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	<title>InPausa - Notizie, giochi, video, trucchi e ricette per i tuoi momenti di pausa! &#187; libri</title>
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	<description>Bonduelle InPausa</description>
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		<title>Romanzi rosa, che passione</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 08:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La primavera risveglia gli ormoni di tutti tranne pochi disperati o privilegiati, a seconda dei punti di vista (e dell&#8217;ingestibilità degli ormoni stessi). I maschi eterosessuali sublimano occhieggiando languidi le pubblicità di intimo e le femmine le foto di sportivi in deshabillé, ma non c&#8217;è niente come leggere un romanzo rosa sotto un albero in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2011/03/romanzi_rosa_parodia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6475" title="romanzi_rosa_parodia" src="http://www.inpausa.it/upload/2011/03/romanzi_rosa_parodia.jpg" alt="" width="260" height="260" /></a>La primavera risveglia gli ormoni di tutti tranne pochi disperati o privilegiati, a seconda dei punti di vista (e dell&#8217;ingestibilità degli ormoni stessi). I maschi eterosessuali sublimano occhieggiando languidi le pubblicità di intimo e le femmine le foto di sportivi in deshabillé, ma non c&#8217;è niente come leggere un romanzo rosa sotto un albero in fiore per raggiungere un grado di astrazione dalla realtà prossimo alla beatitudine.</p>
<p><span id="more-6472"></span></p>
<p>Il rosa è un genere molto bistrattato, forse perché considerato (a torto) molto facile da fare: prendi un lui, una lei, una storia più o meno tormentata, buttaci sopra qualche palata di difficoltà e dei complicati costumi d&#8217;epoca (perché vuoi mettere il gusto dell&#8217;erotismo col bustino da slacciare?) ed è pronto il libro. Le lettrici di rosa, in realtà, sono esigenti: lo testimonia lo spassosissimo blog collettivo <a href="http://romanceclub.tumblr.com/" target="_blank"><strong>Tumblr Romance Club</strong></a>, al quale è possibile inviare le proprie recensioni di libri rosa. Una vera e propria miniera di titoli per le appassionate del genere e non.</p>
<p>Proprio da Tumblr Romance Club scopro l&#8217;esistenza di una coppia di fidanzati che si diletta a riprodurre le<strong> <a href="http://www.oliandalex.com/mills-boon" target="_blank">copertine dei romanz</a>i </strong><a href="http://www.millsandboon.co.uk/" target="_blank">Mills &amp; Boon</a> (storica casa editrice rosa inglese). Il risultato è davvero divertente, anche se non quanto le <a href="http://www.worldoflongmire.com/features/romance_novels/" target="_blank"><strong>parodie di copertine</strong></a> perfettamente eseguite da <a href="http://www.worldoflongmire.com" target="_blank">Longmire</a>; operazione che ha generato anche questa <a href="http://www.flickr.com/photos/verybigjen/sets/489555/" target="_blank">gallery su Flickr</a>.</p>
<p>Che siate o meno lettrici di rosa, è difficile non ridere.</p>
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		<title>Libri da ombrellone: e voi, cosa portate in spiaggia?</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 08:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giulia va in spiaggia con Pulce non c&#8217;è di Gaia Rayneri e Devozione di Antonella Lattanzi, due libri non proprio estivi ma molto coinvolgenti. Francesca si porta Alta fedeltà di Nick Hornby e Donna alla finestra, di Catherine Dunne. E voi? Con cosa andate in spiaggia? Raccontatecelo qui nei commenti oppure sulla nostra pagina Facebook!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2009/06/libri_vacanze_blogger_top.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-995" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="libri_vacanze_blogger_top" src="http://www.inpausa.it/upload/2009/06/libri_vacanze_blogger_top.jpg" alt="libri_vacanze_blogger_top" width="260" height="260" /></a>Giulia va in spiaggia con <em><a href="http://www.einaudi.it/libri/libro/gaia-rayneri/pulce-non-c-/978880619907">Pulce non c&#8217;è</a></em><a href="http://www.einaudi.it/libri/libro/gaia-rayneri/pulce-non-c-/978880619907"> </a>di Gaia Rayneri e <em><a href="http://www.einaudi.it/speciali/Antonella-Lattanzi-Devozione">Devozione</a></em> di Antonella Lattanzi, due libri non proprio estivi ma molto coinvolgenti. Francesca si porta <em><a href="http://www.guanda.it/scheda.asp?editore=Guanda&amp;idlibro=3461&amp;titolo=ALTA+FEDELT%C0">Alta fedeltà</a></em> di Nick Hornby e <em><a href="http://www.guanda.it/scheda.asp?editore=Guanda&amp;idlibro=6896&amp;titolo=DONNA+ALLA+FINESTRA">Donna alla finestra</a></em>, di Catherine Dunne. E voi? Con cosa andate in spiaggia? Raccontatecelo qui nei commenti oppure sulla nostra pagina <a href="http://www.facebook.com/Inpausa?ref=ts">Facebook</a>!</p>
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		<title>Uno scrittore al mese: Francesco Gungui</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 08:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[OK, questa è la tua occasione: dimmi qualcosa che ti inserisca di diritto nel Pantheon degli scrittori seri. Un tratto distintivo da intellettuale: fumi la pipa? Ascolti solo Santana mentre scrivi? Butti giù le idee quando sei nella vasca da bagno? Ce li avrai anche tu, dei tic da artista. Quando devo rileggere la prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/06/francesco_top.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2584" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="francesco_top" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/06/francesco_top.jpg" alt="francesco_top" width="260" height="260" /></a>OK, questa è la tua occasione: dimmi qualcosa che ti inserisca di diritto nel Pantheon degli scrittori seri. Un tratto distintivo da intellettuale: fumi la pipa? Ascolti solo Santana mentre scrivi? Butti giù le idee quando sei nella vasca da bagno? Ce li avrai anche tu, dei tic da artista.</strong><br />
Quando devo rileggere la prima stesura del romanzo prendo sempre un treno particolare a un&#8217;ora particolare e lo rileggo in viaggio.</p>
<p><strong>Scrivere romanzi: fatica mostruosa o divertimento assurdo?</strong><br />
È come scalare una montagna (sempre che ti piaccia camminare). A metà ti dici &#8220;Ma chi me l&#8217;ha fatto fare?!&#8221; Poi arrivi in cima e sei contento come un bambino.</p>
<p><strong>Hai mai scritto o vorresti scrivere in una prima persona del sesso opposto al tuo? Com&#8217;è stato?</strong><br />
<em><a href="http://www.ragazzi.mondadori.it/schedalibro/978880459202">Mi piaci così</a></em> l&#8217;ho scritto proprio dal punto di vista di una ragazza di sedici anni. Per sei mesi ho pensato che i ragazzi fossero degli idioti. Poi sono tornato in me (ma non del tutto).</p>
<p><strong>Qual è stata la prima cosa che hai scritto per te stesso (quindi non valgono i temi delle elementari o le letterine a Babbo Natale)?</strong><br />
A nove anni ho provato a scrivere il mio primo romanzo: la storia di un ragazzo orfano che gira il mondo con il suo cane. Le insegnanti hanno convocato i miei genitori.</p>
<p><strong>E la prima cosa che hai scritto per farti leggere?</strong><br />
Un libro di cucina: <em>Io ho fame adesso! &#8211; Come sopravvivere a un frigorifero deserto</em>.</p>
<p><strong>Quanta gente ti scrive o ti contatta per farti leggere i suoi romanzi &#8220;Di sicuro impatto e grandi possibilità di vendita e ci si può sicuramente ricavare un film, anzi io a dirigerlo ci vedrei bene James Cameron&#8221;? (Perché questa è la vera piaga di chi oltre allo scrittore fa l&#8217;editor&#8230;)</strong><br />
Mi scrivono in tanti. Io faccio sempre la stessa domanda &#8220;Hai già raccontato la tua idea ad amici sinceri?&#8221; Primo requisito per scrivere un buon romanzo è avere amici sinceri che se hai scritto una boiata te lo dicono.</p>
<p><strong>Confessa, quanti manoscritti non vengono mai letti perché l&#8217;autore ti sembra un pazzo fino dalla lettera di presentazione?</strong><br />
Confesso che prima o poi pubblicherò le lettere di presentazione.</p>
<p><strong>Un pensiero sugli e-book l&#8217;avrai fatto di sicuro.</strong><br />
A settembre i miei libri usciranno in versione e-book, quindi un pensiero me lo sono fatto sì. Suona più o meno così: quanti minuti ci impiegheranno i miei lettori diciottenni a craccarlo e inviarlo ai propri amici?</p>
<p><strong>Se qualcuno ti arriva alle spalle mentre scrivi, cosa fai? Chiudi il file, cerchi di distrarlo, o accetti tranquillamente l&#8217;inevitabile sbirciata?</strong><br />
Non sono uno da fuoco sacro della scrittura, però insomma, non sto scrivendo la lista della spesa.</p>
<p><strong>&#8220;Mai con&#8230;?&#8221; e &#8220;Mai senza&#8230;?&#8221;</strong><br />
Non dico mai mai (che è una frase impossibile, giusto?)</p>
<p><em>Francesco Gungui è l&#8217;autore (fra gli altri) di </em><a href="http://www.ragazzi.mondadori.it/schedalibro/978880459202">Mi piaci così</a><em>, </em><a href="http://www.ragazzi.mondadori.it/schedalibro/978880459047">L&#8217;importante è adesso</a><em> e il recentissimo </em><a href="http://www.ragazzi.mondadori.it/schedalibro/978880459636">Mi piaci ancora così</a><em>. Come ragazzina di sedici anni è molto, molto credibile.</em></p>
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		<title>Animal Review: il recensore di animali</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 08:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>InPausa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eravamo abituati a Superquark, ai documentari serissimi commentati con voce suadente dai doppiatori di alta scuola italiana (ah, quante dormite con la voce del compianto Claudio Capone!), a Piero Angela, al massimo agli articoli di Focus e Airone (prima della svolta nazionalpopolare). Non esiste da nessuna parte un sito che recensisca gli animali con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/05/nutria_top.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2490" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="nutria_top" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/05/nutria_top.jpg" alt="nutria_top" width="260" height="260" /></a>Eravamo abituati a <em><a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;source=web&amp;ct=res&amp;cd=1&amp;ved=0CBkQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.superquark.rai.it%2F&amp;ei=9SfxS77RDZPH-Qaw7p26BA&amp;usg=AFQjCNGU-If0PM7KpiACjvS8wKp88iD4hA">Superquark</a></em>, ai documentari serissimi commentati con voce suadente dai doppiatori di alta scuola italiana (ah, quante dormite con la voce del compianto Claudio Capone!), a Piero Angela, al massimo agli articoli di <em><a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;source=web&amp;ct=res&amp;cd=1&amp;ved=0CB4QFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.focus.it%2F&amp;ei=DCjxS9nLJY-B-Aaxs92yBA&amp;usg=AFQjCNHfcCxhcOxMeNcn6nUU_eMfkZTCsA">Focus</a></em> e <em><a href="http://www.cairoeditore.it/Airone/">Airone</a> </em>(prima della svolta nazionalpopolare). Non esiste da nessuna parte un sito che recensisca gli animali con la stessa efficacia di <strong><a href="http://animalreview.wordpress.com/" target="_blank">Animal Review</a></strong>, che riesce a combinare l&#8217;informazione con il divertimento.</p>
<p>Si prende dunque un animale qualsiasi (medusa, pesce martello, serpente a sonagli) e lo si recensisce dal punto di vista evolutivo: perché è sopravvissuto? Che cosa gli dà quella marcia in più? (Nel caso della medusa: non avere un cervello è un punto a favore.) Perché ha quel nome bizzarro? Come si muove, come mangia, che rapporto ha con gli umani?</p>
<p>Un blog così divertente che non è strano sia diventato un <a href="http://animalreview.wordpress.com/the-animal-review-book/" target="_blank">libro</a> e sia sbarcato con grande successo su <a href="http://www.facebook.com/animalreview?v=wall">Facebook</a>. Dove è possibile interagire direttamente con i suoi autori, Jake Lentz e Steve Nash. Non perdetevelo per nulla al mondo.</p>
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		<title>Uno scrittore al mese: Sandrone Dazieri</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 08:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dimmi qualcosa che ti inserisca di diritto nel Pantheon degli scrittori seri. Un tratto distintivo da intellettuale: fumi la pipa? Ascolti solo Santana mentre scrivi? Butti giù le idee quando sei nella vasca da bagno? Ce li avrai anche tu, dei tic da artista. No, non ce l’ho. Ho sempre trattato il mio lavoro come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/05/sandrone_top.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2426" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="sandrone_top" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/05/sandrone_top.jpg" alt="sandrone_top" width="260" height="260" /></a>Dimmi qualcosa che ti inserisca di diritto nel Pantheon degli scrittori seri. Un tratto distintivo da intellettuale: fumi la pipa? Ascolti solo Santana mentre scrivi? Butti giù le idee quando sei nella vasca da bagno? Ce li avrai anche tu, dei tic da artista.</strong><br />
No, non ce l’ho. Ho sempre trattato il mio lavoro come un lavoro: piazzo la sveglia alle otto, faccio colazione e scrivo fino alle otto di sera, se non ho riunioni o presentazioni. Scrivo dove capita, purché abbia un computer davanti a me e silenzio attorno a me.  L’unico tic che ho è che lavoro sempre, domenica compresa.</p>
<p><strong>Scrivere romanzi: fatica mostruosa o divertimento assurdo?</strong><br />
Fatica mostruosa, che si trascina anche lontano dal computer. Quando sono dentro una storia penso sempre al pezzo di trama che deve venire dopo. Se non riesco a trovarla rimango concentrato e teso sino a quando mi addormento, se la trovo sono capace di alzarmi nel cuore della notte per scriverla. Mi capita spesso, intorno alle due-tre del mattino quando mi sblocco dopo magari un giorno o due di ponzamento.</p>
<p><strong>Tu sei il papà/alter ego di un personaggio ricorrente. Ci racconti il momento preciso in cui ti è venuta l&#8217;idea di farne narrativa? </strong><br />
È nato dopo l’inizio del mio primo romanzo. Lo stavo già scrivendo, con un altro protagonista, che non mi quadrava tanto. Ero in treno tra Milano e Cremona e stavo leggendo un articolo di critica letteraria, non so più di chi, nel quale il tizio lamentava che tutti i nuovi narratori in realtà producevano solo autobiografie mascherate. Ho pensato che forse potevo andare controcorrente e farne una esplicita, che nascondesse in realtà una finzione totale. Così è nato il Gorilla, che ha il mio nome e la mia faccia.</p>
<p><strong>Qual è stata la prima cosa che hai scritto per te stesso (quindi non valgono i temi delle elementari o le letterine a Babbo Natale)?</strong><br />
Un racconto con Topolino quando avevo otto anni, che si interrompeva alla terza riga dopo che Topolino veniva rapito da Macchia Nera. In generale, comunque, non scrivo mai per me stesso. Scrivo per essere letto: non ho niente nel cassetto, neanche un diario. Anche quello di Topolino volevo farlo leggere a mia madre, se l’avessi finito.</p>
<p><strong>Qual è stata la reazione delle persone che conoscevi e della famiglia, quando hai annunciato che avresti pubblicato il tuo primo libro?</strong><br />
Varie, la più diffusa fu “Ma ti pagano? E quanto ti pagano?”. Poi l’area antagonista dalla quale provenivo mi processò per aver pubblicato per una major invece che nell’autoproduzione. Per anni mi diedero dell’infame prima ancora delle polemiche “pubblicare per Berlusconi” che vanno di moda ora…</p>
<p><strong>Qual è la prima cosa che hai fatto dopo aver visto la copia cartacea del tuo esordio?</strong><br />
L’ho comprata. Era un Giallo Mondadori, in un edicola aperta di notte, a Porta Genova. L’ho praticamente vista arrivare con il camion della consegna mattutina. Poi l’ho regalata a un mio amico che faceva anche lui le ore piccole.</p>
<p><strong>L&#8217;associazione stretta fra il tuo personaggio e te ti ha mai causato problemi (tipo: gente che non voleva dormire con te perché pensava che si sarebbe svegliata cinque secondi dopo con il Socio)?</strong><br />
No, al contrario. I miei lettori sono affezionati al Gorilla, e mi trattano un po’ meglio proprio perché pensano che io gli somigli. A volte li deludo, quando si accorgono che sono meno affabile di lui: in realtà nella vita sono più simile al mio Socio.</p>
<p><strong>Perché il giallo, di tutti i generi?</strong><br />
Perché racconta il lato oscuro. Perché svela le nostre paure. Le mie sicuramente.</p>
<p><strong>Se qualcuno ti arriva alle spalle mentre scrivi, cosa fai? Chiudi il file, cerchi di distrarlo, o accetti tranquillamente l&#8217;inevitabile sbirciata?</strong><br />
Lo caccio. Ma normalmente non capita: mentre scrivo emano un’aura da “non rompetemi le palle” che si può percepire da lontano, come un campo di forza tipo quello di Star Trek.</p>
<p><strong>Ultima domanda: “Mai con&#8230;?” e “Mai senza&#8230;?”</strong><br />
Mai perdere tempo con gli scocciatori. Non sempre si possono proprio evitare, ma cerco di tagliare corto: la vita è breve. Mai senza: computer. Banale, ma vero. Ho sempre con me il portatile,  anche quando faccio solo una breve gita fuori porta.</p>
<p><a href="http://www.sandronedazieri.it/"><em>Sandrone Dazieri</em></a><em> è scrittore (di gialli!), sceneggiatore e editor per Mondadori Libri. Il suo ultimo romanzo, </em><a href="http://www.sandronedazieri.it/libri/la_bellezza_e_un_malinteso.html">La bellezza è un malinteso</a><em>, è anche l&#8217;ultimo nella serie dei gialli che hanno come protagonista il suo alter ego, Sandrone detto &#8220;Gorilla&#8221;, e l&#8217;alter ego del suo alter ego, il Socio.</em></p>
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		<title>Signorina Fiamma, una rossa in cucina</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 09:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul web si chiama Signorina Fiamma, nella vita normale è Ilaria Mazzarotta, ex redattrice del recentemente defunto Condor e blogger. Proprio dal suo blog Due cuori e un fornello nasce l&#8217;omonimo libro, edito da Kowalski, che esce in tutte le librerie il 10 febbraio 2010. In questo mese dedicato al rosso e all&#8217;amore, ci siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/02/signorinafiamma_top.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1997" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="signorinafiamma_top" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/02/signorinafiamma_top.jpg" alt="signorinafiamma_top" width="260" height="260" /></a>Sul web si chiama <strong>Signorina Fiamma</strong>, nella vita normale è <strong>Ilaria Mazzarotta</strong>, ex redattrice del recentemente defunto <em>Condor</em> e blogger. Proprio dal suo blog <em><a href="http://blog.donnamoderna.com/duecuorieunfornello/" target="_blank">Due cuori e un fornello</a></em> nasce <a href="http://www.facebook.com/duecuorieunfornello" target="_blank">l&#8217;omonimo libro</a>, edito da Kowalski, che esce in tutte le librerie il 10 febbraio 2010. In questo mese dedicato al rosso e all&#8217;amore, ci siamo fatte raccontare un po&#8217; della genesi del libro, e di cosa vuol dire cucinare per amore.</p>
<p><strong>La cucina ti piace così tanto da aver fatto del raccontarla un mestiere. Cosa ti dà? Cosa ha fatto scoppiare la passione fra te e la più quotidiana delle mansioni domestiche?</strong><br />
Amo cucinare da sempre. Da piccola osservavo mia nonna e mia madre mentre preparavano piatti semplici, quotidiani, ma sempre speciali, poi ho cominciato a stare davanti ai fornelli e non sono più riuscita ad allontanarmene. Cucinare è una delle poche attività quotidiane che riesce a coinvolgere ogni volta tutti i sensi contemporaneamente e raccontare quello che avviene in cucina prima e a tavola poi è, per me, il prolungamento naturale di quel crescendo di sensazioni.<br />
<strong> Il tuo blog, ora diventato libro, racconta della vera essenza della cucina casalinga, quella cucinata con il cuore per un uomo che altrimenti si nutrirebbe di surgelati. Come ti è venuta l&#8217;idea?</strong><br />
Più che “venirmi l’idea” direi che mi è capitata tra le mani un’occasione: andare a convivere con un uomo di dieci anni più grande di me, viziato e che non ha idea di cosa significhi cucinare (a parte i surgelati e i popcorn nel microonde) è una vera miniera di aneddoti culinari e di coppia.<br />
<strong> Confessa: hai mai usato il cibo come surrogato dell&#8217;amore, come facevano le nostre mamme che ci ingozzavano di delizie pesantissime per dimostrarci che ci volevano bene?</strong><br />
Certo! Cucinare è il mio modo (uno dei principali) per esprimere l’amore che provo: cucino per i miei genitori, per i miei amici e, soprattutto, ogni sera per il mio compagno. Non mi piace la definizione ”surrogato dell’amore” perché cucinare per qualcuno è un vero e proprio atto d’amore.<br />
<strong> Le verdure sono la bestia nera di molte cuoche domestiche, che non sanno mai come prepararle senza cuocerle troppo o troppo poco, e tantomeno sanno insaporirle in modo da renderle appetitose ma non pesanti. Qual è il tuo piatto di verdure preferito?</strong><br />
Personalmente amo le verdure, mi piacciono anche semplicemente cotte al vapore e condite con un filo d’olio e un goccio di limone. Per farle mangiare al convivente invece mi devo dare un po’ più da fare: ratatouille, sformati, verdure saltate in ogni modo…<br />
<strong> Gli uomini si prendono ancora per la gola? O è sempre stata una pia illusione?</strong><br />
La gola è uno dei vizi capitali e in quanto tale una vera tentazione, ma se la prima tentazione non siamo noi cucinare serve a poco! Saper cucinare e prendere per la gola un uomo può essere un buon biglietto da visita e un’ottima assicurazione per la vita, in mezzo però ci siamo noi: il nostro carattere, il nostro charme e la nostra capacità di sedurre l’uomo che desideriamo.<br />
<strong>Un consiglio a quelli che non sanno cucinare ma vorrebbero tanto imparare a farlo?</strong><br />
Prima regola: comprare degli ottimi ingredienti di base, la qualità in cucina conta più della quantità. Seconda regola: comprare almeno un libro di “cucina di base” e leggerlo con attenzione prima di mettersi ai fornelli. Terza regola: sperimentare! Se proprio volete, potete andare a qualche scuola di cucina, ma sceglietela bene perché spesso sono una fregatura.<br />
<strong>Un&#8217;ultima cosa: ti è capitato di usare il Convivente come cavia umana apposta per il libro?</strong><br />
Sempre! Ma ci tengo a dire che per il libro non è stata usata alcuna forma di violenza sul convivente.</p>
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		<title>Book swap: scambia i tuoi libri!</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 09:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La settimana scorsa abbiamo parlato di bookcrossing, e si diceva che per i feticisti del libro è l&#8217;equivalente di lasciare un figlio sul sagrato della chiesa. Il book swap, invece, è meno traumatico: per mantenere il parallelo, è come l&#8217;adozione aperta. Ci si incontra, e si affidano i propri libri alle mani di altre persone, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/01/bookswap.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1881" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="bookswap" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/01/bookswap.jpg" alt="bookswap" width="260" height="260" /></a>La settimana scorsa abbiamo parlato di <a href="http://www.inpausa.it/2010/01/14/bookcrossing-libri-in-viaggio/" target="_blank">bookcrossing</a>, e si diceva che per i feticisti del libro è l&#8217;equivalente di lasciare un figlio sul sagrato della chiesa. Il book swap, invece, è meno traumatico: per mantenere il parallelo, è come l&#8217;adozione aperta. Ci si incontra, e si affidano i propri libri alle mani di altre persone, che a loro volta ci affidano i loro: non c&#8217;è da temere che i poveri libri rimangano esposti alle intemperie o abbandonati per sempre. E se quello che ti chiede il libro non ti piace, puoi sempre non darglielo (anche se è complicato inventarsi una scusa).</p>
<p>Il book swap si può fare a casa, come qualsiasi swap party: chiunque disponga di un numero sufficiente di amiche o amici col pallino della lettura può organizzarne uno. Chi invece non può mettere a disposizione uno spazio ma vuole comunque scambiare i suoi libri, può approfittare delle possibilità della rete: su <a href="http://www.anobii.com" target="_blank">aNobii</a>, il social network per i patiti della lettura, è possibile marcare i libri che si vogliono scambiare con gli altri utenti (io ne ho segnati tre, che però ho recensito così negativamente che non mi meraviglio di non averli ancora dati via).</p>
<p>Nota a margine: mi si dice che, fra bookcrossing e book swap, un sacco di gente si fidanza. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse.</p>
<p><em>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/orinrobertjohn/908290273/" target="_blank">Orin Zebest</a></em></p>
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		<title>Un libro per iniziare l&#8217;anno con&#8230; signora maria</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 09:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per iniziare l&#8217;anno ho scelto Guida all&#8217;Eleganza &#8211; per la donna che desidera essere vestita bene e in modo adatto in ogni occasione di Genevieve Antoine Dariaux. Lo so, il titolo sembra una battuta di Zoolander (&#8220;E mille modi di acconciarsi i capelli!&#8221;), ma questo non è un manualetto scemo per vestirsi bene. L&#8217;eleganza, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/01/collana_perle_top.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1886" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="collana_perle_top" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/01/collana_perle_top.jpg" alt="collana_perle_top" width="260" height="260" /></a>Per iniziare l&#8217;anno ho scelto <em>Guida all&#8217;Eleganza &#8211; per la donna che desidera essere vestita bene e in modo adatto in ogni occasione</em> di Genevieve Antoine Dariaux.</p>
<p>Lo so, il titolo sembra una battuta di <em>Zoolander</em> (&#8220;E mille modi di acconciarsi i capelli!&#8221;), ma questo non è un manualetto scemo per vestirsi bene. L&#8217;eleganza, e non sono certo io a doverlo dire, non è una stupidaggine.</p>
<p>Mi ricordo ancora quando l&#8217;ho comprato, alla Feltrinelli di Corso Buenos Aires, a Milano, con un collega di lavoro.<br />
Lui lo sfoglia, poi mi dice: &#8220;Oh, ma è del &#8217;64, non sarà un po&#8217; passato di moda?&#8221;<br />
Io lo guardo con superiorità, povero ignorante: &#8220;Perché, secondo te qualcosa che ha a che fare con l&#8217;eleganza può essere stato scritto DOPO gli anni &#8217;60?&#8221;<br />
Lui abbassa lo sguardo, vergognandosi di aver osato opinare su qualcosa che non è di sua competenza.</p>
<p>Il libro esamina tutto lo scibile umano in tema di eleganza per signore, in ordine alfabetico: dagli Abiti ai Mariti (e amanti), alle Occasioni Pubbliche e Particolari, ai Weekend, agli Yacht, alla Zoologia (il cui capitolo si chiude consigliando il miglior colore per il collare dell&#8217;animale da compagnia).</p>
<p>Le chicche imperdibili sono tante, spesso brevi e di un&#8217;ironia fulminante, come le due righe e mezza del capitoletto &#8220;Ginocchia&#8221;:</p>
<blockquote><p><em>Il proverbio &#8220;Pour vivre heureux, vivons cachés&#8221; (&#8220;Se vuoi vivere felice, vivi nascosto&#8221;) è stato inventato per loro.</em></p></blockquote>
<p>Adorabile. L&#8217;ho tenuto sul comodino per un&#8217;infinità di tempo.</p>
<p>Ma per quale motivo dovrei seguire i dettami di questa qua, io che al massimo del mio splendore indosso le scarpe sottomarca, io che i gioielli che mia madre ha messo da parte per me forse non li indosserò mai non tanto per mancanza di voglia quanto per mancanza di occasioni sociali adatte, io che il gros grain non so neanche com&#8217;è fatto, io che non vado alle feste da cocktail, quelle che non è il vestito da sera, ma quello da cocktail, che va indossato?</p>
<p>Non è questione di seguire i dettami, ma di avere chiari i canoni. Poi ti alzi la mattina e scopri che tutti i calzini buoni sono nel cesto del bucato da fare, e rimangono solo quelli orrendi a righe arancioni, possibilmente quasi bucati. (Tanto, a parte te e lo stivale sottomarca, non lo saprà mai nessuno.)</p>
<p>Sapere che c&#8217;è un luogo e un modo per tutto, anche se poi le cose non vanno mai così, anche se il caos ha sempre la meglio e mantenere il contegno è impossibile, per me è fondamentale. Il genere di cosa che mi piace avere chiara, ogni volta che inizia un nuovo anno. Un po&#8217; come i buoni propositi: poi fai l&#8217;esatto opposto, ma ne hai bisogno.</p>
<p>Buon 2010 a tutti.</p>
<p><em><br />
*Nessuno stivale sottomarca è stato maltrattato durante la scrittura di questo post.<br />
</em><em>**L&#8217;autrice del post si riserva il diritto di indossare i pantajazz in casa.</em></p>
<p><em>signora maria (minuscolo suo) è l&#8217;ineffabile autrice del <a href="http://signoramaria.wordpress.com/" target="_blank">blog omonimo</a>. </em></p>
<p><em>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/tenthmusephotography/2474201376/" target="_blank">TenthMusePhotography</a></em></p>
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		<title>Bookcrossing: libri in viaggio</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 09:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per me, che mi affeziono ai libri come alle persone, lasciarne uno su una panchina sarebbe come abbandonare un bambino. Una concezione non proprio zen dell&#8217;oggetto, ma i libri sono come porte su altri mondi: separarsene è come gettare via la chiave. I libri brutti, invece, non li vorresti far circolare: sono mondi che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/01/bookcrossing_top.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1861" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="bookcrossing_top" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/01/bookcrossing_top.jpg" alt="bookcrossing_top" width="260" height="260" /></a>Per me, che mi affeziono ai libri come alle persone, lasciarne uno su una panchina sarebbe come abbandonare un bambino. Una concezione non proprio zen dell&#8217;oggetto, ma i libri sono come porte su altri mondi: separarsene è come gettare via la chiave. I libri brutti, invece, non li vorresti far circolare: sono mondi che non meritano di essere visitati. E allora li tieni lì a prendere polvere, come segreti inconfessabili, testimonianza del tuo cattivo gusto.</p>
<p>C&#8217;è invece chi i libri li legge una volta e mai più, e dopo che li ha letti li vuole condividere. Li lascia su una panchina, in un bar, in un ristorante, in chiesa, in un negozio di abbigliamento, sull&#8217;autobus, in aeroporto, ovunque possano essere trovati e letti da nuove persone. Questa pratica si chiama &#8220;bookcrossing&#8221;, e in Italia è sostenuta e seguita da un <a href="http://www.bookcrossing-italy.com/" target="_blank">sito apposito</a>, che oltre a incoraggiare il bookcrossing con apposite iniziative permette anche a chi ha trovato un libro di inserire il codice BCID con cui lo ha contrassegnato chi lo ha &#8220;liberato&#8221;, e in questo modo contribuire a tracciare gli spostamenti del volume.</p>
<p>Un modo di vivere i libri che l&#8217;editoria digitale non potrà mai sostituire.</p>
<p><em>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/adriagarcia/1860839188/" target="_blank">adriagarcia</a></em></p>
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		<title>Un libro per iniziare l&#8217;anno con&#8230; Lawrence Oluyede</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 09:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo tutti il desiderio di migliorare la qualità della nostra vita sia dal punto di vista materiale che da quello immateriale. Ultimamente, mi è capitato di visitare siti che propongono mille ricette per il successo o per cambiare la propria vita: alcuni sono venditori di fumo, altri invece contengono pillole di saggezza. Ispirato da una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/01/happiness_project_top.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1853" title="happiness_project_top" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/01/happiness_project_top.jpg" alt="happiness_project_top" width="260" height="260" /></a>Abbiamo tutti il desiderio di migliorare la qualità della nostra vita sia dal punto di vista materiale che da quello immateriale. Ultimamente, mi è capitato di visitare siti che propongono mille ricette per il successo o per cambiare la propria vita: alcuni sono venditori di fumo, altri invece contengono pillole di saggezza. Ispirato da una recensione di un <a href="http://www.avc.com/a_vc/2010/01/the-happiness-project-a-new-years-resolution.html" target="_blank">blogger</a> che stimo molto ma anche dalla mia attitudine degli ultimi mesi, sono corso a ordinare online il libro <a href="http://www.happiness-project.com/happiness_project/the-happiness-project-book.html" target="_blank"><em>The Happiness Project</em></a>, scritto da Gretchen Rubin.</p>
<p>The Happiness Project è anche un <a href="http://www.happiness-project.com/happiness_project/about.html" target="_blank">blog</a> che sprizza positività da ogni post. Lei non è una sedicente guru della felicità, non dice di avere la saggezza o la chiave di tutto nel cassetto, né predica tecniche come quelle perseguite da Jim Carrey nel film <em>Yes Man</em> (che vi consiglio comunque di vedere). È una persona normale, una persona che ha provato a scrivere un libro per raccontare che la felicità si può raggiungere in piccoli passi, con costanza e determinazione.</p>
<p>Io non vedo l&#8217;ora di leggerlo, questo libro, e voi?</p>
<p><em>Lawrence Oluyede è l&#8217;autore del blog </em><a href="http://www.neropercaso.it/" target="_blank"><em>Nero per caso</em></a><em>. Nigeriano, vive e lavora in Italia e fa <a href="http://www.flickr.com/photos/54784413%40N00/" target="_blank">bellissime fotografie</a>. Si commuove davanti a Robert Capa e Mimmo Jodice.</em></p>
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