5 spunti per fare un regalo ad una persona che non conosci
Le vetrine si riempiono di pacchi e pacchetti, fiocchi dorati, neve finta riprodotta nelle più svariate maniere. Oggettistica di qualsiasi genere viene tirata fuori per venire incontro alle necessità dello “scambio regali” e la mappa di dove e cosa comprare comincia a riempirsi.
Il parentado è, di solito, il primo a venir soddisfatto: si ha già un’idea di cosa comprare, si conoscono bene i gusti del destinatario del pacco, oppure si accoglie un “suggerimento” buttato lì in precedenza dall’interessato.
Il problema sorge quando, a seguito magari di un regalo ricevuto in precedenza o necessità di ricambiare un dono, ci si ritrova nella condizione di dover fare un regalo ad una persona che si conosce poco. Da dove si comincia? Non è affatto facile, non si sa cosa possa avere in casa, non si sa cosa possa piacergli, si sa poco o nulla delle sue abitudini.
Ma qualche regola per imboccare la giusta strada c’è.
1. Utilità - Il gusto personale c’entra poco: è difficile sbagliare e, a meno che non si cada nel dramma del doppione o dell’oggetto eccessivamente kitsch, l’utilità verrà di certo premiata nonché apprezzata. In questo caso è però necessario ricorrere alla fantasia: un oggetto utile è molto probabile che sia già presente in casa. Bisogna unire utilità e originalità.
2. Versatilità - È il caso, ad esempio, dei buoni acquistati nelle librerie o nei negozi di abbigliamento. Il dono è stato fatto, il pensiero c’è, manca solo la scelta, diligentemente affidata al destinatario del regalo. È facile intuire se la persona in questione sia appassionata di lettura, abbigliamento o tecnologia. L’unico tocco, avvertito da alcuni come inelegante, è il fatto che si conosca la cifra investita per il presente. Anche in questo caso è necessario valutare se la persona è adatta a questa tipologia di regalo.
3. Affinità – Non si conoscerà bene la persona in questione, ma sarà possibile individuare alcuni punti in comune. Si usano gli stessi colori nell’abbigliamento? Gli stessi accessori? Si pratica lo stesso hobby? Si ha un problema simile da risolvere? Questa soluzione richiede più di impegno e coinvolgimento, ma con un po’ di attenzione ai piccoli particolari è possibile venirne fuori con successo.
4. Originalità – Se proprio non si sa dove mettere mano, tanto vale fare ricorso all’ironia o al gusto dell’estremo, pensando a qualcosa che di certo non verrà mai acquistato per necessità e bisogno. Bizzarrie di ogni tipo vengono rispolverate a Natale: gadget con le funzioni più assurde o ammennicoli di dubbia efficienza e utilità. In questo caso vige il sempreverde “l’importante è il pensiero” e, perché no, il sorrisino che di certo verrà fuori al momento dello spacchettamento.
5. Simbolicità - È dura fare una brutta faccia davanti a un simbolo, di qualsiasi tipo esso sia: natalizio, religioso o scaramantico: se coerente col contesto non si potrà fare a meno di apprezzarlo, anche perché, passate le feste, verrà riposto nella sua scatola in chissà quale mobile, in attesa, forse, delle festività dell’anno successivo. Quindi non storcete il naso verso angioletti, centrotavola o candele colate a forma di stella. Anche in questo caso, è il pensiero quello che conta.
Foto di Mulberry24












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