Prosegue la promozione Bonduelle: un grembiule speciale per te!

17 Giugno 2010

grembiule_snapfish_rightAvete festeggiato degnamente la mamma? Bene! Per i ritardatari, o per chi volesse fare o farsi un regalo personalizzato, la promozione Bonduelle-Snapfish continua. Sarà attiva fino al 30 di giugno, per cui potrete continuare a ordinare i vostri grembiuli, personalizzati con le immagini che preferite.

Copia il codice che trovi qui sotto, vai sul sito di Snapfish, registrati e scegli una foto o un’immagine che ti piacerebbe vedere stampata su un grembiule. Chi aderisce all’iniziativa potrà ritirare il grembiule personalizzato presso uno dei 220 negozi convenzionati (Chicco, Trony e ePrice) in tutta Italia (con un contributo spese di 1€) o riceverlo direttamente al proprio indirizzo (con un contributo di 5,95€ per le spese di spedizione).
Con una piccolissima spesa, potrai avere un oggetto personalizzato e originale da regalare ai cuochi provetti, o da tenere in cucina con te.

Questo è il codice della promozione che ti è stato assegnato:

087893524930

Se hai problemi tecnici o non riesci a ordinare il tuo grembiule,
consulta le domande più frequenti rivolte dagli utenti a Snapfish!

Il regalo impossibile: da Zio Bonino al Presidente del Mondo

22 Dicembre 2009

ducati_topIo, se esistesse un Presidente del Mondo, gli regalerei una bella moto. Una moto di quelle con cui si possa fare un po’ di tutto, si possa andare in città e in montagna, si possano fare lunghi viaggi, si possa andare sullo sterrato, una moto con cui si possa andare forte, ma anche molto piano. Una moto con cui il Presidente del Mondo, se esistesse, potesse ammirare il panorama, ammirare la gente, i cittadini del mondo, ed essere più vicino, al mondo e alla gente, senza quelle pareti, quei vetri, che ci sono sulle automobili. Mi piacerebbe che il Presidente del Mondo andasse in giro con la sua bella moto, attraversasse il mondo, si fermasse ad ammirare le albe e i tramonti, si fermasse a mangiare una rustichella all’autogrill mentre fa due parole con i turisti, i camionisti, i pendolari, i rappresentanti di cosmetici; e se esistesse un Presidente del Mondo così, che va in giro sulla sua bella moto che gli ho regalato io, secondo me sarebbe un buon presidente. Poi, nella mia fantasia, se esistesse un Presidente del Mondo, sarei io, e mi piacerebbe tanto, oltre a essere Presidente del Mondo, avere una bella moto.

Alessandro Bonino, aka Zio Bonino, è anche eiochemipensavo, Phonkmeister e la metà di Spinoza con una folta chioma. Dentro.

Foto di ptooey

agrifoglio-2Auguri di buone feste anche da tutto lo staff di InPausa: Mafe De Baggis, Elisabetta Ferrari, Barbara Baccanelli e Giulia Blasi vi inviano tanti pensieri festosi per uno splendido Natale e un felicissimo anno nuovo.

Regali equi, regali ecologici, regali solidali

17 Dicembre 2009

regali_equi_topIl 25 dicembre, generalmente tendiamo a dimenticarcelo, si festeggia il compleanno di uno così disgraziato ma così disgraziato che nessuno ha voluto dare ospitalità alla sua mamma incinta, e quindi gli è toccato nascere in mezzo alle bestie in una stalla. Poi il presepe ce lo mostra tutto lindo nella mangiatoia con le manine aperte e benedicenti, e grande come un bambino di tre mesi, ma a voler guardare i fatti, una stalla non è un gran posto dove nascere. Pazienza se poi era aprile e non dicembre (come teorizzano alcuni): è sempre un luogo scomodo dove venire al mondo. Insomma, Natale è la festa di uno nato povero e morto giovane, e che nel mezzo è andato in giro a dire che bisognava voler bene a tutti. Da nessuna parte, nella sua biografia ufficiale o in quelle non autorizzate, c’è scritto “Il 25 dicembre spendete montagne di soldi per aggeggi costosi”.

Tutto questo per dire che questo Natale è un Natale buono come un altro per fare regali solidali. Sì, certo, da un mese a questa parte siamo bombardati di pubblicità televisive che ci incitano a donare donare donare, ed effettivamente donare è una splendida idea, ma è difficile spiegare alla zia Matilde che non le hai comprato un regalo di Natale perché hai fatto una donazione a suo nome per la creazione di un pozzo in Etiopia. Nobile, ma complicato dal punto di vista dell’etichetta. Allora, posto che si può sempre annunciare a tutti i destinatari dei regali che per quest’anno il fondo-doni è destinato a scopi più elevati che dare la caccia all’ultimo modello di lettore mp3, per consolarli della perdita a volte basta poco. Per esempio, una scatolina di dolci fatti a mano: sul blog di Sara Maternini c’è un elenco di ricette da leccarsi i baffi (letterali o metaforici). Gli esperti possono anche cimentarsi nella preparazione di marmellate fatte in casa, da sterilizzare in vasetti piccoli che poi possono essere decorati semplicemente con uno scampolo di stoffa colorata legato sopra il tappo con un fiocco.

Chi è bravo con le mani può cimentarsi nella preparazione di oggetti in pasta di mais, oppure con creazioni floreali o intarsi di carta. Chi invece è sprovvisto di pollici opponibili funzionanti può rivolgersi alle care vecchie botteghe del commercio equo e solidale, che com’è noto vendono prodotti confezionati o coltivati direttamente da cooperative di artigiani nei paesi in via di sviluppo, che vengono quindi pagati il giusto prezzo per il loro lavoro. Ce n’è davvero per tutti i gusti (che vi scrive possiede da vent’anni un ippopotamo di legno a rotelle che quando viene fatto correre apre la bocca, con una linea essenziale da fare invidia ai designer Ikea), e anche fra i prodotti alimentari si possono trovare delle vere e proprie squisitezze, ottime per essere combinate in un cestino.

Regalare qualcosa che abbia impatto zero o quasi zero sull’ambiente, dando contemporaneamente una mano agli altri, e usando un po’ di creatività: una soddisfazione che proprio non ha prezzo. Per tutto il resto, c’è sempre l’opzione “abradere la carta di credito”.

Foto di juca pitanga

Il regalo impossibile: da Giorgio P. a Megan Fox

15 Dicembre 2009

megan_fox_topSono sicuro che a Megan Fox manca una bella collezione di dvd.
E io partirei col confortare la sua carenza con qualcosa di Truffaut, magari anche Hitchcock, va’.
“Tutta roba comprensibile, Megan, tranquilla” è il biglietto che ci metterei accanto.
Diciamo che in qualche caso me la caverei con custodie vuote, perché se Il settimo sigillo lo aprirebbe sicuramente per vederlo (forse penserebbe a un qualcosa tipo I predatori dell’arca perduta), e I 400 colpi sarebbe il primo della lista (lo scambierebbe forse per un film sparatutto), a un certo punto la cara Megan (che scema non è) mangerebbe la foglia e sono due le cose: o mi ringrazierebbe di averle cambiato la vita o metterebbe i dvd in un’apposita teca, vicino alla collezione di Transformers e chincaglierie varie, dove il mio regalo potrebbe fare la sua splendida figura.
Hai visto mai che qualcuno passa di lì e dice “Oh, I 400 colpi! è quello con Jet Li ambientato nel Far West, vero? Lo vediamo?”
E via di party.
Buon Natale, Megan.

Giorgio P. è l’autore e ideatore di un sacco di blog, fra cui Movies In Frames e Lost in Traslescion. Gli piace poco poco il cinema. Ma anche il basket e la musica, non c’è male.

Regali fai-da-te: il gloss naturale

3 Dicembre 2009

glossnaturale_topI regali fai-da-te non sono una questione di risparmio, ma di amore. Ci vuole molto più amore nel mettersi lì a confezionare un dono con le proprie mani – un maglione, una sciarpa, un dipinto, una poesia – che a scendere in fretta e furia ai mercatini per comprare qualcosa di già pronto. Un regalo fatto con le proprie mani è forse più povero di uno acquistato in boutique o in un negozio di elettronica, ma sulla lunga distanza si riempie di significati che vanno oltre il valore monetario del dono. Ricordate quegli orrendi posacenere di Das che si modellavano per la Festa del Papà, prima che fumare diventasse (oltre che malsano) politicamente scorretto? Quanto si commuoveva, il papà? E quanto si commuoveva, la mamma, per il primo scarabocchio del suo pulcino che la ritraeva?

Il nostro suggerimento per le feste è di fare un po’ e un po’. Procuratevi una serie di scatoline di legno smaltato, porcellana o plastica graziose, e seguite le istruzioni per creare, in casa, un ottimo burrocacao-gloss da regalare ad amiche e parenti: come pensierino, bene incartato e infiocchettato, oppure come accompagnamento (sempre incartato e infiocchettato) a un altro dono. Commozione garantita.

Foto di The Owlchemist

Il regalo impossibile: da Francesco Farabegoli a Laura Pausini

1 Dicembre 2009

pausini_topLaura,
Non sono mai stato un tuo grande fan. Non è che ce l’abbia con te, anzi, mi pari pure simpatica. Ma i tuoi testi parlano – grossomodo – di cose tipo il coraggio di prendersi per mano e camminare insieme verso il tramonto. A me i testi che parlano di camminate verso il tramonto piacciono solo se a metà del tragitto incontri un gruppo di zombie e il tuo fidanzato viene mangiato vivo. Ecco. Mi rendo conto che è un problema mio.

E in più sei di Solarolo. Io sono di Cesena, e fino ai ventiquattro o venticinque anni ho letteralmente detestato Ravenna e province paludose limitrofe, modaioli con il pallino della chimica, del mosaico e degli affari, e nessuno di loro sa fare una piadina come si deve. Per uno strano mash-up ideologico ho pensato per anni che la tua musica fosse una sorta espressione quintessenziale di questo bullismo autocertificato da primus inter pares del paesello nella campagna faentina.
Insomma, ora ho poco più di trent’anni e il mio giudizio generale in merito alla provincia di Ravenna è un po’ cambiato. I modaioli ci sono ancora, ma Cesena si è riempita di trendsetter-wannabe e revivaliste anni cinquanta con le scarpine rosse, cloni di Fabrizio Corona che si massacrano di aperitivi e ragazzini vestiti come vampiri emo oversize su cui nemmeno Werner Herzog avrebbe il coraggio di fare un film. E ho un buon rapporto con una ragazza di Sant’Alberto, che è abbastanza distante in linea d’aria ma è sempre in provincia di Ravenna. E soprattutto, per documentarmi un attimo allo scopo di scrivere questo pezzo mi sono imbattuto in un video di otto secondi su Youtube nel quale stai cantando con certa qual grazia una delle hit che preferivo nel mio periodo chierichetto, che credo si chiami Venite alla festa. E quindi, probabilmente, abbiamo in comune molto di più di quello che sembrerebbe guardando le nostre collezioni di dischi e i nostri abiti.

Scopro che in questi giorni sta uscendo un tuo disco nuovo, che si chiama Live qualcosa: molto probabilmente lo affronterò con lo stesso atteggiamento che ho riservato agli altri tuoi dischi – non comprarlo, ma nemmeno (ti farà piacere) scaricarlo illegalmente. Tuttavia sento che, come mi è successo per la provincia di Ravenna e le zucchine ripiene, prima o poi sarà ora di rivalutare la tua musica e fare pace con il mio lato romantico/melodico/pop. In previsione di quel momento mi permetto di offrirti in dono – come una sorta di calumet della pace – due piadine e un crescione con le erbe e la salsiccia, ovviamente fatti da mia madre (la vera piadina è sempre e solo quella che fa la nostra mamma. Nel mio caso tra l’altro è la pura verità). Se mai avessi voglia di incassare di persona a casa mia, sarò lieto di aggiungere all’offerta una bottiglia di Sangiovese che producono i suoceri di mio fratello, gente a posto che sa cosa vuole bere e ne beve in quantità. E se rimani abbastanza a lungo potrei rovinarmi e mettere sul piatto una bottiglia di Albana (che purtroppo dovrei comprare, ma ho un buon gancio) e una fetta di ciambella che fanno al forno di Case Missiroli, davvero molto buona, c’è gente che viene a comprarla persino da Roversano. Nel caso tu abbia molto di meglio da fare, sono lieto di approfittare dell’offerta di InPausa e mandartela simbolicamente attraverso il loro sito.

Un sorriso,
Francesco.

Francesco Farabegoli aka Kekko scrive su Spoilerin’, Bastonate, Indie Rock Warriors! e altri che sicuramente in questo momento mi perdo, perché stargli dietro è francamente impossibile, dato che ha un’idea al minuto.

Foto di torre.elena

Piedi al caldo

3 Febbraio 2009

Com’era il detto? “Piedi freddi, cuore caldo”? Sarà stato coniato da quella folla di donne afflitte da pessima microcircolazione, che amano raggelare il partner piazzandogli addosso le proprie freddissime estremità. Non so voi, ma io personalmente metto i piedi freddi appena sotto il mal di testa come genere di sgradevolezza, con la differenza che il mal di testa mi passa con una pastiglia, mentre in certi giorni per i piedi freddi non c’è proprio niente da fare.

A parte indossare calzettoni di lana. Certo, non sono il massimo della sensualità, e per le patite dell’autoreggente potrà sembrare inconcepibile l’idea di uscire di casa con i piedi infilati in volgarissimi calzini. Eppure il calzettone fa allegria, e si può indossare anche in casa, con o senza pantofole. Quelli con i gommini antiscivolo sono perfetti per stare in casa e si trovano un po’ dappertutto, ma le appassionate del tricot possono anche farseli da sole, magari usando uno di questi schemi.

I calzettoni fatti a mano possono anche essere cuciti su suolette di feltro, diventando comodissime pantofole da casa. Più spessa è la lana, più caldo sarà il calzettone (o la pantofola). Splendidi anche come idea regalo, per fidanzati o mariti dall’inclinazione domestica.

Foto di Aine D

Regali last minute

24 Dicembre 2008

Un invitato o due in più alla cena della Vigilia o al pranzo di Natale; un’amica che non vedi da tempo e ti propone un caffè per farsi gli auguri; il solito, cronico ritardo che ci porta a procrastinare fino all’ultimo. Insomma, anche quest’anno i regali si fanno in zona Cesarini, con il delirio dello shopping intorno, e l’ansia di non sapere cosa comprare.

Niente panico. Anche se non avete seguito la nostra Guida al Regalo Ragionato, potete ancora farne tesoro. Se invece si tratta di comprare un pensierino giusto per non arrivare a mani vuote, o per accogliere un ospite inatteso:

  • una bottiglia di buon vino fa sempre la sua figura
  • se la persona a cui fate il regalo è molto giovane, evitate i regali “trendy-tamarri” tipo il disco primo in classifica, meglio piuttosto un buono in una grande libreria di quelle con il negozio di dischi annesso
  • fermacapelli, spillette colorate, tubetti di gloss, giochini da scrivania sono tutti pensierini divertenti e poco impegnativi per arricchire un regalo un po’ povero
  • fate regali con il cuore, non con il portafogli. Anche un oggetto fatto a mano, se grazioso, può essere donato senza remore
  • evitate i centri commerciali, sono affollatissimi e vendono le stesse cose a tutti: fate un giro nel vostro quartiere o nella zona intorno all’ufficio, potreste avere delle belle sorprese
  • avete due soldi in più che vi bruciano un buco in tasca? Regalate una spa, prenotandola online
  • l’anno prossimo, iniziate prima.

foto di Cláudia*~Assad

Spendimi questo!

22 Dicembre 2008

Sublimare gli istinti spenderecci è diventato un hobby a livello internazionale. I giornali femminili giocano alla Recessione suggerendo regali low-cost e idee per ricevimenti a budget contenuto, e in tutto il mondo, là dove si obbedisce all’economia di mercato, il grano scarseggia e l’atmosfera è pesante. Il giochino di questa settimana è un po’ fantasia un po’ utilità: Blow My Dough è un sito che ti permette di inserire una cifra (in dollari) e verificare che cosa si può comprare con quei soldi. Il motore di ricerca verifica i prezzi degli articoli disponibili online su eBay, Craigslist e Google, e ti dice che cosa ti puoi permettere per la cifra inserita. Utile anche per farsi un’idea di cosa comprare con i soldi rimasti nel budget dei regali, se ne sono rimasti. Il gioco, ovviamente, è digitare cifre fantasmagoriche, solo per il gusto di vedere che cosa ci potremmo comprare con i soldi che non abbiamo. Sigh.

foto di Simon Davison

Il dramma del regalo riciclato

19 Dicembre 2008

Sappi che capiterà. Se non quest’anno, l’anno prossimo, capiterà di ricevere un regalo che da piccoli, quasi impercettibili segnali risulterà essere riciclato, ovvero ricevuto dal regalante e dal regalante stesso instradato verso un nuovo destinatario. Alcuni segni che il regalo è ricicciato sono:

1. E’ del tutto balordo. Nani in gesso, bottiglie di acquasanta a forma di Madonnina di Lourdes con la corona fluorescente, quadri a mezzo punto ritraenti copie dei Girasoli di Van Gogh, posaceneri di peltro con l’incisione “Ricordo del viaggio ad Alghero”. Più il regalo è oggettivamente brutto, maggiori sono le probabilità che abbia già cambiato mani più volte.

2. Arriva molto dopo Natale. Anche se avete visto il regalante più volte, prima, durante e dopo le feste.

3. Non conoscete bene chi ve lo porta. O avete una faida sotterranea e passivo-aggressiva in corso da anni.

4. Chi lo porta è notoriamente tirchio. Si spiega da sé.

5. E’ un generico regalo aziendale. Rientrano in questa categoria le bottiglie di liquore, il pandoro sottomarca, le agende rilegate in pelle.

6. E’ ricoperto da un sottile ma ancora visibile strato di polvere. Il che significa che nella migliore delle ipotesi è rimasto lì, incartato, almeno dal Natale precedente. Nella peggiore delle ipotesi, viene riciclato ogni anno da una persona diversa, e a questo punto spetta a voi mandarlo avanti, come la cassetta di The Ring.

7. L’hai regalato tu alla persona che te lo riporta.

foto di ThisParticularGreg

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