tagliati a rondelle e il formaggio a cubetti piccoli. Mescolare il tutto e condire con un po’ d’olio d’oliva. Uscire dalla cucina e lasciare che il riso arrivi a cottura (fa caldo). Rientrare giusto in tempo per scolare il riso al dente e fermare la cottura con acqua fredda (ecco il perché della salatura abbondante). Versare il riso bollito dentro il condimento, aggiustare d’olio (se serve) e lasciare riposare in frigorifero per almeno un’oretta. L’insalata di riso così preparata dura almeno tre giorni, specialmente se tenuta in un recipiente chiuso. Attenzione: l’aggiunta di verdure fresche (carote, pomodori) o di formaggi più freschi dell’emmenthal o del fontal accorcia la durata del piatto, per cui se non volete dovervi sbranare un chilo di riso in due giorni fate solo variazioni ponderate.
Foto di jeremysalmon