La magia di New York

Andai a New York per la prima volta in occasione del matrimonio di mio cugino.

Non era assolutamente in cima alla mia lista di viaggi ancora da fare (e ne avevo fatto già tanti) ma, vista l’occasione, la colsi al volo.
Mi ricordo ancora il primo impatto: rumorosa e puzzolente (ora mi vien da ridere, quando ci ripenso). L’odore della metropolitana mescolato a quello delle cucine dei ristoranti arrivava sino al ventinovesimo piano della mia suite al Wellington, in pieno centro, tra Central Park e Times Square; le finestre e l’altezza non riuscivano neanche ad eliminare il rumore delle sirene delle ambulanze, dei vigili del fuoco e della polizia. In più mancava di attrattiva storica… Insomma, non era proprio la mia meta ideale per un viaggio!!
Ma un viaggio può essere sempre un’esperienza indimenticabile, se trovi lo spirito giusto, per cui, armato di una buona guida e della mia immancabile macchina fotografica, io e miei cugini ci siamo avventurati alla scoperta della città, alla ricerca di momenti speciali e di esperienze indimenticabili.
Immediatamente ho realizzato quanto fosse facile girare, visto il sistema di collegamenti: il servizio di metropolitane e bus integrato era incredibilmente capillare ed efficiente giorno e notte e, se non bastasse, i taxi e le limousine completavano la scelta, tutto ad un prezzo veramente ridicolo.
Spostarsi era un problema risolto!

A questo punto, dovevo solo immergermi nella vita di New York, e l’ho fatto…
I colori di Central Park in primavera mi hanno conquistato; immensi prati, laghi circondati dagli alberi in fiore, splendidi piccoli posti ricchi di intimità e tanto ancora si sono rivelati a me ed al mio obiettivo. Circondato dalla natura, sono andato a caccia di scoiattoli che si avvicinassero a me per immortalarli mentre davo loro da mangiare. La skyline di Manhattan donava al parco un alone di irrealtà…
L’Empire State mi ha mostrato la città in tutta la sua grandezza e bellezza, come un’immensa mappa, ed io sono andato alla ricerca di tutti i luoghi che avevo visitato, ripercorrendo le emozioni suscitate da essi.
Uno dei momenti più toccanti del viaggio è stato la visita a Ground Zero. Non so se troverò le parole per riuscire a descriverlo. Stavo scendendo dalla scala della World Trade Center Path Station e ad un certo punto i rumori di New York si sono ovattati, come se stessi entrando in un luogo sacro. Mi ricordo i fiori ed i biglietti attaccati alla rete di protezione che dava sull’area scavi, mi ricordo la croce formata dalle travi delle due torri, mi ricordo il tunnel della metropolitana in parte crollato con ancora i vagoni dentro… E soprattutto mi ricordo le persone ferme come me, davanti alle macerie ed al niente, in silenzio, forse in preghiera, i pensieri tutti rivolti alle migliaia di vittime…

New York ha sempre avuto tanto da offrire ai suoi cittadini ed ai suoi visitatori a livello di vita notturna; io ho voluto rivivere le atmosfere dei piccoli locali fumosi del Greenwich Village (non più fumosi, le norme son cambiate), locali in cui cantanti del calibro di Billie Holiday o Bob Dylan si esibirono, locali che in parte non esistono più, purtroppo. Ma, seduto ad un vecchio tavolino, in un locale con luci soffuse e foto autografate di cantanti e musicisti del passato che tappezzano le pareti, con Jazz o Blues o Soul suonato e cantato dal vivo, puoi pensare di essere tornato indietro nel tempo…
Ogni volta che Stephen, il padre della mia futura cugina, mi chiedeva come trovassi NY, io rispondevo sempre: “Interessante”. Interessante… Rispetto ad altre città che hanno fatto la storia e che avevo già visitato, New York mi sembrava interessante, ma non mi sentivo di dire che fosse bellissima perché avevo visitato città che potevano fregiarsi di quel titolo.
Ovviamente queste sono solo alcune delle esperienze che feci a quel tempo; difficile fare un riassunto…

Al mio rientro, mi ricordo che, dopo alcuni giorni, iniziai a sentire una stretta al cuore, la mancanza di qualcosa, il desiderio incredibile e fortissimo di tornare, e mi resi conto finalmente del significato della frase: I love New York.

Son tornato lì appena mi è stato possibile; non sentivo il caos, non sentivo la puzza. E mi son sentito a casa…

Gianluigi Spanedda

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