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	<title>InPausa - Notizie, giochi, video, trucchi e ricette per i tuoi momenti di pausa! &#187; blogger</title>
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	<description>Bonduelle InPausa</description>
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		<title>La parola alla giuria: Daniela e Alessandra di Menu Turistico</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 09:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quarto e ultimo appuntamento con i giurati del Concorso Condi o Cuoci di Bonduelle e Bialetti. Questa settimana abbiamo come ospiti Daniela e Alessandra del blog Menuturistico. Le due autrici intrecciano le loro storie a ricette internazionali nonché in doppia lingua: italiano e inglese. Grandi segnalatrici di iniziative culinarie, ospitano spesso ricette provenienti da molti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5888" title="REIMG_0803" src="http://www.inpausa.it/upload/2011/02/REIMG_0803.jpg" alt="" width="260" height="260" />Quarto e ultimo appuntamento con i giurati del <a href="http://www.inpausa.it/bonduelle-e-bialetti-ti-regalano-ceramic-ok-le-pentole-per-chi-ama-mangiare-sano/" target="_blank">Concorso Condi o Cuoci</a> di Bonduelle e Bialetti. Questa settimana abbiamo come ospiti Daniela e Alessandra del blog <a href="http://menuturistico.blogspot.com/" target="_blank">Menuturistico</a>. Le due autrici intrecciano le loro storie a ricette internazionali nonché in doppia lingua: italiano e inglese. Grandi segnalatrici di iniziative culinarie, ospitano spesso ricette provenienti da molti blog. Insomma quasi un magazine di cucina. Vediamo come se la sono cavata con la nostra intervista.<br />
<span id="more-5686"></span><strong></strong></p>
<p><strong>Perché scrivere di cucina? Non è, come diceva Frank Zappa a proposito del giornalismo musicale, come ballare di architettura?</strong><br />
No, non lo è. Perchè, prima di “scrivere”, noi cuciniamo sul serio. E prima ancora studiamo una ricetta, scegliamo gli ingredienti, facciamo la spesa. E poi assaggiamo, aggiustiamo, riproviamo, fino a quando non arriviamo a qualcosa che ci soddisfa. Di tutto il nostro lavoro, scrivere è solo una parte. La più dietetica, per giunta.</p>
<p><strong>In percentuale, pubblicate più ricette originali vostre, ricette tradizionali delle vostre famiglie, o ricette che avete rielaborato da altra gente?</strong><br />
In percentuale, tutte e tre le cose. Intanto, poi, finisce sempre che rielaboriamo strada facendo&#8230;</p>
<p><strong>Che rapporto avete con i fallimenti? Quando qualcosa non vi riesce, ne parlate sul blog oppure provate e riprovate finché non arrivate a un risultato fotografabile?<br />
</strong>Dipende. Se non riesce perchè c&#8217;è qualcosa che non funziona nella ricetta, non vale la pena pubblicarlo. Se non riesce perchè qualcosa non ha funzionato nelle cuoche, perché no? C&#8217;è pure uno Spatascio&#8217;s Day, sul blog, a confermare che non diciamo bugie.</p>
<p><strong>A proposito di fotografia, tutti sanno che è difficilissimo rendere il profumo, la consistenza e la golosità del cibo. Come vi regolate? Usate dei trucchi specifici per fotografare le cose che avete cucinato?<br />
</strong>I trucchi li lasciamo ai professionisti, che sanno come fare. Noi fotografiamo al meglio delle nostre possibilità, compatibilmente con le nostre attrezzature, le coincidenze fra i nostri impegni e la luce migliore e gli appetiti dei familiari: se questi ultimi sono gestibili, riusciamo anche a fare un&#8217;inquadratura degna di questo nome, ogni tanto.</p>
<p><strong>La grande sfida: Sapete cucinare il sufflè? Quanti ne avete fatti sgonfiare prima di arrivare ad un risultato decente?<br />
</strong>Risposta buona: sì, sappiamo cucinarlo.<br />
Risposta cattiva: sappiamo anche come si scrive.</p>
<p><strong>Touché! Che fa rima con soufflé! Ma torniamo a noi: usate spesso familiari e amici come cavie per qualcosa di cui volete scrivere? Tipo una ricetta che avreste sempre voluto provare per poi postare i risultati?</strong><br />
Certo che sì. È la prassi, qui da noi. Finché non si ribellano o non si intossicano, noi imperversiamo.</p>
<p><strong>Fra food blogger c&#8217;è competizione? Avete anche voi, come nel wrestling, buoni e cattivi? Avete memoria di zuffe, liti, faide?</strong><br />
Com&#8217;era quella del quinto emendamento?</p>
<p><strong>Avete un Graal delle ricette? Un piatto che vorreste essere in grado di cucinare ma non vi riesce?</strong><br />
La Dani ha la pasta sfoglia. La Ale fa i macarons con le rughe. Però, la Dani sa fare i macaron lisci e la Ale la pasta sfoglia. Quindi, se non ve lo avessimo detto, non se ne sarebbe accorto nessuno dei nostri lettori&#8230;</p>
<p><strong>Di quale post, o di quale ricetta, siete più orgogliosi?<br />
</strong>Dani: i biscotti a bastoncino, di Martha Stewart.<br />
Ale: la focaccia alla genovese, fatta con la ricetta di mio nonno, fornaio nei caruggi.</p>
<p><strong>Una vostra posizione ufficiale sulla carbonara: con guanciale o pancetta affumicata?</strong><br />
Dani: guanciale.<br />
Ale : pancetta.</p>
<p><em>(Nel caso vi foste persi le interviste precedenti, le trovate tutte <a href="http://www.inpausa.it/tag/giurati/" target="_blank">qui</a>.)</em></p>
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		<item>
		<title>La parola alla giuria: Fabrizio e Maricler di The chef is on the table</title>
		<link>http://www.inpausa.it/2011/02/03/la-parola-alla-giuria-fabrizio-e-maricler-di-the-chef-is-on-the-table/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 09:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per il terzo appuntamento con i giurati del Concorso Condi o Cuoci di Bonduelle e Bialetti abbiamo incontrato un&#8217;altra coppia culinaria. Ci piacciono molto le azioni collaborative, si nota molto? Sotto le nostre grinfie, questa settimana, sono passati Fabrizio e Maricler del blog  The chef is on the table, che tra pentole e iniziative culinarie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5641" title="the chef is on the table" src="http://www.inpausa.it/upload/2011/01/foto-profilo-bonduelle1-260x260.jpg" alt="" width="260" height="260" />Per il terzo appuntamento con i giurati del <a href="http://www.inpausa.it/bonduelle-e-bialetti-ti-regalano-ceramic-ok-le-pentole-per-chi-ama-mangiare-sano/" target="_blank">Concorso Condi o Cuoci</a> di Bonduelle e Bialetti abbiamo incontrato un&#8217;altra coppia culinaria. Ci piacciono molto le azioni collaborative, si nota molto?<br />
Sotto le nostre grinfie, questa settimana, sono passati Fabrizio e Maricler del blog  <a href="http://www.thechefisonthetable.com/dblog/" target="_blank">The chef is on the table</a>, che tra pentole e iniziative culinarie sono sempre attivissimi. E poi, il loro blog ha delle bellissime foto.</p>
<p><span id="more-5635"></span><strong>Perché scrivere di cucina? Non è, come diceva Frank Zappa a proposito del giornalismo musicale, come ballare di architettura?<br />
</strong>Ma Frank Zappa stava mica rispondendo a un’intervista? E poi cantare di cucina non mi sembra malaccio come idea. Tornando a noi, noi parliamo di cucina per condividere e confrontarci. Condividiamo con gli altri come si fa una buona pizza, come si sceglie la migliore mozzarella. Offriamo un modo per essere felici e in salute attraverso la cucina. Ci confrontiamo per scoprire nuovi modi di gioire a tavola. In Francia lo trattano già come Cultura, il cibo. Ecco, noi combattiamo con la scrittura per fare del cibo un momento di crescita interiore oltre la sussistenza. Per questo, alle ricette da qualche tempo abbiamo sostituito interviste e reportage dal mondo che fa del cibo la propria missione. I foodblogger sono tra questi.</p>
<p><strong>In percentuale, pubblicate più ricette originali vostre, ricette tradizionali delle vostre famiglie, o ricette che avete rielaborato da altra gente?</strong><br />
In percentuale non saprei. Abbiamo tanti libri, giriamo per ristoranti. Di solito cerchiamo di ritrovare un sapore o un’idea di qualche cuoco nella nostra cucina. Quanto alle ricette delle famiglie, tentiamo di portare qua al nord la nostra storia campana e sarda. Con risultati deludenti, passabili, o magari sorprendenti. Non temiamo di mischiare le tradizioni con idee nuove da dovunque provengano. La nostra pasta e ceci la facciamo con cumino e coriandolo.</p>
<p><strong>Che rapporto avete con i fallimenti? Quando qualcosa non vi riesce, ne parlate sul blog oppure provate e riprovate finché non arrivate a un risultato fotografabile?</strong><br />
Non è che dobbiamo pubblicare tutto ciò che ci casca nel piatto. Il fallimento lo presentiamo per un mayday da sottoporre ai nostri lettori, che magari ci tolgono dai guai. O magari per farci due risate.</p>
<p><strong>A proposito di fotografia, tutti sanno che è difficilissimo rendere il profumo, la consistenza e la golosità del cibo. Come vi regolate? Usate dei trucchi specifici per fotografare le cose che avete cucinato?</strong><br />
Da quando bazzichiamo la tribù dei foodblogger abbiamo conosciuto fotografi formidabili, professionisti e no, da cui abbiamo carpito qualche segreto e tanta ispirazione. A furia di copiare, abbiamo trovato la nostra strada. E da qualche tempo più che il cibo cucinato documentiamo i luoghi e le persone che producono cibo, assecondando il nostro talento per i ritratti e le foto d’ambiente.</p>
<p><strong>La grande sfida: Sapete cucinare il soufflé? Quanti ne avete fatti sgonfiare prima di arrivare ad un risultato decente?</strong><br />
Soufflé? La guerra è ottenere un buon tiramisù, che sappia di caffè e di cioccolato, e non di uovo. E poi, per essere à la page, al vero foodblogger oggi è richiesto di produre un perfetto macaron, più che un vetusto soufflé. Ci stiamo lavorando&#8230;</p>
<p><strong>Usate spesso familiari e amici come cavie per qualcosa di cui volete scrivere? Tipo una ricetta che avreste sempre voluto provare per poi postare i risultati?</strong><br />
Sì, noi le chiamiamo cene. La scusa è festeggiare qualsiasi ricorrenza, fosse pure l’avvistamento della foca monaca, e raccogliere un panel statistico rappresentativo (6-10 persone) a cui propinare i nostri prototipi. Se sono apprezzati, o se almeno non abbiamo intossicato nessuno, le mettiamo sul blog con la giusta serenità rispetto alla salvaguardia dei nostri lettori.</p>
<p><strong>Fra food blogger c&#8217;è competizione? Avete anche voi, come nel wrestling, buoni e cattivi? Avete memoria di zuffe, liti, faide?</strong><br />
Le zuffe, le liti e le faide nascono spesso quando dal blog si fa il grande passo e ci si conosce di persona. Noi abbiamo incontrato persone meravigliose, ma ci siamo anche presi a cornate con qualche “collega”. Le baruffe via web non scherzano, anche se di solito si menano fendenti con il sorriso sulle labbra più che con la bava alla bocca. Lo stile prima di tutto.</p>
<p><strong>Avete un Graal delle ricette? Un piatto che vorreste essere in grado di cucinare ma non vi riesce?</strong><br />
Se diciamo polenta facciamo brutta figura? Allora diciamo il risotto perfetto. Stando a Milano abbiamo incontrato professionisti irraggiungibili della mantecatura e del chicco “sodo ma cotto”. Facciamo un ottimo risotto, ma quello è il nostro traguardo.</p>
<p><strong>Di quale post, o di quale ricetta, siete più orgogliosi?</strong><br />
La Cultura del cibo passa anche per la resistenza all’innovazione. Noi, con qualche concessione, siamo fondamentalisti del caffè fatto con la moka, quello italiano, contro le contaminazioni annacquate dello Starbucks. Se vi va il caffè americano, pace. Ma se volete fare il caffè con la moka, bisogna farlo come si fa al sud, a Napoli e lì attorno. <a href="http://www.thechefisonthetable.com/dblog/articolo.asp?articolo=258" target="_blank">Qua</a> lo spieghiamo passo passo.<br />
Pronto il caffè? Fate un altro paio di macchinette e provate il nostro tiramisù. In Italia c’è una ricetta di tiramisù in ogni pianerottolo, <a href="http://www.thechefisonthetable.com/dblog/articolo.asp?articolo=230" target="_blank">questa</a> è quella del nostro.</p>
<p><strong>Una vostra posizione ufficiale sulla carbonara: con guanciale o pancetta affumicata?</strong><br />
Da snobblogger quali siamo dovremmo dire guanciale. In realtà siamo riusciti a reperire pancette formidabili per le nostre carbonare, e guanciali solo passabili. Dunque pancetta, in attesa del guanciale all’altezza.</p>
<p><em>Vi siete persi le interviste precedenti? Trovate la prima <a href="http://www.inpausa.it/2011/01/20/la-parola-alla-giuria-fabio-e-anna-luisa-di-assaggidiviaggio/" target="_blank">qui</a> e la seconda <a href="http://www.inpausa.it/2011/01/27/la-parola-alla-giuria-manuel-e-jasmine-di-labna-amore-in-cucina/" target="_blank">di qua</a>.</em></p>
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		<item>
		<title>La parola alla giuria: Manuel e Jasmine di Labna Amore in cucina</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 09:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa settimana è il turno di Manuel e Jasmine del blog Labna Amore in cucina. Sono anche loro giurati del concorso Condi o Cuoci di Bonduelle e Bialetti, che vi permetterà di vincere una batteria di pentole Aeternum Ceramic OK. È il secondo appuntamento con l&#8217;intervista ai blogger, perché vogliamo farvi conoscere gusti e tecniche di cucina di chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">
<div><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5490" title="labna" src="http://www.inpausa.it/upload/2011/01/labna-260x260.jpg" alt="" width="260" height="260" />Questa settimana è il turno di Manuel e Jasmine del blog <a href="http://www.labna.it/" target="_blank"><strong>Labna Amore in cucina</strong></a>. Sono anche loro giurati del <a href="http://www.inpausa.it/bonduelle-e-bialetti-ti-regalano-ceramic-ok-le-pentole-per-chi-ama-mangiare-sano/"><strong>concorso Condi o Cuoci</strong></a> di Bonduelle e Bialetti, che vi permetterà di vincere una batteria di pentole <a href="http://www.bialetti.it/it/catalogue/scheda.asp?id_cat=285" target="_blank">Aeternum Ceramic OK</a>.</div>
<div>È il secondo appuntamento con l&#8217;intervista ai blogger, perché vogliamo farvi conoscere gusti e tecniche di cucina di chi sceglierà le ricette migliori che avranno partecipato al concorso.</div>
<div>E poi, perché no, possiamo sempre rubare qualche segreto.</div>
<div><span id="more-5488"></span></div>
</div>
<div>
<p><strong>Perché scrivere di cucina? Non è, come diceva Frank Zappa a proposito del giornalismo musicale, come ballare di architettura?</strong><br />
Perché non farlo? Il senso della cucina, per noi, è proprio la condivisione: ci intriga l’idea preparare con amore cibo buono per noi ma soprattutto per le persone a cui vogliamo bene; la rete ci serve per contagiare col nostro amore (il motto del blog è &#8220;Amore in cucina&#8221;) un pubblico più ampio!</p>
<p><strong>In percentuale, pubblicate più ricette originali vostre, ricette tradizionali delle vostre famiglie, o ricette che avete rielaborato da altra gente?</strong><br />
In generale pubblichiamo ricette “nostre” e della nostra tradizione: di solito inventiamo qualcosa di nuovo, ma spesso e volentieri ci affidiamo ai consigli di mamme e nonne, che custodiscono una sapienza preziosa e antica. In particolare ci piace di tanto in tanto fare qualche incursione nella cucina ebraica delle nostre origini, ricca di sapori e profumi straordinari.</p>
<p><strong>Che rapporto avete con i fallimenti? Quando qualcosa non vi riesce, ne parlate sul blog oppure provate e riprovate finché non arrivate a un risultato fotografabile?</strong><br />
Non postiamo sul blog i nostri  #fail &#8211; per dirla nel gergo di Twitter &#8211; perché pensiamo che non interessino a nessuno. Se una ricetta non ci riesce al primo colpo la proviamo e modifichiamo fino ad ottenere un risultato perfetto: solo a quel punto pubblichiamo, perché ci piace offrire ai nostri lettori ricette accurate e in qualche modo garantite da noi.</p>
<p><strong>A proposito di fotografia, tutti sanno che è difficilissimo rendere il profumo, la consistenza e la golosità del cibo. Come vi regolate? Usate dei trucchi specifici per fotografare le cose che avete cucinato?</strong><br />
Non abbiamo particolari segreti. Tuttavia, ci sono alcuni principi base che occorre tenere presente in fatto di food photography: preferire la luce naturale, comporre bene il piatto e il contesto in cui lo si colloca, scegliere con cura il “taglio” che si vuol dare alla foto. Per il resto, non c’è trucco che tenga, ma solo l’abilità che deriva dall’esperienza.</p>
<p><strong>La grande sfida: Sapete cucinare il soufflé? Quanti ne avete fatti sgonfiare prima di arrivare ad un risultato decente?</strong><br />
Mmmmh… no. O meglio, chissà. Dobbiamo confessare di non esserci mai cimentati! Ora che ce lo avete chiesto, però, dovremo proprio metterci alla prova.</p>
<p><strong>Usate spesso familiari e amici come cavie per qualcosa di cui volete scrivere? Tipo una ricetta che avreste sempre voluto provare per poi postare i risultati?</strong><br />
Come dicevamo, per noi ciò che più conta in cucina è la condivisione. Tutte le volte che prepariamo qualcosa, dunque, lo portiamo ai parenti, agli amici, ai colleghi, che non ci fanno mai mancare un feedback, per lo più entusiasta.</p>
<p><strong>Fra food blogger c&#8217;è competizione? Avete anche voi, come nel wrestling, buoni e cattivi? Avete memoria di zuffe, liti, faide?</strong><br />
Non c’è competizione nel senso negativo del termine, ci sembra: non c’è aperta ostilità o invidia. Tuttavia, bisogna sempre avere un modello a cui ispirarsi per crescere, quindi non c’è dubbio che ognuno di noi abbia ben in mente un obiettivo verso il quale tendere, che orienta il nostro sforzo.</p>
<p><strong>Avete un Graal delle ricette? Un piatto che vorreste essere in grado di cucinare ma non vi riesce?</strong><br />
Diciamo che il nostro più colossale – nonché più volte ripetuto – fallimento è stato il tentativo di fare in casa il fudge, una caramella deliziosa a base di burro e zucchero che si mangia nel Regno Unito.  Di tanto in tanto riproviamo, ma per ora niente di fatto!</p>
<p><strong>Di quale post, o di quale ricetta, siete più orgogliosi?</strong><br />
Siamo orgogliosi di tutte le nostre ricette e di ciascuna in egual modo. Una ricetta magari ha una foto più riuscita, un’altra può essere raccontata con particolare brio, ma siamo orgogliosi di tutte, perché le abbiamo preparate, fotografate e mangiate con impegno ed entusiasmo.</p>
<p><strong>Una vostra posizione ufficiale sulla carbonara: con guanciale o pancetta affumicata?</strong><br />
Anche questa volta dobbiamo eludere un po&#8217; la domanda. Dato che siamo ebrei non mangiamo maiale: guanciale, pancetta et similia sono &#8211; ahinoi! &#8211; esclusi dalla nostra dieta. È una vita durissima, credeteci.<br />
Talvolta, per consolarci, tentiamo la carbonara con la bresaola o la carne salata, ma non è la stessa cosa!</p>
<p><strong>Allora vi faccio due domandine sull&#8217;interessante tema della cucina <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kosher" target="_blank">kosher</a>! </strong><strong>Esiste una tradizione kosher specificatamente italiana?</strong></p>
<p>La cucina ebraica è molto varia: cambia da luogo a luogo, assorbendo le caratteristiche della cucina dei paesi &#8220;ospitanti&#8221; e adattandosi alle risorse del posto. Nello specifico della cucina ebraica italiana, il caso più interessante è quello della cucina ebraica romana: i carciofi alla giudìa, ad esempio, sono un piatto tipico della cucina ebraica romana il cui ingrediente di base è strettamente legato al territorio.</p>
<p><strong>Come si conserva la tradizione ebraica in cucina?<br />
</strong>Beh, fino a non molto tempo fa la cultura gastronomica, fatta di ricette ma anche di riti e tradizioni, si tramandava di madre in figlia, come un gioiello prezioso. Oggi esiste qualche libro di cucina ebraica ma, dato che ogni famiglia ha il proprio passato, è davvero difficile se non impossibile esaurire l&#8217;argomento.</p>
<p><strong>Esiste un piatto, nella cucina kosher, su cui si dibatte? Come la nostra carbonara, per intenderci&#8230;<br />
</strong>Gli ebrei, tipicamente, dibattono su tutto: si dice che dove ci sono due ebrei ci sono almeno tre opinioni! Di tutte le ricette ci sono molte versioni, perché non esiste un testo di riferimento e ogni famiglia ha le proprie abitudini, anche se le basi sono le stesse per tutti.</p>
<p><em>Vi siete persi la prima intervista con i giurati del concorso Condi o Cuoci? Eccola <a href="http://www.inpausa.it/2011/01/20/la-parola-alla-giuria-fabio-e-anna-luisa-di-assaggidiviaggio/" target="_blank">qui</a>!</em></p>
</div>
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		<title>La ricetta delle feste di… Smeerch</title>
		<link>http://www.inpausa.it/2010/12/20/la-ricetta-delle-feste-di-smeerch/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 09:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è mica una costrizione, eh. Il 24 mi fanno mangiare i gamberoni al brandy. A me piacciono i gamberoni. Poi, fatti così, sono una vera delizia. Ma adesso vi spiego. Con 24 intendo 24 dicembre, Natale, anzi Vigilia di. Sapete come funzionano queste cose, no? L&#8217;eterno giovane immigrato torna a casa, ci sono i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/12/gamberoni_brandy.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5069" title="gamberoni_brandy" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/12/gamberoni_brandy.jpg" alt="" width="260" height="260" /></a>Non è mica una costrizione, eh. Il 24 mi fanno mangiare i gamberoni al brandy. A me piacciono i gamberoni. Poi, fatti così, sono una vera delizia. Ma adesso vi spiego.<br />
Con 24 intendo 24 dicembre, Natale, anzi Vigilia di. Sapete come funzionano queste cose, no? L&#8217;eterno giovane immigrato torna a casa, ci sono i parenti, ci si riunisce, si mangia, ecc. Il piatto ricorrente del pranzo principe natalizio sono i gamberoni al brandy. Anzi non pranzo, cena. Da noi funziona così: la cena del 24 è persino più importante del formale pasto del giorno successivo.</p>
<p><span id="more-4976"></span></p>
<p>Tra l’altro, a dirla tutta, non so se si tratti di questioni geografiche o di una mera tradizione familiare che si tramanda da una quarantina d’anni &#8211; forse più. Ci si riunisce in famiglia. Famiglia molto larga &#8211; ma non allargata. Quattro o cinque nuclei. Mai più di 30, mai meno di 20 coperti. Una tavolata di quest’ordine di grandezza. Cibo per 60 laddove dovrebbero nutrirsi 20 stomaci circa.</p>
<p>Comunque sia, uno dei piatti ricorrenti, se non obbligatori, è il gamberone. Non sgusciato, chino sul fianco e irrorato di olio e brandy. Non badate a spese, non prendete una sottomarca dal discount. Ma soprattutto: non provate a cambiare superalcolico. Non rispondo di eventuali varianti al whisky, al gin, al maraschino, ecc. Per la cottura in forno si usa solitamente una teglia in acciaio a bordo alto. Potete anche cuocere il crostaceo nelle teglie usa e getta: vi posso garantire che non cambia assolutamente nulla.</p>
<p>Se siete dei raffinati gourmand e vi trovate a due passi da una buona pescheria, potete provare ad acquistare materia prima fresca. Di giornata. Credo che i gamberoni si trovino anche lungo le coste italiane. Ma non vorrei dire eresie. Ad ogni modo, sono quasi sicuro che il crostaceo del Mare del Nord sia anche meglio: sottili piaceri per palati ancora più sofisticati. Mi perdonino gli autarchici fan del pescato nostrano. Se siete sull’orlo della povertà, o dei semplici taccagni, potete sempre fare shopping nel reparto surgelati del vostro ipermercato di fiducia. Anche quello è crostaceo nordico. Ciò che lo distingue dal suo parente settentrionale è la data di prelevamento dalle acque e la bassa temperatura corporea. Leggi: congelato. Ma poco importa.</p>
<p>Torniamo alla <strong>preparazione</strong>. Niente di più semplice. Come già detto, il <strong>brandy </strong>(magari invecchiato) e l’<strong>olio</strong> &#8211; rigororosamente extra vergine d’oliva pugliese, meglio se produzione propria &#8211; oltre che essere sparsi sulla teglia, vanno anche diffusi a pioggia sul <strong>gamberone</strong>. Per ultimare la ricetta basta aggiungere solo alcuni spicchi d’<strong>aglio</strong> scamiciato, <strong>sale</strong>, <strong>pepe </strong>e del <strong>prezzemolo </strong>- ma solo se vi aggrada. Per la cottura dovrebbero essere sufficienti tra i 20 e i 30 minuti.</p>
<p>Evitate di servire in tavola il piatto ancora fumante perché i vostri commensali potrebbero rimetterci l’uso dei polpastrelli. In questo caso la forchetta e il coltello vanno tenuti rigorosamente lontani dall’animale. Per carità. Mangiate con le mani, godetevi la gioia di scuoiare da soli il piccolo abitante dei mari, addentate la sua carne e suggete quel succulento brodetto,  che prima si sarà formato nell’esoscheletro durante la cottura e che poi non mancherà di colare nelle vostre maniche.</p>
<p>Per le <strong>porzioni </strong>regolatevi in questo modo. Due pezzi per ogni creatura seduta a tavola che non supera i 10 anni. Per tutti gli altri adulti a tavola tenetevi sotto i 4 gamberoni. Gli stomaci più esigenti avranno comunque modo di placare la propria fame con le altre portate. Ad esempio, potrebbero saziarsi abbondantemente con le immancabili tripoline alle cime di rape. Ma di questo vi racconto il prossimo anno.</p>
<p><em>Nicola Bruno, detto <a href="http://www.smeerch.it/" target="_blank">Smeerch</a>, è direttore responsabile di <a href="http://www.itnews.it/" target="_blank">ITNews</a>, blogger e DJ. Ringrazia la sua mamma che l&#8217;ha fatto così funky.</em></p>
<p><em>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/22757523@N02/5132322580/" target="_blank">Giovanni Bianco</a></em></p>
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		<title>La ricetta natalizia di&#8230; paolina</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 09:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dai dai, ché ormai fuori è tutta una luminaria e ditelo, che anche voi non vedete l&#8217;ora di festeggiare. Il Natale è vicino, ovunque spuntano gli zampognari, e noi abbiamo deciso di dedicare tutto il mese alle ricette natalizie dei blogger che ci piacciono. Cominciamo da la paolina, che per sua stessa ammissione non sa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/11/crespelle.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-4761" title="crespelle" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/11/crespelle.jpeg" alt="" width="260" height="260" /></a>Dai dai, ché ormai fuori è tutta una luminaria e ditelo, che anche voi non vedete l&#8217;ora di festeggiare. Il Natale è vicino, ovunque spuntano gli zampognari, e noi abbiamo deciso di dedicare tutto il mese alle ricette natalizie dei blogger che ci piacciono. Cominciamo da la paolina, che per sua stessa ammissione non sa cucinare, ma si è prestata volentieri a raccontare una ricetta che per lei rappresenta le feste in tutta la loro succulenta delizia: le crespelle al forno con prosciutto cotto e besciamella.</p>
<p><span id="more-4760"></span></p>
<p>Ci sono le famiglie da lasagne, tante sono da cappelletti, molte puntano sul cotechino.<br />
A casa mia, il giorno di Natale, è il giorno delle crespelle al forno con prosciutto e besciamella.<br />
Ci troviamo tutti lì (la cucina è la stanza più calda della casa), con la tovaglia della festa e il vino bianco nei bicchieri e guardiamo mia madre ai fornelli.</p>
<p>Per le <strong>crespelle</strong> servono:</p>
<ul>
<li>100 g di farina</li>
<li>un uovo (intero) e un tuorlo</li>
<li>un bicchiere di latte</li>
<li>besciamella</li>
<li>prosciutto cotto</li>
<li>parmigiano reggiano</li>
<li>sale e pepe</li>
</ul>
<p>Si mescola la farina con il latte, piano per non formare grumi; in una ciotola a parte si mettono l&#8217;uovo, il tuorlo, il sale e il pepe e si sbattono con la frusta. Si unisce il tutto e si mescola fino a farlo diventare un composto morbido (dovrà essere versabile con un cucchiaio).<br />
Si lascia riposare e intanto si prepara la besciamella.</p>
<p>A casa mia, a Natale, la besciamella è la cosa che preparo io. Perché non so cucinare e nella besciamella c&#8217;è solo da mescolare, mescolare, mescolare moltissimo (e ogni volta finisce che mi perdo in chiacchiere e in aperitivo, la <strong>besciamella</strong> si attacca e io confermo la mia fama di pessima cuoca).</p>
<p>Ma vediamo cosa serve per prepararla:</p>
<ul>
<li>50 g di burro</li>
<li>50 g di farina</li>
<li>500 ml di latte</li>
<li>noce moscata</li>
<li>sale e pepe</li>
</ul>
<p>Si mette a scaldare il latte ben salato (almeno due cucchiaini) con il pepe e la noce moscata. In un pentolino abbastanza capiente si fa sciogliere il burro a cui poi si aggiunge la farina mescolando. Quando il composto è amalgamato piano piano si inizia ad aggiunge il latte, continuando sempre a mescolare (occhio ai grumi!). Si continua a mescolare fino a quando la besciamella diventa abbastanza densa.</p>
<p>Ma torniamo alle crespelle. Ungiamo una teglia con un po&#8217; di burro, la scaldiamo e versiamo un mestolino di composto, muovendo la padella per distribuirlo su tutta la superficie. Con una spatola si staccano i bordi e si gira la crespella facendola cuocere pochissimo.<br />
Ripetiamo questa operazione per tutto il composto, impilando le crespelle da una parte.</p>
<p>A questo punto possiamo <strong>farcirle</strong> con prosciutto e besciamella. Le arrotoliamo e le mettiamo in una teglia spolverandole di parmigiano.<br />
In forno a 150° per 20 minuti, fino a quando la superficie non diventa appena dorata.</p>
<p>Servire calde, su tovaglia rossa.</p>
<p><em>paolina, aka la paolina aka Paola Maneo, prende appunti sui libri che legge sul suo blog, che si chiama proprio così: <a href="http://www.lapaolina.net/" target="_blank">Appunti di lettura</a>. </em></p>
<p><em>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/avlxyz/2961493416/" target="_blank">avlxyz</a></em></p>
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		<title>&#8220;Una volta ho sognato&#8230;&#8221;: Candy</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 08:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>InPausa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi stupisco sempre quando le amiche mi raccontano i loro sogni. Ascolto avidamente ogni sfumatura, osservo i loro occhi estasiati e mi sforzo di assaporare le emozioni che pervadono i loro racconti. Io no. A me non succede. I mie sogni si svolgono su un set di un film apocalittico. Catastrofi ed esplosioni, aerei che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/03/insonni_top.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2189" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="insonni_top" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/03/insonni_top.jpg" alt="insonni_top" width="260" height="260" /></a>Mi stupisco sempre quando le amiche mi raccontano i loro sogni.<br />
Ascolto avidamente ogni sfumatura, osservo i loro occhi estasiati e mi sforzo di assaporare le emozioni che pervadono i loro racconti.</p>
<p>Io no. A me non succede. I mie sogni si svolgono su un set di un film apocalittico.<br />
Catastrofi ed esplosioni, aerei che cadono, invasioni, epidemie e guerre.<br />
La gente urla e scappa come impazzita. Io vivo con l&#8217;angoscia di uno spettatore impotente di fronte a tanta disperazione.</p>
<p>I sogni sono diventati la mia ossessione.<br />
Incubi, si chiamano incubi. Li colleziono.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qjQfiCx5zMs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/qjQfiCx5zMs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://candyinprogress.tumblr.com/" target="_blank"><em>Candy</em></a><em>, aka Chiara Silvestri, è una delle anime della <a href="http://www.girlgeekdinnersroma.com/" target="_blank">GGD Roma</a>. Ha la lingua tagliente ed è pazza per la tecnologia.</em></p>
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		<title>&#8220;Una volta ho sognato&#8230;&#8221;: Serendipity</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 09:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ebdomadari. Questi sogni li chiamo ebdomadari. Sono quelli che ricorrono con frequenza, quelli che ti addormenti e dici “OK, chissà se stanotte torno a sognare quella cosa là”. A me per esempio capita di sognare ripetutamente che devo correre, non si sa dove e non si sa perché, ma qualcosa mi tiene inchiodati i piedi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/03/toro_top.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2141" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="toro_top" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/03/toro_top.jpg" alt="toro_top" width="260" height="260" /></a>Ebdomadari. Questi sogni li chiamo ebdomadari. Sono quelli che ricorrono con frequenza, quelli che ti addormenti e dici “OK, chissà se stanotte torno a sognare quella cosa là”. A me per esempio capita di sognare ripetutamente che devo correre, non si sa dove e non si sa perché, ma qualcosa mi tiene inchiodati i piedi. Allora io continuo a correre e per riuscire ad andare avanti mi aggrappo alle recinzioni che trovo sulla strada e mi trascino per chilometri. Mi sveglio la mattina stanchissima, come se avessi veramente fatto quello sforzo.</p>
<p>Poi ci sono i sogni burnettiani. Sono quelli che non confesso a mio marito perché coinvolgono personaggi maschili con cui lavoro e/o intrattengo rapporti di amicizia (quasi mai, per fortuna, coinvolgono animali e/o il nostro idraulico). Sono quasi sempre sogni estemporanei, che non ricordo se non nei primi 5 minuti dopo il risveglio. Quando li faccio, sgattaiolo nella doccia e sto sotto l’acqua per 10 minuti, così mi dimentico cos’ho sognato e posso guardare mio marito con la coscienza pulita.</p>
<p>Poi ci sono i sogni pazzeschi, quelli che sono talmente assurdi che passi la giornata a chiederti cosa avranno voluto significare. L’altra notte, ad esempio, ho sognato che io e mio marito eravamo su un treno con lo sportello laterale aperto. All’improvviso mio marito saltava dal treno e tentava di agganciare un Tir in corsa. Mancava la presa e cadeva a terra. Il Tir a quel punto gli passava sopra, lasciandolo incolume, ma dal retro usciva un toro morto che lo schiacciava. Di nuovo mio marito ne usciva incolume ma mi veniva incontro dicendomi che gli faceva un po’ male la gamba sinistra.<br />
Bom. Il sogno finiva lì. Il giorno seguente mi sono chiesta cosa volesse dire. Ho anche avuto la tentazione di raccontarlo al mio psichiatra, ma avrebbe pensato che sono matta. Poverino, non volevo deluderlo: lui ci mette tutta la sua professionalità a farmi credere che sono normale.<br />
Ora, le possibili interpretazioni di questo sogno potrebbero essere:<br />
1) dobbiamo andare a fare un viaggio: io ci voglio andare in treno e mio marito in Tir quindi o ci mettiamo d’accordo o un toro farà una brutta fine;<br />
2) bisogna prendere il toro per le corna altrimenti ti fai male alle gambe;<br />
3) tra treno e Tir è sempre meglio il treno: almeno non contiene tori morti;<br />
4) se ti cade un toro morto addosso, te la sei cercata (potevi restare sul treno).<br />
L’ultima interpretazione possibile è che io abbia visto un film d’azione con un treno su cui salgono degli evasi di prigione, che nella pausa pubblicitaria ci sia stato un promo di “Speed” e che in mezzo sia passato uno spot della “Macelleria Calogero e Cesidio”. Ma francamente è talmente assurda come ipotesi che mi pare più probabile l’interpretazione 4).</p>
<p><em>Serendipity, aka Ilenia Ferrari, è autrice di un sacco di programmi di quelli che si vedono in televisione a ore comode, nonché dell&#8217;indimenticato </em><a href="http://parigicannes.blogspot.com/" target="_blank">Lo scopriremo solo vivendo</a><em>. Per il resto del tempo, è sposata con il signor </em><a href="http://sviluppina.co.uk/" target="_blank"><em>Livefast</em></a><em>, che a un ultimo controllo non risultava somigliare per niente a Keanu Reeves in Speed.</em></p>
<p><em>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/brizo_the_scot/2741444083/">BrianForbes37</a></em></p>
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		<title>&#8220;Una volta ho sognato&#8230;&#8221;: la gentildonna</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 09:00:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mi si chiede di parlare di sogni, e dei miei posso sicuramente dire che sono di solito piuttosto articolati e amano lasciare impronte: la maggior parte delle volte appena sveglia riesco a ripescare almeno le sensazioni e ogni tanto anche qualche immagine. Per un periodo relativamente breve della mia vita questa consuetudine si è interrotta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/02/gentildonna_top.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2096" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="gentildonna_top" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/02/gentildonna_top.jpg" alt="gentildonna_top" width="260" height="260" /></a>Mi si chiede di parlare di sogni, e dei miei posso sicuramente dire che sono di solito piuttosto articolati e amano lasciare impronte: la maggior parte delle volte appena sveglia riesco a ripescare almeno le sensazioni e ogni tanto anche qualche immagine. Per un periodo relativamente breve della mia vita questa consuetudine si è interrotta e l&#8217;impressione era quella di non aver sognato affatto: il risveglio era semplicemente come riaccendere la luce in una stanza buia, nessun senso di smarrimento e sospensione tra sonno e realtà. Poi i sogni sono tornati a farsi ricordare e soprattutto i primi, forse per una sorta di reazione al nulla che li precedeva, la mattina sono rimasti impressi in maniera così vivida e precisa da sembrare spezzoni di un film. Uno dei primi è questo che all&#8217;epoca ho voluto appuntare e cercato di riassumere con una fotografia.</p>
<p>Sto andando in qualche posto, forse cercando qualcuno. Attraverso un gruppo di case basse e bianche notando che tutto è molto silenzioso, tanto da non riuscire a capire se ci sia qualcun altro nelle vicinanze. È una bella giornata, c&#8217;è una luce molto intensa e quando alzo lo sguardo sopra di me il cielo è limpido e di un blu perfetto. Più in là, verso destra, vedo una coperta di nuvole uniforme, bianca, soffice, innocua che si allontana con moto costante e sostenuto. Riabbasso lo sguardo, intorno ancora nessuno. Mi volto, ricomincio a camminare e all&#8217;improvviso qualcosa mi dice di voltarmi e riguardare il cielo: le nuvole stanno continuando il loro viaggio in direzione opposta alla mia, sembra tutto ok. Poi, all&#8217;improvviso, stop: le nuvole si fermano, come bloccate. È troppo strano, penso sia solo un&#8217;illusione e guardo meglio: ora stanno addirittura tornando indietro verso di me, con lo stesso andamento costante con il quale si allontanavano prima. Mi accorgo però di qualcosa che inizia a formarsi uscendo da sotto la coltre: uno, due, tre&#8230;conto quattro imbuti che crescono a vista d&#8217;occhio. Non c&#8217;è dubbio, si tratta di trombe d&#8217;aria: mi occorre un riparo. Giro a sinistra e entro in una delle case; la mia non era solo un&#8217;impressione, non c&#8217;è proprio nessuno. Cosa si fa in questi casi? Non so, intanto chiudo le finestre. Ma quante ce ne sono? Mi affaccio in tutte le stanze e sono tutte uguali, tutte vuote; nessun mobile, nessun essere umano. C&#8217;è solo una vecchia finestra, è molto rovinata e non sembra proprio qualcosa che possa resistere a un tornado. Comunque io chiudo, pensando che sia meglio di niente. Mi guardo intorno, davanti a me c&#8217;è l&#8217;ultimo spiraglio di luce. La mia mano sinistra è già sull&#8217;anta, il braccio prima spinge e poi si piega, accompagna la spalla e l&#8217;orecchio per il gesto successivo: appoggiarsi, ascoltare. Buio.</p>
<p><em>La <a href="http://gentildonna.wordpress.com/" target="_blank">gentildonna</a> è persona di buon gusto e di solito molto pacata; però quando vede qualcosa che le piace veramente sgrana gli occhi e si trasforma in una bimba raggiante pronta a scattare.</em></p>
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		<title>&#8220;Una volta ho sognato&#8230;&#8221;: Intweetion</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 09:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>InPausa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I sogni son dei posti sicuri (quasi) Io, i sogni, c&#8217;ho due problemi fondamentalmente. Il primo è che li faccio con la regia. Controcampi mai ché se ti vedi in viso nei sogni mi dicono che non stai bene e io proprio bene non è che sto, però insomma &#8216;manco &#8216;sto disastro. Dicevo, un problema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/03/sogni_massi_top.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2084" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="sogni_massi_top" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/03/sogni_massi_top.jpg" alt="sogni_massi_top" width="260" height="260" /></a>I sogni son dei posti sicuri (quasi)</strong></p>
<p>Io, i sogni,<br />
c&#8217;ho due problemi<br />
fondamentalmente.<br />
Il primo è che<br />
li faccio con la regia.<br />
Controcampi mai<br />
ché se ti vedi in viso nei sogni<br />
mi dicono che non stai bene<br />
e io proprio bene non è che sto,<br />
però insomma<br />
&#8216;manco &#8216;sto disastro.<br />
Dicevo, un problema<br />
è che sogno con la regia<br />
discreta, pure:<br />
tutti dei movimenti di camera<br />
vedeste che robetta.<br />
Il secondo problema<br />
coi sogni<br />
è che c&#8217;ho le ambientazioni<br />
ricorrenti:<br />
fa&#8217; conto<br />
dei posti a me ignoti<br />
che ci ambiento le cose oniriche<br />
quindi noti, poi, col tempo.<br />
Infatti ogni tanto<br />
nel sogno mi dico:<br />
ah, occhei, sono qui<br />
controllo che sia tutto a posto<br />
mentre la storia si dipana.<br />
Allora una volta<br />
ho fatto una prova<br />
mi son detto:<br />
vediamo se ci lascio qualcosa<br />
vediamo se poi ce la ritrovo.<br />
Son passati dei mesi<br />
ché le ambientazioni sono tre o quattro<br />
quindi a rotazione<br />
ci vuole un po&#8217;<br />
e insomma ritorno<br />
sul set &#8220;Casa-bianca-vicino-al-mare<br />
con-la-finestra-panoramica&#8221;<br />
e controllo.<br />
Metto la trama in stendbai,<br />
mi guardo attorno:<br />
oh, non ci crederete,<br />
ma c&#8217;era.<br />
Lì,<br />
tra l&#8217;infisso della finestra<br />
mezza aperta<br />
e il muro bianco<br />
della casa bianca<br />
(vicino al mare).<br />
Pazzesco.<br />
Poi il sogno<br />
è finito troppo presto<br />
avevo perso tempo.<br />
Però vuoi mettere<br />
la soddisfazione di trovarti anche<br />
quando penso di averti nascosta per bene?</p>
<p><em>Massimiliano Lancioni, aka </em><a href="http://intweetion.blogspot.com/" target="_blank"><em>Intweetion</em></a><em>, è un </em><a href="http://intweetion.altervista.org/" target="_blank"><em>grafico e illustratore</em></a><em>. Quando non scrive post in versi, mette dischi ed è romantico.</em></p>
<p><em>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/rremundo/3614842797/">rremundo</a></em></p>
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		<title>&#8220;E se ti dico &#8216;rosso&#8217;&#8230;?&#8221;: nessuno</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 09:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rosso. Il mio colore preferito. Sì, mi piace proprio: così vivo e così caldo. Mi piace così tanto che vedere tutto questo rosso in giro in questi giorni pre S.Valentino mi disturba: come se arrivassero orde di barbari a profanare ciò che è mio. Io odio S.Valentino, anzi di più, ignoro volontariamente questa festa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpausa.it/upload/2010/02/nessuno_top.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2020" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="nessuno_top" src="http://www.inpausa.it/upload/2010/02/nessuno_top.jpg" alt="nessuno_top" width="260" height="260" /></a>Il rosso. Il mio colore preferito. Sì, mi piace proprio: così vivo e così caldo. Mi piace così tanto che vedere tutto questo rosso in giro in questi giorni pre S.Valentino mi disturba: come se arrivassero orde di barbari a profanare ciò che è mio. Io odio S.Valentino, anzi di più, ignoro volontariamente questa festa. Sì certo per via del suo lato consumistico ma anche perché tutto ciò che è sentimentalistico mi provoca reazioni allergiche brutte a vedersi; l&#8217;uso smodato di melensi piciù piciù, pissi pissi e il codazzo di diminutivi che abbonda in questi giorni mi rimesta le trippe con spasmi che nemmeno la magnesia; le vocine infantili provenienti da corpi che hanno passato abbondantemente i cinque anni di vita mi regalano nausee che mi varrebbero almeno la medaglia d&#8217;argento in una competizione tra donne al secondo mese (va be&#8217;, facciamo di bronzo).<br />
Poi succede che mia figlia di otto anni mi telefona per raccontarmi i risultati della sua pagella e dopo mi annuncia festosa:</p>
<p>Figlia: &#8220;Oggi mi sono fidanzata!&#8221;<br />
Io: &#8220;Che?&#8221;<br />
Figlia: &#8220;Oggi mi sono fidaanzaataa!&#8221;<br />
Io: &#8220;Che?&#8221;<br />
Figlia: &#8220;Oggi mi sono fidaaanzaaataaa!&#8221;<br />
Io: &#8220;Che?&#8221;</p>
<p>Immediatamente capisco che non sono capace di giocare, trovo qualcosa di convenzionale in un siffatto annuncio e la piglio seriamente in modo evidentemente fuori luogo trattandosi di una bambina di otto anni.<br />
Io so di essere pronto a trattare tutti quegli argomenti che lei non affronterà con me, come il sesso e i suoi collaterali e complicanze; ma sui sentimenti mi sento impreparato e non posso fare a cambio. Ma giuro che sul resto la so e sarei fantastico; o almeno sopra la media. Non avrei preconcetti, sarei aperto, onesto, privo di morali antiquate. Saprei essere scientifico, filosofico, financo romantico e riuscirei anche a non essere (troppo) geloso. Ma sono il padre e nei quattro anni che vanno da qui a quando non mi darà più ascolto, questi argomenti sono troppo abbozzati. Dopo sarò un trombone e amen.<br />
Ma adesso&#8230; lei gioca a fare la grande e giocando apre una di quelle scatole dalle quali salta fuori un pupazzo a molla. Quel pupazzo, ci giurerei, ha la faccia della mia diseducazione sentimentale, mi fa bu! e l&#8217;istante che passa tra il mio spavento e il ridere di me stesso mi sembra troppo lungo. Altro che quattro anni.</p>
<p><em>Luigi Serra, nessuno (come Ulisse) sulla rete, è l&#8217;autore di </em><a href="http://no-luogo.it/" target="_blank"><em>No-Luogo</em></a><em>, nonché il papà della palindroma e bellissima AnnA.</em></p>
<p><em>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/akbuthod/2497880712/" target="_blank">amy_b</a></em></p>
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