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	<title>InPausa - Notizie, giochi, video, trucchi e ricette per i tuoi momenti di pausa! &#187; cucina etnica</title>
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	<description>Bonduelle InPausa</description>
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		<title>Il mangiatore abitudinario: come sopravvivere a una vacanza all’estero se hai gusti difficili</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 08:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sei tu? Quello che se va in vacanza si porta la pasta e la pummarola in valigia? Quello che se non trova un ristorante italiano si mette a piangere? Quello che &#8220;In Germania/Inghilterra/Francia/Spagna si mangia malissimo&#8221;? Quello che e il cinese no e il thai no e il messicano no e l&#8217;indiano giammai? Quello che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2011/07/street_food.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-8167" title="street_food" src="http://www.inpausa.it/upload/2011/07/street_food.jpeg" alt="" width="260" height="260" /></a>Sei tu? Quello che se va in vacanza si porta la pasta e la pummarola in valigia? Quello che se non trova un ristorante italiano si mette a piangere? Quello che &#8220;In Germania/Inghilterra/Francia/Spagna si mangia malissimo&#8221;? Quello che e il cinese no e il thai no e il messicano no e l&#8217;indiano giammai? Quello che, insomma, in vacanza tormenta tutti con le sue abitudini alimentari? Se sei tu, proviamo a venirti in soccorso con alcuni suggerimenti.</p>
<p><span id="more-8161"></span><strong>Il mito della cucina italiana.</strong> Ah, la dieta mediterranea. Ah, il buon piatto di pasta. Ah, la &#8220;fettina&#8221;. Se sei uno di questi, la maggior parte dei paesi occidentali è stato colonizzato da una pletora di ristoratori italiani, che però spesso ti serviranno roba spuria tipo le &#8220;Fettuccine Alfredo&#8221; (una roba con più colesterolo che condimento) o la carbonara con panna e funghi. Dipende dal fatto che, un po&#8217; come i cinesi che vanno in Italia e fanno la cucina cinese italiana (che non ha niente a che vedere con quella cinese, molto varia e non completamente a base di glutammato), anche gli italiani che vanno all&#8217;estero si adattano agli usi e costumi e alle aspettative locali. Morale della favola: sì, puoi &#8220;mangiare italiano&#8221; all&#8217;estero, e anche bene, ma devi essere preparato a spendere un pochino.</p>
<p><strong>Le catene, grande rifugio. </strong>Non fare quella faccia: i colossi del fast food hanno una caratteristica, ed è che il cibo che servono è identico in ogni parte del mondo. Se sei disperato perché nel posto dove vivete tutti i menu sono in ideogrammi e non riesci a capire cosa hai nel piatto (cosa che per alcuni è parte del divertimento, anche a rischio di intossicazioni alimentari), l&#8217;insalata della catena con le grandi M gialle o il panino di quella che inizia con B e K sapranno di insalata e di panino in ogni parte del mondo.</p>
<p><strong>Fidarsi dell&#8217;istinto.</strong> Il locale è pulito? Ci sono animali vivi che corrono in giro? La cucina è visibile (e quindi vedi cosa fa il cuoco)? Fidati di quello che ti dice il naso: se non ti attira, vai altrove. Come linea generale: cotto è meglio di crudo, verdura è relativamente meglio di carne o pesce, se puzza lascia perdere. Non importa se somiglia a una cosa che ti mangi anche a casa: non è la cosa che ti mangi a casa. Prediligi il chilometro zero: in vacanza in un posto di mare dove si pesca, è più facile trovare pesce fresco. In vacanza in un posto di montagna o nell&#8217;entroterra, la carne è in genere più affidabile.</p>
<p><strong>Essere &#8220;difficili&#8221; costa.</strong> Nella maggior parte dei paesi, lo street food è economico, spesso ottimo, sorprendente. Se però sei qualcuno che non ama i gusti diversi dal solito &#8211; oppure qualcuno con allergie gravi &#8211; l&#8217;unico modo per essere sicuri di quello che si mangia è andare in posti più costosi, in cui sia possibile chiedere al cuoco cosa c&#8217;è nel piatto e informarlo di eventuali intolleranze.</p>
<p><strong>Un panino ti salverà.</strong> Il panino, o sandwich, è più o meno uguale ovunque. La pizza magari non sarà come quella napoletana, ma in genere è mangiabile. Se proprio non riesci a trovare niente che soddisfi il tuo palato, tieniti sul semplice. Non che tu abbia altre opzioni&#8230;</p>
<p><em>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/ilove9and23/5895918952/" target="_blank">debbietingzone</a></em></p>
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		<title>Crispy tofu con insalata Condi o Cuoci Bonduelle</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 08:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora</dc:creator>
				<category><![CDATA[InCucina]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi piatti]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi ricordate Jasmine, la nostra giurata nel concorso Condi o Cuoci? Certo che sì: il blog che tiene insieme a Manuel, Labna, è uno dei più visitati e offre una visione interessante non solo sulla cucina in generale, ma anche sulla cucina ebraica, tesoro molto trascurato del nostro patrimonio gastronomico. Jasmine ha deciso di dare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2011/04/jasmine_tofu.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7301" title="jasmine_tofu" src="http://www.inpausa.it/upload/2011/04/jasmine_tofu.jpg" alt="" width="260" height="260" /></a>Vi ricordate Jasmine, la nostra giurata nel concorso Condi o Cuoci? Certo che sì: il blog che tiene insieme a Manuel, <a href="http://www.labna.it/" target="_blank">Labna</a>, è uno dei più visitati e offre una visione interessante non solo sulla cucina in generale, ma anche sulla cucina ebraica, tesoro molto trascurato del nostro patrimonio gastronomico. Jasmine ha deciso di dare il suo contributo &#8211; ovviamente non in concorso &#8211; al nostro grande ricettario Condi o Cuoci. Ecco la sua preparazione!</p>
<p><span id="more-7123"></span></p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td colspan="2"><strong>INGREDIENTI</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="300">tofu</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td width="300">ketchup</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td width="300">shoyu o mirin</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td width="300">aceto</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td width="300">salsa Worcestershire</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td width="300">curry piccante</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td width="300">sale</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td width="300">panko o pangrattato</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td width="300">uovo</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td width="300">farina</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td width="300">olio per friggere</td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>PREPARAZIONE:</strong></p>
<div id="_mcePaste">
<div id="_mcePaste">
<div id="_mcePaste">Solitamente il tofu si trova in vendita in panetti quadrati, spessi circa due dita: io, pertanto, ho tagliato il mio panetto come un sandwich, per ottenere quattro fettine triangolari non troppo spesse.</div>
<div id="_mcePaste">In una ciotolola grande abbastanza da contenere il tofu mescolate tutti gli ingredienti della marinata, abbondando in modo particolare con il curry e con il mirin; disponete il tofu nel condimento e lasciatelo riposare per qualche ora, anche una notte intera.</div>
<div id="_mcePaste">Togliete il tofu dalla marinata e impanatelo, passandolo prima nella farina, poi nell&#8217;uovo e in ultimo nel panko o nel pangrattato.</div>
<div id="_mcePaste">Scaldate in una padella profonda l&#8217;olio per frittura e immergetevi il tofu impanato, lasciandolo cuocere su entrambi i lati fino ad ottenere una perfetta doratura.</div>
<div id="_mcePaste">Servite il tofu su un letto di insalata Condi o Cuoci Bonduelle, condita con aceto e shoyu.</div>
<div>Un pranzo buono e sano, rispettoso dell&#8217;ambiente, pronto in un attimo.</div>
</div>
</div>
<p><strong>PREPARATA DA: Jasmine</strong></p>
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		<title>Cibi da mangiare con le mani</title>
		<link>http://www.inpausa.it/2010/09/07/cibi-da-mangiare-con-le-mani/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 08:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Anche la regina Margherita mangiava il pollo con le dita&#8221; diceva una delle mie maestre delle elementari: non la titolare, la severa Nelly, ma un&#8217;altra di cui non ricordo il nome e della quale rammento solo questo modo di dire, e la chioma di capelli scuri. Era un modo per dirmi che sì, forchetta e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3214" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="cibo_mani_top" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/09/cibo_mani_top.jpg" alt="cibo_mani_top" width="260" height="260" />&#8220;Anche la regina Margherita mangiava il pollo con le dita&#8221; diceva una delle mie maestre delle elementari: non la titolare, la severa Nelly, ma un&#8217;altra di cui non ricordo il nome e della quale rammento solo questo modo di dire, e la chioma di capelli scuri. Era un modo per dirmi che sì, forchetta e coltello sono gli strumenti indispensabili della signorina beneducata, ma ogni tanto ci si può anche prendere qualche spazio di comodità.</p>
<p><span id="more-3191"></span></p>
<p>Ci sono cibi che sono fatti apposta per essere mangiati con le mani: dalla nostrana <strong><a href="http://www.pizza.it/ricette/Contenuti_ricette.htm">pizza</a></strong> (specialmente quella al taglio) a tutto lo <a href="http://www.streetfood.it/cms/it/"><strong>street food</strong></a>, che è diverso dal fast food anche se è spesso ugualmente rapido nella preparazione e consumazione. Ma non sono solo i cibi per asporto a essere fatti per la consumazione senza posate: in molti paesi del mondo si mangia con le mani servendosi direttamente da grandi piatti comuni. Come per esempio nel continente africano: la cucina <a href="http://www.cookaround.com/cucina/etiopia/">etiope</a> ed <a href="http://www.nbts.it/cucina/eritrea.htm">eritrea</a> mette in tavola grandi fazzoletti di lieve pane spugnoso e ciotole di spezzatino aromatico (lo zighinì è particolarmente saporito), e anche in Senegal il <a href="http://www.inpausa.it/2010/09/06/thieboudiene-il-piatto-per-stare-insieme/">piatto nazionale</a> si mangia con le mani. In <a href="http://www.viaggindia.com/indmangiare.htm">India</a> ci si aiuta con il chapati, il sottile pane cotto sulla piastra e servito caldo.</p>
<p>Qui da noi si mangiano con le mani <strong>cozze</strong>, <strong>ostriche</strong> e <strong>vongole</strong>, direttamente dal guscio, e i crostacei, dopo averli debitamente sgusciati, ma anche le <strong>alette di pollo</strong> (che vi sfido a spolpare con coltello e forchetta) e le <strong>costine di maiale alla brace</strong>, che addentate direttamente dall&#8217;osso sono molto più saporite. In generale, a suggerire l&#8217;uso delle mani piuttosto che delle posate è il contesto: in una sagra paesana è faticoso, per non dire bizzarro, cercare di tagliare la carne con le posatine di plastica. Le mani hanno via libera: ricordatevi solo di portarvi delle salviettine umidificate, perché va bene la comodità, ma le dita unte no!</p>
<p><em>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/yngrich/51920235/">yngrich</a></em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Thiéboudiène, il piatto per stare insieme</title>
		<link>http://www.inpausa.it/2010/09/06/thieboudiene-il-piatto-per-stare-insieme/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 08:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[InCucina]]></category>
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		<category><![CDATA[senegal]]></category>

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		<description><![CDATA[Il thiéboudiène, o thie-bou-dien, o mille altre grafie a seconda della trascrizione, è il piatto nazionale senegalese. Una squisitezza, ve lo dico subito avendolo cucinato anni fa sotto la guida del paziente Chef Diop, al quale vanno i miei ringraziamenti e anche le mie scuse per non essere mai più riuscita a trovare abbastanza gente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/09/thieboudiene_left.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3217" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="thieboudiene_left" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/09/thieboudiene_left.jpg" alt="thieboudiene_left" width="260" height="149" /></a>Il <a href="http://www.gingerandtomato.com/ricette-pesce/il-thieboudiene-ovvero-dentice-farcito-direttamente-dal-senegal/">thiéboudiène</a>, o thie-bou-dien, o mille altre grafie a seconda della trascrizione, è il piatto nazionale senegalese. Una squisitezza, ve lo dico subito avendolo cucinato anni fa sotto la guida del paziente Chef Diop, al quale vanno i miei ringraziamenti e anche le mie scuse per non essere mai più riuscita a trovare abbastanza gente da mangiarlo tutti insieme. Sì, perché questo piatto non può essere fatto per mangiarselo da soli o in due: bisogna essere tanti, cucinarlo in dosi massicce dentro un gran pentolone, e poi finirlo tutto. Ah, e va mangiato con le mani, non barate.<br />
<span id="more-3187"></span></p>
<p>Una delle tante versioni è questa, ma se cercate in rete ne trovate moltissime. L&#8217;importante è che ci sia il pesce.</p>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<ul>
<li>1 kg circa di dentice</li>
<li>2 cucchiai di prezzemolo tritato</li>
<li>1 spicchio d’ aglio</li>
<li>1 porro</li>
<li>1 peperoncino verde</li>
<li>300 g di riso a chicchi lunghi</li>
<li>100 g di concentrato di pomodoro</li>
<li>150 g di olio di arachidi</li>
<li>2 cipolle medie tritate finemente</li>
<li>2 carote medie</li>
<li>1 cavolfiore piccolo</li>
<li>1 cuore di sedano bianco</li>
<li>alcune foglie di verza</li>
<li>1 lt di acqua calda</li>
<li>½ lt di brodo vegetale</li>
<li>sale e pepe bianco q.b.</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<p>Squamate, pulite e lavate il dentice, eliminate la testa e la coda, apritelo lasciandolo unito da una parte, togliete la lisca e tagliatelo in quattro pezzi. Fate un trito con prezzemolo, aglio, porro, sale, pepe e peperoncino e farcite i pezzi di pesce. Pulite e lavate le verdure, tagliate le carote a rotelline, il sedano a piccoli pezzi, il cavolfiore a mazzetti e le foglie di verza a strisce sottili.</p>
<p>Mettete nel tegame l’olio e fate rosolare le cipolle aggiungendo, non appena imbiondiscono, il concentrato di pomodoro sciolto in acqua. Aggiungere 1 litro di acqua calda e le verdure già preparate e fate sobbollire per circa 20 minuti. Unite poi i pezzi di pesce e fate cuocere per circa 10 minuti. Scolate le verdure e il pesce. Mettete il sugo di cottura nella casseruola e fatevi cuocere il riso, aggiungendo brodo quando occorre. Quando il riso sarà cotto disponetelo sul piatto di servizio, deponetevi il pesce e tutt’intorno le verdure.</p>
<p><em>Foto: <a href="http://bintou94460.skyrock.com/">Skyrock</a></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Couscous alle verdure</title>
		<link>http://www.inpausa.it/2010/08/30/couscous-alle-verdure/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 08:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[InCucina]]></category>
		<category><![CDATA[couscous]]></category>
		<category><![CDATA[cucina araba]]></category>
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		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>

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		<description><![CDATA[Fra le ricette esotiche, il couscous è una di quelle con cui abbiamo più familiarità, seppure nella versione addomesticata italica che non prevede l&#8217;utilizzo della cuscussiera, keskes in arabo, ovvero la pentola utilizzata per la preparazione simultanea di semola e condimento. La semola si mette sopra, il condimento sotto, e il vapore del secondo cuoce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/08/couscous_left.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3178" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="couscous_left" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/08/couscous_left.jpg" alt="couscous_left" width="260" height="150" /></a>Fra le ricette esotiche, il couscous è una di quelle con cui abbiamo più familiarità, seppure nella versione addomesticata italica che non prevede l&#8217;utilizzo della <a href="http://www.glocalfood.net/cucina-egiziana-gli-utensili-necessari/">cuscussiera</a>, <em>keskes </em>in arabo, ovvero la pentola utilizzata per la preparazione simultanea di semola e condimento. La semola si mette sopra, il condimento sotto, e il vapore del secondo cuoce la prima.<br />
<span id="more-3128"></span><br />
Sia che abbiate o non abbiate una cuscussiera, il couscous di verdure è un piatto saporito e leggero che vale la pena di preparare. Abbiamo scelto per voi <a href="http://ricette.giallozafferano.it/Couscous-alle-verdure.html">la ricetta che ci piaceva di più</a>.</p>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<p>Per il couscous:</p>
<ul>
<li>250 g di semola di couscous precotto</li>
<li>2 noci di burro</li>
<li>2 cucchiai d&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva</li>
<li>1 cucchiaino di sale</li>
<li>270 g d&#8217;acqua</li>
</ul>
<p>Per le verdure:</p>
<ul>
<li>1 cipolla media o 1 cipollotto grande</li>
<li>1 carota media</li>
<li>1 melanzana</li>
<li>1 peperoncino piccante</li>
<li>1 zucchina media</li>
<li>8 pomodori ciliegini</li>
<li>qualche foglia di basilico</li>
<li>due spicchi d&#8217;aglio</li>
<li>5 cucchiai d&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva</li>
<li>sale</li>
<li>harissa (a piacere)</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<p><span style="color: #000000;">M<span style="color: #000000;">ettete 270 ml di </span></span><a style="text-decoration: none; padding: 0px; margin: 0px;" title="acqua" href="http://www.giallozafferano.it/ingredienti/Acqua" target="_blank"><span style="color: #000000;">acqua</span></a><span style="color: #000000;"> in una pentola larga e capiente, portatela ad ebollizione, poi versatevi un cucchiaino di </span><a style="text-decoration: none; padding: 0px; margin: 0px;" title="sale" href="http://www.giallozafferano.it/ingredienti/Sale" target="_blank"><span style="color: #000000;">sale</span></a><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">, aggiungete il couscous a pioggia, due cucchiai di olio, mescolate e poi spegnete il fuoco. Livellate bene il couscous con un mestolo e lasciate riposare 2 minuti in modo che la semola assorba l’acqua.<br style="padding: 0px; margin: 0px;" />Trascorso il tempo necessario, aggiungete due </span><a style="text-decoration: none; font-weight: normal; padding: 0px; margin: 0px;" title="noci" href="http://www.giallozafferano.it/ingredienti/Noci" target="_blank"><span style="color: #000000;">noci</span></a><span style="color: #000000;"> di </span><a style="text-decoration: none; font-weight: normal; padding: 0px; margin: 0px;" title="burro" href="http://www.giallozafferano.it/ingredienti/Burro" target="_blank"><span style="color: #000000;">burro</span></a><span style="color: #000000;">, fate cuocere dolcemente per altri 2 minuti, poi spegnete il fuoco e, servendovi di una forchetta, sgranate bene il couscous che lascerete da parte.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Lavate, asciugate e tagliate a tocchetti piuttosto piccoli la </span><a style="text-decoration: none; font-weight: normal; padding: 0px; margin: 0px;" title="melanzana" href="http://www.giallozafferano.it/ingredienti/Melanzane" target="_blank"><span style="color: #000000;">melanzana</span></a><span style="color: #000000;"> (che salerete e porrete in un colapasta per almeno 20 minuti a perdere la propria </span><a style="text-decoration: none; font-weight: normal; padding: 0px; margin: 0px;" title="acqua" href="http://www.giallozafferano.it/ingredienti/Acqua" target="_blank"><span style="color: #000000;">acqua</span></a><span style="color: #000000;"> ), la </span><a style="text-decoration: none; font-weight: normal; padding: 0px; margin: 0px;" title="zucchina" href="http://www.giallozafferano.it/ingredienti/Zucchine" target="_blank"><span style="color: #000000;">zucchina</span></a><span style="color: #000000;">, la </span><a style="text-decoration: none; font-weight: normal; padding: 0px; margin: 0px;" title="carota" href="http://www.giallozafferano.it/ingredienti/Carote" target="_blank"><span style="color: #000000;">carota</span></a><span style="color: #000000;"> e i pomodorini. Fate stufare a fuoco dolce le verdure per circa 10-15 minuti, fino a che saranno leggermente cotte, ma non sfatte, poi salate e spegnete il fuoco.<br style="padding: 0px; margin: 0px;" />Appena le verdure saranno intiepidite, unitele al couscous; aggiungete i pomodorini e qualche foglia di</span><a style="text-decoration: none; font-weight: normal; padding: 0px; margin: 0px;" title="basilico" href="http://www.giallozafferano.it/ingredienti/Basilico" target="_blank"><span style="color: #000000;">basilico</span></a><span style="color: #000000;"> spezzettato (o </span><a style="text-decoration: none; font-weight: normal; padding: 0px; margin: 0px;" title="prezzemolo" href="http://www.giallozafferano.it/ingredienti/Prezzemolo" target="_blank"><span style="color: #000000;">prezzemolo</span></a><span style="color: #000000;"> tritato).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Servite il couscous alle verdure guarnendolo con delle foglie di </span><a style="text-decoration: none; font-weight: normal; padding: 0px; margin: 0px;" title="basilico" href="http://www.giallozafferano.it/ingredienti/Basilico" target="_blank"><span style="color: #000000;">basilico</span></a><span style="color: #000000;"> o </span><a style="text-decoration: none; font-weight: normal; padding: 0px; margin: 0px;" title="prezzemolo" href="http://www.giallozafferano.it/ingredienti/Prezzemolo" target="_blank"><span style="color: #000000;">prezzemolo</span></a><span style="color: #000000;">.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Foto di </em><a href="http://www.flickr.com/photos/avlxyz/4721104772/"><em>avlxyz</em></a></span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Cucina giapponese: che strumenti mi servono?</title>
		<link>http://www.inpausa.it/2010/08/30/cucina-giapponese-che-strumenti-mi-servono/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 08:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[buon appetito]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[cucina etnica]]></category>
		<category><![CDATA[cucina giapponese]]></category>
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		<description><![CDATA[Sì, certo, è più comodo andare al ristorante: i giapponesi ormai sono un po&#8217; dappertutto, e anche se sono un po&#8217; cari sono comunque una delizia per gli occhi e il palato. Ma i veri appassionati difficilmente resistono alla tentazione di cucinare giapponese in casa, magari per gli amici o una persona su cui vogliono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/08/makisu_top.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3146" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="makisu_top" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/08/makisu_top.jpg" alt="makisu_top" width="260" height="260" /></a>Sì, certo, è più comodo andare al ristorante: i giapponesi ormai sono un po&#8217; dappertutto, e anche se sono un po&#8217; cari sono comunque una delizia per gli occhi e il palato. Ma i veri appassionati difficilmente resistono alla tentazione di cucinare giapponese in casa, magari per gli amici o una persona su cui vogliono fare colpo. Ma quali sono gli <a href="http://www.komixjam.it/itadakimasu-special-3-utensili-da-cucina/">strumenti di base</a> della <a href="http://www.marginalia.it/mediawiki/index.php/Cucina_nipponica">cucina giapponese</a>?</p>
<p><em> </em></p>
<p>La prima cosa da avere è un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coltelli_da_cucina_giapponesi"><strong><em>set di coltelli</em></strong></a><strong><em> </em></strong>delle dimensioni giuste, fra cui quello grande che sembra una mannaia, noto come <strong><em>deba-bocho</em></strong>. Lo ricordiamo tutti nelle mani dell&#8217;irascibile <a href="http://img154.imageshack.us/img154/5320/marrabbio29cq.jpg">signor Marrabbio</a>, papà di Licia nella famosa serie animata andata in onda negli anni &#8217;80, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kiss_Me_Licia"><em>Kiss me Licia</em></a>.<br />
<span id="more-3143"></span><br />
Lo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hangiri"><strong><em>hangiri</em></strong></a><strong><em> </em></strong>è un cestello di legno che serve per preparare il riso, mentre per arrotolare il <strong>sushi </strong>si usa la classica stuoina di bambù chiamata <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Makisu"><strong><em>makisu</em></strong></a>. Da non dimenticare anche le classiche bacchette, sia quelle corte per mangiare (<em>ohashi</em>) che quelle lunghe per cucinare (<em>saibashi</em>). E ovviamente il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wok">wok</a>, pentola cinese ormai presente in tutte le cucine, che si ricicla perfettamente anche per preparare un&#8217;italianissima pasta.</p>
<p><em>Itadakimasu!</em></p>
<p><em>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/chewie/2913001631/">Vibragiel</a></em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Ajvar: rosso balcanico</title>
		<link>http://www.inpausa.it/2010/02/22/ajvar-rosso-balcanico/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 09:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[InCucina]]></category>
		<category><![CDATA[ajvar]]></category>
		<category><![CDATA[balcani]]></category>
		<category><![CDATA[cucina etnica]]></category>
		<category><![CDATA[peperoni]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi è stato in vacanza dalla Croazia in poi (ma anche a Trieste) non può che essersi innamorato di questa salsa eccezionale. L&#8217;ajvar, un frullatone a base di peperoni dal caratteristico colore rosso vivo, si trova facilmente al supermercato dalla Venezia Giulia in giù verso i Balcani, ed è compagna naturale dei ćevapčići (o più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/02/ajvar_left.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2042" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="ajvar_left" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/02/ajvar_left.jpg" alt="ajvar_left" width="260" height="149" /></a>Chi è stato in vacanza dalla Croazia in poi (ma anche a Trieste) non può che essersi innamorato di questa salsa eccezionale. L&#8217;<a href="http://www.ciao.it/Salse_guarnizioni__Opinione_546549" target="_blank">ajvar</a>, un frullatone a base di peperoni dal caratteristico colore rosso vivo, si trova facilmente al supermercato dalla Venezia Giulia in giù verso i Balcani, ed è compagna naturale dei ćevapčići (o più semplicemente &#8220;cevapcici&#8221;), salsiccette di carne speziata da cucinare alla griglia. Si accorda però molto bene con ogni carne, e può essere usata anche come base per le bruschette.</p>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<ul>
<li>10-12 peperoni rossi grandi</li>
<li>4 melanzane medie</li>
<li>1-2 cipolle medie</li>
<li>4 spicchi d&#8217;aglio</li>
<li>1 dl olio extravergine</li>
<li>sale</li>
<li>aceto (o limone)</li>
<li>pepe (o peperoncino piccante)</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<p>Mettere</p>
<p>i peperoni in forno e quando sono cotti spellarli; poi ripetere la stessa operazione con le melanzane, spellandole intere quando sono ben cotte.<br />
Macinare poi il tutto e immergere il composto in un soffritto di cipolla e aglio tritati finissimi con un po&#8217; d&#8217;olio, mescolando continuamente in modo che non si attacchi al fondo. Cuocere per 20-25 minuti a fuoco</p>
<p>lento, finché il composto non si sia amalgamato.<br />
Lasciar raffreddare e aggiungere sale, pepe (o peperoncino, in quantità variabile a seconda del gusto) e il resto dell&#8217;olio. Aggiungere infine l&#8217;aceto o il limone per condire.</p>
<p>Chiudere in un vaso di vetro e lasciar riposare per almeno un giorno. Per conservarla a lungo, è consigliabile <a href="http://www.cucinaconme.it/conserve_regole.htm">sterilizzare il vaso</a>.</p>
<p><em>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/ajawin/3953139309/" target="_blank">lepiaf.geo</a></em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Borsh: il minestrone rosso</title>
		<link>http://www.inpausa.it/2010/02/01/borsh-il-minestrone-rosso/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 09:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[InCucina]]></category>
		<category><![CDATA[barbabietole]]></category>
		<category><![CDATA[borsh]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[cucina etnica]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[minestre]]></category>
		<category><![CDATA[primi piatti]]></category>
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		<description><![CDATA[I russi sono gente particolare. Vivono per la maggior parte in un freddo che lèvati, eppure tutte le loro canzoni popolari parlano di fiamme che erompono dal petto e passioni devastanti. Esportano donne magrissime e filiformi pur nutrendosi di piatti robustissimi e carboidrati in abbondanza. Il minestrone che vi proponiamo questa settimana, in linea con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/02/barbabietole_left.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1958" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="barbabietole_left" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/02/barbabietole_left.jpg" alt="barbabietole_left" width="260" height="150" /></a>I russi sono gente particolare. Vivono per la maggior parte in un freddo che lèvati, eppure tutte le loro canzoni popolari parlano di fiamme che erompono dal petto e passioni devastanti. Esportano donne magrissime e filiformi pur nutrendosi di piatti robustissimi e carboidrati in abbondanza. Il minestrone che vi proponiamo questa settimana, in linea con il tema del rosso, è molto nutriente e perfetto per consolarsi del freddo che ancora ci attanaglia. La ricetta originale è <a href="http://it.geniuscook.com/borsh/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<ul>
<li>carne 700 gr. (manzo, maiale o pollo, in base alle proprie preferenze)</li>
<li>2 carote</li>
<li>3-4 patate</li>
<li>300 g di verza</li>
<li>2 cipolle</li>
<li>50 g di prezzemolo</li>
<li>50 g di finocchio selvatico</li>
<li>3-4 pomodori</li>
<li>2 cucchiai da tavola di concentrato di pomodoro</li>
<li>1 barbabietola rossa, media</li>
<li>2 cucchiai da tavola di salsa agrodolce (adjika)</li>
<li>70 g di olio di oliva extravergine</li>
<li>2-3 cucchiai da tavola di aceto di vino (per mantenere il colore rosso della minestra)</li>
<li>crema di panna da cucina o smetana</li>
<li>3 foglie di alloro</li>
<li>3 spicchi di aglio</li>
<li>sale quanto basta</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione</strong><br />
Lavare tutti gli ortaggi e tagliarli in pezzi piccoli. Mettere l’olio in una padella e friggere le cipolle sminuzzate e farle imbiondire, quindi aggiungere le carote a pezzetti e la barbabietola e friggere il tutto per 10 minuti a fuoco medio. Aggiungere i pomodori, il concentrato, la salsa agrodolce e friggere per altri 5 minuti.<br />
Mettere la carne e le foglie di alloro in una pentola con 3 litri di acqua e far bollire per 30-40 minuti. Trascorso questo tempo, aggiungere la verza e far bollire ancora per 10 minuti, quindi aggiungere le patate tagliate a pezzi far e bollire altri 5 minuti.<br />
A questo punto si possono aggiungere le verdure soffritte e far bollire il tutto per altri 10 minuti.<br />
Aggiungere al minestrone l&#8217;aglio affettato sottilissimo, il prezzemolo e il finocchio selvatico e spegnere il fuoco. Lasciar riposare il tutto per 10 minuti.<br />
Qra il borsh è pronto per essere servito in tavola, dove avrete predisposto una coppa con la crema di panna o la smetana per i commensali che gradiranno aggiungerla alla minestra.<br />
<em><br />
Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/anniemole/2790571154/" target="_blank">Annie Mole</a></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il gumbo delle Ya-Ya Sisters</title>
		<link>http://www.inpausa.it/2010/01/25/il-gumbo-delle-ya-ya-sisters/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 09:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[InCucina]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[cucina cajun]]></category>
		<category><![CDATA[cucina etnica]]></category>
		<category><![CDATA[gumbo]]></category>
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		<description><![CDATA[I sublimi segreti delle Ya-Ya Sisters è uno di quei libri perfetti per l&#8217;estate. Solo il caldo permette di immergersi totalmente nella sua atmosfera di felicità d&#8217;altri tempi e solidarietà femminile in barba alle tragedie della vita. Nel romanzo di Rebecca Wells, la cucina cajun ha un suo posto speciale: la ricetta che vi proponiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/01/gumbo_left.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1916" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="gumbo_left" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/01/gumbo_left.jpg" alt="gumbo_left" width="260" height="150" /></a>I sublimi segreti delle Ya-Ya Sisters</em> è uno di quei libri perfetti per l&#8217;estate. Solo il caldo permette di immergersi totalmente nella sua atmosfera di felicità d&#8217;altri tempi e solidarietà femminile in barba alle tragedie della vita. Nel romanzo di Rebecca Wells, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cucina_cajun" target="_blank">cucina cajun</a> ha un suo posto speciale: la <a href="http://www.cookaround.com/cucina/statiuniti/confro-1.php?ID=115" target="_blank">ricetta</a> che vi proponiamo questa settimana è una preparazione lunga e impegnativa, il gumbo, che è consigliabile riservare alle feste in famiglia molto popolate. Fatevi fare compagnia in cucina dalle amiche durante la cottura, giocate a carte e mettetevi a vicenda lo smalto, se volete riprodurre la perfetta esperienza Ya-Ya.</p>
<p>(Nota: non inseriamo la lista degli ingredienti perché, come si vedrà dalla ricetta, hanno molte varianti.)</p>
<p><strong>Preparazione</strong><br />
Il gumbo è una ricca zuppa cajun, che viene resa densa con l&#8217;okra, un impasto iniziale o sassafrass in polvere. Sicuramente questi ingredienti possono essere combinati.<br />
Iniziare con olio e farina (circa 2 cucchiai ciascuno). Scaldare l&#8217;olio sul fondo della zuppiera, quindi aggiungere la farina. Mescolare velocemente ed energeticamente e far imbiondire il composto. È più veloce da fare a fuoco alto ma così è più facile sbagliare.</p>
<p>Non appena il preparato iniziale è mediamente arrostito (non bruciare la farina o dovrete iniziare tutto daccapo), incorporare la cipolla affettata, il peperone verde e il sedano (la sacra trinità nella cucina cajun). Questo dovrebbe fermare la cottura del preparato iniziale. Quanta? Circa una cipolla, un peperone verde e 2 o 3 gambi di sedano. Circa 2 tazze di sedano affettato. Mescolare circolarmente. L&#8217;impasto dovrebbe profumare e, una volta che la verdura si amalgama con il preparato iniziale, il profumo dovrebbe essere molto buono. Incorporare ora più o meno due spicchi d&#8217;aglio, sminuzzati.</p>
<p>Lasciar cuocere fino a che la verdura si ammorbidisca, un paio di minuti. Il fuoco può essere portato a media intensità. Preparate un misto di timo, origano, basilico, peperoncino rosso (di Cayenna), pepe nero e pepe bianco che può essere aggiunto quando le verdure s&#8217;ammorbidiscono. Circa 1-2 cucchiaini di erbe, ¼- ½ cucchiaino di pepe. Ora bisogna anche aggiungere del prezzemolo fresco e delle cipolle verdi tritate. Entrambi gli ultimi ingredienti sono opzionali. Si può anche aggiungere un cucchiaio di salsa Worchester e Tabasco a piacere. Il timo, la salsa Worchester e Tabasco sono l&#8217;altra sacra trinità della cucina cajun.</p>
<p>Il gumbo può essere composto da diversi ingredienti. I frutti di mare sono l&#8217;ingrediente classico, con i gamberetti, le ostriche, i molluschi o il pesce in qualsiasi combinazione. Anche il pollo si può utilizzare come base. La salsiccia è abbastanza d&#8217;obbligo.<br />
Se si aggiunge il pollo, bisogna affettare il pollo nell&#8217;olio, quindi bisogna rimuoverlo prima di preparare il composto iniziale.<br />
Ora, avendo aggiunto la carne desiderata, lasciatela scaldare e leggermente imbiondire nel preparato iniziale, quindi aggiungete il brodo.<br />
Se questo è un gumbo di pesce, usare del brodo di pesce. Se si usano molluschi, pesci o gamberi aggiungere i gusci o le lische per insaporire il brodo.<br />
Anche il liquido delle ostriche si può aggiungere, se disponibile. Se si utilizza la salsiccia o il pollo, le ossa possono, anch&#8217;esse, essere utilizzate per il brodo. Si può utilizzare anche del vino o della birra per rendere il tutto più aromatizzato.<br />
Comunque, aggiungete le 4 tazze di brodo. Fate sobbollire. Servite versando il gumbo sul riso bianco lessato.</p>
<p><em>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/fooey/3685222901/" target="_blank">jytyl</a></em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Tabbouleh: profumi d&#8217;Oriente</title>
		<link>http://www.inpausa.it/2009/10/26/tabbouleh-profumi-doriente/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 08:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[InCucina]]></category>
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		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[tabbouleh]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi si porta il pranzo in ufficio avrà capito da un pezzo che le insalate di ogni genere sono il pasto più trasportabile di tutti. E fra le insalate, il tabbouleh è forse una delle più profumate, aromatiche e nutrienti. Di tradizione libanese, esiste un po&#8217; in tutto il Medio Oriente: l&#8217;ingrediente di base è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1557" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="tabbouleh_left" src="http://www.inpausa.it/upload/2009/10/tabbouleh_left.jpg" alt="tabbouleh_left" width="260" height="150" /></p>
<p>Chi si porta il pranzo in ufficio avrà capito da un pezzo che le insalate di ogni genere sono il pasto più trasportabile di tutti. E fra le insalate, il tabbouleh è forse una delle più profumate, aromatiche e nutrienti. Di tradizione libanese, esiste un po&#8217; in tutto il Medio Oriente: l&#8217;ingrediente di base è il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bulgur" target="_blank">boulghour o  bulgu</a>r, grano sminuzzato che deve essere fatto rinvenire in acqua come la semola del couscous. La ricetta originale è <a href="http://www.taccuinistorici.it/ita/ricette/contemporanea/zuppe-erbaggi/Tabbouleh-tabuleh-libanese.html" target="_blank">qui</a>.</p>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<ul>
<li>300 g di boulghour</li>
<li>sale</li>
<li>6 pomodorini ciliegini</li>
<li>1 cipolla bianca</li>
<li>1 mazzetto di prezzemolo</li>
<li>1 manciata di foglie di menta fresca</li>
<li>succo di 1 limone</li>
<li>1/2 cucchiaino di semi di cumino pestati</li>
<li>4 cucchiai d’olio d’oliva.</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione</strong><br />
Sciacquate il boulghour, versatelo in una pentola, aggiungetevi mezzo litro d’acqua bollente salata e lasciatelo gonfiare per circa mezz’ora dopo aver incoperchiato.<br />
Nel frattempo pulite, lavate, asciugate e tagliate a cubetti i pomodorini, mondate e tagliate a fettine sottili la cipolla.<br />
Quando il boulghour sarà adeguatamente gonfiato, versatelo in una terrina, mescolatevi i pomodorini e la cipolla, aggiungetevi le foglie di menta e prezzemolo tritate, il succo di limone, e i semi di cumino.<br />
Bagnate con l’olio d’oliva, mescolate nuovamente e poi lasciate il tabbouleh al fresco per un’ora prima di servire.</p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/alper/3896499564/" target="_blank">Illustir</a></p>
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