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	<title>InPausa - Notizie, giochi, video, trucchi e ricette per i tuoi momenti di pausa! &#187; in forma con&#8230;</title>
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		<title>In forma con… Stark</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 08:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Adesso non faccio per vantarmi ma volevo dirvi che io sono uno di quelli che vanno a correre da prima che si spargesse la voce che correre faceva bene, quando a correre eran solo dei fanatici o dei disperati, e tutto il business della roba fighetta per andare a correre doveva ancora nascere. Per cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2009/10/stark_top.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1569" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="stark_top" src="http://www.inpausa.it/upload/2009/10/stark_top.jpg" alt="stark_top" width="260" height="260" /></a>Adesso non faccio per vantarmi ma volevo dirvi che io sono uno di quelli che vanno a correre da prima che si spargesse la voce che correre faceva bene, quando a correre eran solo dei fanatici o dei disperati, e tutto il business della roba fighetta per andare a correre doveva ancora nascere. Per cui toccava arrangiarsi: d&#8217;estate si usciva con dei pantaloncini tipo il bassista dei Queen a Wembley, d&#8217;inverno con dei tutoni di materiale così ruvido che dopo un po&#8217; ti sembrava di avere uno zerbino cucito sulla schiena.</p>
<p>Ma questo mi sa che vi interessa poco. Mi si chiede, se ho ben capito, come si fa a tenersi in forma; ma io, sinceramente, non ne ho idea. Da quel che si sente in giro sembra che, per l&#8217;uomo moderno, tenersi in forma voglia dire per forza andare in palestra; mentre io, dalle palestre, ci son sempre stato alla larga, ché se devo pagare per far fatica, a questo punto tanto vale regalare la busta paga al capufficio. Io, quando mi gira, prendo e vado a correre; poi son fortunato, vivo vicino al mare, posso correre sul mare, ho i parchi vicino a casa, posso correre nei parchi, ho gli amici che si allenano nella pista di atletica, posso andare con loro e rinfrescar la mente su quanto siano lunghi quattrocento metri (la risposta è variabile. Certi giorni anche più di un chilometro). Ora non so bene dove andare a parare, ma adesso dirò una serie di cose che cominciano tutte con la lettera C così potremo intitolarlo &#8220;Le 5 C per restare in forma&#8221; come fanno quelli che scrivono sulle riviste vere che di queste cose ne capiscono.</p>
<p>Il primo punto si chiama <strong>camminare</strong>. Sarà pure banale come inizio, ma se siamo disabituati a camminare, cosa cavolo ci andiamo a fare, a correre? Non è che i videogiochi cominciano dal livello due. Che io non so com&#8217;è, ma ogni tanto vedi che c&#8217;è gente che ha tutta questa ansia di correre, andare in palestra, far chissà che cosa e poi se gli proponi di fare cento metri a piedi ti guardano male. Cominciamo col camminare. Tornando dal lavoro scendiamo una fermata di autobus prima, oppure parcheggiamo un po&#8217; più lontano (come se potessimo scegliere). Mezz&#8217;ora di camminata al giorno è la miglior base di partenza.</p>
<p>Poi c&#8217;è la <strong>compagnia</strong>, che uno magari la sottovaluta, e invece avere almeno una persona al proprio fianco durante le sgambate è fondamentale. Ovviamente non dev&#8217;essere l&#8217;amico maratoneta, per il quale sareste solo un peso: meglio trovare un vostro simile, per grado di allenamento e condizione fisica. All&#8217;inizio si trotterellerà chiacchierando, poi il fiato comincerà a venir meno. Il livello di preparazione si misura anche da quanto si riesce ad andare avanti a parlare.</p>
<p>Adesso veniamo alle <strong>calzature</strong>. Ci sono delle scarpe che vanno bene per correre e altre no. Se la suola è più sottile del Fatto Quotidiano, non vanno bene. Se ce le aveva Uma Thurman in <em>Kill Bill</em>, non vanno bene. Se ve le mettereste addosso per far due passi in centro, non vanno bene (le scarpe per correre non sono mai belle. Ricordatevelo).</p>
<p>Due parole sul <strong>cemento</strong>, che è il peggior nemico del corridore. So che per necessità chi vive in città finisce spesso per slalomare tra asfalto e marciapiede, ma conviene sapere che correre sull&#8217;erba è la cosa migliore, se si ha un bel praticello di cui fidarsi. Certo che il rischio è di imbattersi in buche, pietre, radici affioranti o souvenir canini: state in occhio. Tendini e talloni vi diranno grazie.</p>
<p>E infine la <strong>costanza</strong>. Se prendete un ritmo regolare, l&#8217;allenamento diventerà un automatismo quasi circadiano. Ma se per qualsiasi motivo non riuscite a far nulla per una settimana, ricominciare diventerà un Everest. Tenetene conto, la prossima volta che direte &#8220;Ci vado domani&#8221;, o la vostra tuta rischierà di coprirsi di ragnatele. Siete avvisati!</p>
<p><em><a href="http://www.stefanoandreoli.com/" target="_blank">Stark</a>, aka Stefano Andreoli, è la metà con i capelli di <a href="http://www.spinoza.it/" target="_blank">Spinoza</a>, che a dispetto del nome </em>non<em> è una raccolta di aforismi del celebre filosofo.</em></p>
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		<title>In forma con… Federico Bolsoman</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 08:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla richiesta di scrivere qualcosa su &#8220;in forma&#8221; ad un vero Bolso™ viene spontaneo rispondere con la domanda &#8220;Quale forma? Sferiforme? Meliforme? Periforme?&#8221; Il nostro BMI non sarà ancora nella fascia di obesità grave ma i nostri avatar (mii) nel Wii fit hanno un fattore di forma inconfondibile e si intristiscono a veder salire l&#8217;indicatore di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2009/10/bolso_top.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1533" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="Il Bolso ti guarda (male)" src="http://www.inpausa.it/upload/2009/10/bolso_top.jpg" alt="Il Bolso ti guarda (male)" width="260" height="260" /></a>Alla richiesta di scrivere qualcosa su &#8220;in forma&#8221; ad un vero Bolso™ viene spontaneo rispondere con la domanda &#8220;Quale forma? Sferiforme? Meliforme? Periforme?&#8221; Il nostro BMI non sarà ancora nella fascia di <em>obesità grave</em> ma i nostri avatar (mii) nel Wii fit hanno un fattore di forma inconfondibile e si intristiscono a veder salire l&#8217;indicatore di massa corporea fino alla fascia arancione.</p>
<div style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;"><span style="background-color: #ffffff;"><em>Calo ponderale</em>, disse più volte il medico di famiglia con un sorriso affettuoso. E sì che qui si discende da una famiglia di medici in cui si crebbe seguendo il sacro rituale di pranzi e cene costituiti dalla terna inscindibile carboidrati-proteine-vitamine. Fosse mancato anche uno solo dei tre una volta ogni mese e il bolsobimbo già vedeva avanzare lo spettro del rachitismo.</span></div>
<div style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;">Cresciuto inappetente, battuti record di 1 ora e quaranta per affrontare una <em>bistecchina</em> dall&#8217;aspetto ormai cuoiaceo, adornata del suo saporitissimo olietto, il Nostro si è ripreso in età liceale, ma sempre rispettando le indicazioni di pochi grassi, verdura e frutta a tavola in grandi quantità.</span></span></div>
<div style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><br />
</span></span></div>
<div style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;">Ma questi erano gli anni &#8217;70 dello scorso millennio. Ora il Bolso è adulto e coscienzioso nonché dotato di due iBabies divoratori di ogni cibo, quindi energici e richiedenti attenzioni, sforzi e rincorse. Eppure il profilo è sempre elegantemente curvilineo, un <em>monoaddominale</em> privo di solchi che sembra uscito dal designer di una supercar. Eppure tenta di stare attento al cibo. Eppure ha cominciato, convinto dalla sua Daria, a fare palestra. Hanno scelto Pilates, ginnastica <em>di posizione</em> con il preciso scopo di introflettere la pancia. Almeno si cerca di ottenere l&#8217;impossibile comodamente seduti su un materassino, in mezzo ad una maggioranza femminile.</span></span></span></div>
<div style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><br />
</span></span></span></div>
<div style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;">
<div style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;">Poi, come d&#8217;incanto, una mattina (questa mattina) avviene il miracolo. Alle 8 di un freddo mattino di ottobre (praticamente un anticipo di gennaio), l&#8217;inesorabile <a id="a7dl" title="scuolabus" href="http://www.bolsi.org/bolsoblog/2008/10/23/il-mattino-ha-la-privacy-in-bocca/">scuolabus</a> sta avvicinandosi alla fermata vicino casa. Una manciata di minuti prima, il Bolso ha convinto un iBaby cinquenne recalcitrante a vestirsi e mettersi le scarpe. 200 metri li separano dal traguardo. Il percorso che normalmente è una passeggiata idilliaca per mano ad un bambino angelico diventa una corsa con traino di un esserino in protesta passiva. Passato il gomito della via principale, scorta la sagoma dell&#8217;autobussone nella bruma mattutina avviene lo scatto: preso il figlioletto in braccio, il Bolso attacca una corsa con 20 kg di koala umano avvinghiatogli che se la gode ridendo fra gli affanni paterni. A 5 metri il bus chiude le porte, il Bolso atterra il bimbo e si sbraccia, il bus le riapre: &#8220;ah, ci siete anche voi?&#8221;.</div>
<div style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;">E&#8217; fatta. Schioppettate di tosse fredda respingono il Bolso a casa. Anche queste 10 calorie le abbiamo bruciate. Forse è meglio tornare a introflettere l&#8217;ombelico.</div>
<div style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;">P.S. Avrete notato che nella ricostruzione qui presentata è stato omesso l&#8217;intero filone sportivo giovanile. C&#8217;è una ragione che converge nel celebre episodio del Bolso cianotico ai Giochi della Gioventù. Ma questa è un&#8217;altra storia.</div>
</div>
<p><em>Federico Giacanelli, aka </em><a href="http://www.bolsi.org/bolsoblog/" target="_blank"><em>Bolsoman</em></a><em>, è parte della tribù dei Bolsi insieme alla consorte <a href="http://www.bolsi.org/mentalsaw/" target="_blank">Daria</a></em><em> e ai figli <a href="http://www.bolsi.org/ibaby/" target="_blank">Cesare e Ulisse</a></em><em>.<br />
</em></p>
<p><em>Foto di </em><a href="http://www.flickr.com/photos/bolsoman/3986740924/" target="_blank"><em>Daria</em></a></p>
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		<title>In forma con… Chiara Calpini</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 08:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chiara Calpini: direttrice di KissMe, ma anche blogger. Su Razor Sisters fa a fette la cultura pop, badando a prendere i tagli più teneri vicino all&#8217;osso. Anche a lei abbiamo chiesto di raccontarci qual è il suo modo di tenersi in forma. Io mi tengo in forma campando d&#8217;aria. Detta così sembra un po&#8217; dura: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.inpausa.it/upload/2009/10/chiara_top.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1499" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="chiara_top" src="http://www.inpausa.it/upload/2009/10/chiara_top.jpg" alt="chiara_top" width="260" height="260" /></a>Chiara Calpini: direttrice di KissMe, ma anche blogger. Su <a href="http://www.razorsisters.com" target="_blank">Razor Sisters</a> fa a fette la cultura pop, badando a prendere i tagli più teneri vicino all&#8217;osso. Anche a lei abbiamo chiesto di raccontarci qual è il suo modo di tenersi in forma.</em></p>
<p>Io mi tengo in forma campando d&#8217;aria. Detta così sembra un po&#8217; dura: adesso specifico. Dopo anni di sperimentazione di diete (tutte regolari, niente paura), chili persi e chili ripresi, ginnastiche più o meno forsennate e tutto il resto che qualunque donna prova nella sua vita, ho capito che l&#8217;unica cosa che funziona per me è mangiare poco. O meglio, mangiare meno di quello che ho sempre pensato mi servisse per tenersi su o meno di quello che alcune porzioni mi suggeriscono al supermercato e al ristorante. La mia non è assolutamente un&#8217;induzione all&#8217;anoressia, dio-ce-ne-scampi, anche perché adoro mangiare. Semplicemente, se si riesce a scindere la fame vera da quella indotta da stress, frustrazioni e insicurezze, ecco, ci si rende conto che non abbiamo bisogno di tutto quel cibo che spesso assumiamo in più; realizziamo che davvero non ci serve quella sovrattassa calorica che gli inglesi chiamano <em>comfort food</em>. Ma per arrivare alla scissione (complicata come quella nucleare) dei due tipi di fame bisogna fare un passo indietro.</p>
<p>Per decidere veramente di mangiare bene è molto utile l&#8217;analisi. Anzi, a tutte coloro che da anni combattono con sorti alterne i chili in più mi sentirei di dire di mollare le diete e di farsi una bella psicoterapia. Ce ne sono di tutti i tipi, più brevi di quelle freudiane e soprattutto più mirate. L&#8217;importante è trovare la persona giusta con cui confrontarsi. Non che una possa pensare di cavarsela in un battibaleno, ogni cosa che funziona veramente ha bisogno di tempo e di costanza. Però i benefici di una psicoterapia, ovvero i benefici di chiacchierare con uno professionista oggettivando e superando le proprie inibizioni, sono molteplici. Il fine ultimo è quello di stare meglio e di vivere una vita più piena: più in forma di così!</p>
<p>Ridimensionate le porzioni, l&#8217;altra mia priorità è mangiare bene. Personalmente, non mangio più carne ma non voglio convincere nessuno a fare lo stesso. Se me lo chiedete, però, ne parlo volentieri! Preferisco acquisti bio e rigorosamente di stagione. Se mi presentate una peperonata a gennaio potrei anche sputarvi in faccia. Nella mia dispensa trovano posto cibi bizzarri come le alghe e la quinoa ma anche assolutamente normali come le noci e i fagioli.  Adoro i dolci e le patatine e quando voglio me li concedo. L&#8217;importante è darsi un limite.</p>
<p>Ricapitolando: mangiare cercando di sentire la fame vera (anche cucinare e masticare lentamente aiutano parecchio!), mangiare bene e poi fare attività fisica, certo! OK, non l&#8217;ho detto subito perché sono pigra o, almeno, pigra a fasi alterne. Come per  le diete ho fatto un po&#8217; di tutto: dall&#8217;atletica, alla danza del ventre, allo yoga fino al bodybuilding. Cambiare attività, tutto sommato, è divertente e fa parte del gioco. Ma ultimamente sono davvero pigra! Allora cerco di fare qualcosa che mi faccia sentire veramente bene, qualcosa che oltre a tonificare i miei muscoli abbia un valore aggiunto molto forte. Scelgo allora il trekking perché stare in mezzo alla natura mi riempie di gioia. O la pallavolo, perché anche se sono una schiappa il gioco di squadra mi esalta. O ancora le uscite di gruppo in bici perché si socializza che è un piacere. Già, il piacere. Cercatelo nel posto giusto e troverete anche la forma.</p>
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		<title>In forma con… Il Precario</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 08:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul blog si firma &#8220;sonounprecario&#8221;, così, senza maiuscole o spazi. Nella vita si chiama Alessandro Sironi, è laureato in Scienze della Comunicazione ed è titolare di una memorabile frangetta supergiovane. Che tutto sommato gli spetta, essendo egli supergiovane. Gli abbiamo chiesto come fa a mantenere la forma fisica, e a quanto pare siamo caduti benissimo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.inpausa.it/upload/2009/10/precario_top.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1460" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="precario_top" src="http://www.inpausa.it/upload/2009/10/precario_top.jpg" alt="precario_top" width="260" height="260" /></a>Sul </em><a href="http://blogaprogetto.com/" target="_blank"><em>blog</em></a><em> si firma &#8220;sonounprecario&#8221;, così, senza maiuscole o spazi. Nella vita si chiama Alessandro Sironi, è laureato in Scienze della Comunicazione ed è titolare di una memorabile frangetta supergiovane. Che tutto sommato gli spetta, essendo egli supergiovane. Gli abbiamo chiesto come fa a mantenere la forma fisica, e a quanto pare siamo caduti benissimo.</em></p>
<p>Essendo un tipo sportivo (in tutti i sensi), fermo non lo sono mai stato: ho fatto nuoto e ho giocato a calcio, ma dopo ripetuti infortuni alle caviglie (mia mamma me le ha fatte in cristallo di Boemia), ho dovuto dire basta. Sarebbe ovviamente stata una brillante carriera, invece ho preferito cominciare ad andare in palestra.<br />
Sono nato in forma. È ormai da 5 anni che mi alleno, costantemente, 3-4 volte la settimana in sala pesi. Già, la costanza, quell&#8217;elemento fondamentale se si vuole sperare di ottenere risultati decenti e non solo donare centinaia di euro in abbonamenti a palestre mai frequentate. Sì, perché, se ci pensate bene, quando vi sfiora l&#8217;idea di cominciare a fare qualcosa di salutare per il vostro corpo, a cosa pensate? Al risultato, esatto. Proiettate nella vostra mente immagini di voi stessi in una tanto strana quanto misteriosa versione &#8220;figa&#8221;.</p>
<p>Nonostante poi la potentissima lobby delle palestre non voglia comunicarlo in via ufficiale, vi svelo un segreto: ebbene no, non vi serve a niente iscrivervi a corsi o cominciare attività fisiche un mese prima di andare al mare; peggio ancora se vi mettete a stilare una fantomatica e parallela dieta “fai da te”, in cui praticamente vi limitate a non mangiare o a mangiare solo determinati cibi. Con ragionamenti del tipo “mangio solo frutta e yogurt e sono a posto”. Per il trapianto di fegato, forse.<br />
Inoltre, quando vedete in tv persone sotto il sole che vibrano, letteralmente, attaccate a un elettrostimolatore mentre bevono una bibita e discutono di come sia bella la vita quando hai un fisico così scolpito, cambiate canale. Sono frottole. Pericolose, peraltro. Il ragionamento è semplice: chiunque cerca di vendere il massimo risultato col minimo sforzo, la minima spesa e il minor  tempo possibile.</p>
<p>A meno di essere ricchi e comprarsi un personal trainer che muove gli arti al posto vostro, vi tocca faticare. Dopo poco tempo infatti vi accorgerete di stare meglio, sia fisicamente che con voi stessi. Ma soprattutto potrete continuare a mangiare normalmente: l’importante è muoversi e praticare lo sport che preferite. Diciamo che una delle regole che cerco di rispettare è non esagerare, mai. Specialmente con dolci e alcolici, che rallentano metabolismo e combustione dei grassi. Lo so, ogni tanto parlo strano, ma dopo aver frequentato la palestra per qualche anno, vi verrà voglia di chiedere e informarvi, perché lo vedete e lo sentite (con le vostre mani), che il corpo è soddisfatto.<br />
Non vi sto dicendo di dire basta alle sagre della porchetta, ai ciccioli, alle cene con gli amici o a una simpatica alzata di gomito. L’importante è che non diventino frequenti. Il vero atto di forza, il vero slancio verso un sedere migliore, è tirarlo su dalla sedia e convincersi che ticchettando su una tastiera altro non svilupperete che una schiena ricurva e delle dita velocissime. Che possono anche tornare utili, ma non rendono magri.</p>
<p>Certo, dopo una giornata di lavoro è mentalmente difficile avere voglia di allenarsi, ma non è questa l’ottica giusta. Per me infatti la palestra è una valvola di sfogo e ormai la percepisco come un importante tassello personale. È anche per questo motivo che, se sono costretto a saltare un giorno, mi girano le scatole: quando sei sotto la doccia dopo aver faticato, sembrerà strano, ma ti senti bene.<br />
Insomma, non fatevi fregare dalle riviste, dalle diete “delle star” o da consigli di sedicenti esperti. Evitate torture fisiche e psicologiche su voi stessi, con infuenze negative e pesanti su molti aspetti di vita quotidiana.</p>
<p>E non state fermi, ché vi fate male.</p>
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