I buoni propositi per le vacanze: Akille
30 Luglio 2009
Akille, o Achille, a seconda di quanto lo vedi da vicino o sei supergiovane, è un decano della blogosfera. Lo dico senza timore di smentite, visto che il Nostro si è sempre fatto orgoglioso portavoce della nostra generazione rétro, nostalgica e pronta alla battuta. Potevamo non chiedergli quali sono i suoi buoni propositi per l’estate?
Io in estate vado in vacanza anche come blogger. Soprattutto come blogger. Perché io in estate stacco tutto e me ne torno in meridione, in certi posti dove l’Adsl non arriva e una wi-fi non la trovi manco a pagarla, figuriamoci gratis e senza password.
Quindi io in estate, di solito, vivo per un bel po’ di giorni senza i blip delle mail, senza cambiare gli status su Facebook, senza aggiornare il blog, senza dire “Fammi vedere solo un attimo che si dice in giro” per poi ritrovarmi due ore dopo a leggere delle lunghissime discussioni in cui i blogger si insultano sulla credibilità del web 2.0, in un post in cui un altro si chiedeva “Ma nell’amatriciana ci va la cipolla?”
Ma se ho detto “di solito”, è perché quest’estate ho deciso di cambiare: mi comprerò uno di quei cellulari che si connettono ad internet e che puoi impostare per avere un avviso se ti arriva una mail, o se uno ti cerca su Gtalk, o se qualcuno commenta una tua foto o una tua arguta frase.
Così finalmente anche io potrò postare in tempo reale i miei movimenti, e farvi invidiare i miei pomeriggi al sole e le mie grigliate in montagna, e scrivervi che sto andando qua e là e caricare la foto del tramonto sul mare e della tizia bona che balla in un locale e di tutti i cocktail che ci stiamo scolando e del fatto che “Ehi, sono le tre di notte e stiamo andando a fare il bagno, viene nessuno?”
Sarà un’estate iperconnessa, da raccontare in tempo reale. Vado lì? Lo posto. Non so dove cenare? Chiedo consigli. In quel posto consigliato dal tal blogger mi hanno fatto mangiare da paura? Lo liko. Faccio 300 foto dello stesso pezzo di costa ma con delle angolazioni diverse? Le sharo.
E così tutti sapranno sempre tutto. E quando, tornato dalle vacanze, proverò a dire: “Ehi, non sapete cosa ho fatto quest’estate”, i miei amici e conoscenti mi diranno: “Ma sì che lo sappiamo, l’abbiamo già letto, l’abbiamo già visto, e ti abbiamo pure già commentato”. E lì. non potendone parlare, l’estate finirà subito. Prima del solito.
A pensarci bene, io mi sa che mi stacco da Internet anche quest’estate.
I buoni propositi per le vacanze: Colas
23 Luglio 2009
Dietro il diminutivo da personaggio di Andrea Pazienza si nasconde Emiliano Colasanti, giornalista musicale, blogger e discografico (è co-fondatore dell’etichetta indipendente 42 Records). Anche a lui abbiamo chiesto di rivelarci i suoi buoni propositi per le vacanze.
Non sono abituato a fare propositi.
Soprattutto buoni. E soprattutto per le vacanze.
Di solito aspetto questo periodo dell’anno proprio per vivere come capita. O forse per “Vivere come capita ancora di più”.
Mi accontento di poco: evitare di accendere il computer (o farlo meno del solito), leggere qualche libro in più, non avere obblighi e neanche chissà quale tipo di aspettativa.
Alla fine, della vacanza preferisco l’aspetto più riposante. Per viaggiare c’è sempre tempo. No?
Chiaramente non è stato sempre così. Da ragazzino avrei risposto in tutt’altro modo e probabilmente sarebbe stato più interessante. Fortunatamente il prodigioso staff di InPausa mi ha messo a disposizione un’incredibile macchina del tempo. Macchina… oddio… una BMX, per cui tenetevi forte. Si torna indietro. Nel 1995. Alla lista dei miei (buoni?) propositi per l’estate del mio sedicesimo compleanno.
- Limonare con una ragazza a caso
- Limonare duro.
- Sposare Uma Thurman.
- In caso di nozze, ma anche in caso di no, limonare duro pure con lei.
- Trovare un esercito di volontari disposti a fare i compiti delle vacanze al posto mio.
- Riuscire a convincere mio padre che il mio tre in matematica sta per “numero perfetto”, e non per una bocciatura.
- Nutrirmi di sole bombe alla crema.
- Trasferirmi a Londra e diventare una rockstar giusto in tempo per il ritorno in classe.
- Essere posseduto dallo spirito di Jimi Hendrix, in modo da dominare la scena dei falò suonando la chitarra con i denti.
- Ho già detto limonare duro?
I buoni propositi per le vacanze: L’avvocatessa
16 Luglio 2009
La misteriosa delle misteriose (di lei si conosce solo il blog) ha condiviso con noi i suoi piani per le vacanze. Vaghi e poetici, come la sua presenza in rete.
Quale esperta in tattica dilatorie, “L’anno prossimo [ lo ] faccio” è per me un file sempre aperto, il cui campo variabile finisce per catturare tutte quelle attività che, pur interessandomi, non mi entusiamano abbastanza da convincermi a mollare tutto per dedicarmici.
Del resto, chi rinvia ogni cosa – perfino la più importante! – all’ultimo momento sa che il punto non sono le vacanze.
E nemmeno la fermezza della volontà.
La questione è individuare propositi con cui qualificare – in senso non solo etico o colto, ma anche puramente emotivo o edonistico – il proprio tempo da vivere (e non quello da perdere…)
Per queste ragioni, i miei vorrebbero essere non tanto buoni propositi per l’estate, ma propositi buoni per l’estate.
Esaurita la gamma degli obiettivi di repertorio (viaggiare, darmi ad una scatenatissima vita notturna, acchiappare, rosolarmi fino alla trasfigurazione, dimagrire, dare fondo alla mia biblioteca ammiccante ed ubriacarmi di cinema e concerti all’aperto), la sfida è intercettare – complici il sole, la seduzione del mare, il colore di certi cieli troppo schietti – qualche pensiero.
Anche uno solo.
Ma che sappia farmi volare.
I buoni propositi per le vacanze: Andrea Beggi
8 Luglio 2009
Nella blogosfera italiana sei qualcuno solo se lui ti ha “migrato” il blog da un server all’altro; Andrea Beggi, amministratore di sistema di giorno, angelo custode dei tecnolesi sempre, ha condiviso con noi i suoi buoni propositi per le vacanze. La foto, del resto, dice più di mille parole.
Le vacanze le ho già in parte fatte. I propositi relativi erano:
- relax
- ozio
- mare
- grigliate.
Bilancio: “Mission Accomplished” grazie alle spiagge della Corsica, dove da qualche anno trascorriamo le nostre vacanze.
Ci sarà una coda per il RomagnaCamp a settembre, dove i propositi saranno:
- mare (per le femmine bipedi della famiglia)
- social cazzeggio (per il maschio)
- probabile puntata in Dalmazia nei giorni successivi.
La femmina quadrupede a questo giro rimarrà a casa.
I buoni propositi per le vacanze: Catriona Potts
2 Luglio 2009
Inauguriamo questo spazio con Catriona Potts, misteriosa editor di misteriosa casa editrice e blogger. Quali saranno i suoi buoni propositi per l’estate?
Premessa (lunga ma necessaria).
Affacciatevi alla finestra. Vedete una donna – una sola – che non abbia la borsetta e un’altra borsa? È la silenziosa, strisciante Sindrome di Borsabis, che colpisce tutte noi. C’è chi ha la borsa plasticata di Harrods coi cagnolini (ne hanno tirate più copie del catalogo Ikea, fidatevi); c’è chi ha il ciancicato, tristissimo sacchetto del Marchio Prestigioso; c’è chi ha la tote bag del convegno (”Animalopatie nel lattante – Sottosummano 12-18 marzo 2009″ ovviamente scritto in Comic Sans); c’è chi ha l’ecologica con sopra l’albero umanizzato e contratto in un rictus… A differenza delle altre, però, la mia Borsabis porta scritto nel suo destino una sola missione: trasportare manoscritti, cioè carta. Molta. Sempre. C’è il cosiddetto Trasporto Salmanazar dei giorni feriali (3 chili ca.), il Balthazar dei fine settimana (5 chili ca.) e il Nabuchodonosor di qualsiasi periodo di assenza superiore ai 2 giorni (dai 6 chili in su). Tutti i giorni. Per tutto l’anno. Casa-ufficio, ufficio-casa, casa-ufficio…
Fine della premessa (lunga ma necessaria).
Con ciò, non dico che non andrò in ferie perché restia a riempire altre borse o valigie (per quanto…) e di trascinarmele appresso. Dico piuttosto che, quest’anno, voglio liberarmi della Sindrome di Borsabis almeno per il periodo delle vacanze. Fosse solo per non angosciarmi all’idea di non averci messo dentro gli unici 7-8 etti di carta davvero necessaria. Fosse solo per evitare di rovesciarne il contenuto sulla scrivania la sera e ri-rovesciarne dentro il contenuto la mattina. Fosse solo per avere un po’ di spazio in macchina, così da allungare le gambe. Fosse solo per essere l’unica donna che se ne va in giro con Borsauno e basta.
Si vede che ho avuto un anno impegnativo, eh?
Ma, soprattutto, non potevo semplicemente scrivere che, durante le vacanze, mi concederò anima e corpo alla pigrizia più estrema?
Ogni anno prevedo di essere seduta sotto un ombrellone, in una spiaggia affollata, con in grembo il super-mega-bestseller dell’estate. E, intorno a me, un sacco di gente lo sta leggendo, perché quello è il libro che tutti devono leggere.
Tutti tranne me, perché sono stata io ad averlo scoperto e pubblicato.
Eppure, giacché non faccio vacanze stanziali da quando avevo diciotto anni e ho sempre considerato gli ombrelloni piuttosto volgari (per tacer delle spiagge affollate), credo che pure quest’anno tutto ciò rimarrà sulla carta (sic).
Super-mega-bestseller dell’estate pubblicato da me incluso.