Quelli che… il giorno

diurni_topAlle sette già non ce la fanno più a stare a letto.

Scalciano, si agitano mentre il compagno o la compagna se la ronfa della grossa. Si alzano, fanno colazione, hanno la testa già invasa da mille pensieri. La luce li riempie di energia, di giorno sono efficientissimi, mentre la sera sbadigliano e vogliono solo accoccolarsi a letto o sul divano. Ciao, mi chiamo Giulia e sono una diurna.

Funziono solo di giorno, la mia produttività tocca il massimo nel pomeriggio, e declina verso sera. Alle undici ho già un sonno da Nano Pisolo, mi si chiudono gli occhietti, sbadiglio, sogno il materasso. Generalmente, quello è il momento in cui il resto del mondo – nella Città Eterna in cui vivo – inizia a fare vita sociale. Dopandomi di caffè, a volte riesco a unirmi; altre volte, il più delle volte, collasso stremata. Il mio bioritmo subisce colpi devastanti soprattutto d’inverno, quando le ore di luce sono meno e a metà pomeriggio la giornata sembra già finita, mentre d’estate, quando tutti sono abbacchiati dal caldo, io continuo a produrre. Pure troppo. Ma quello non c’entra con il fatto di essere diurni, più col fatto di essere secchioni.

Ed è la luce, nient’altro, a tenermi sveglia: se dormo in una stanza in cui la mattina entri la luce, mi sveglio al primo raggio. Se invece dormo in una stanza a tenuta stagna, sono capace di tirate di tredici ore, da cui mi ridesto solo con le solite litrate di caffè. Sono certa di non essere sola: il mondo è pieno di gente come me, per cui il mattino ha l’oro in bocca. Se anche voi siete diurni, fatevi sentire.

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1 Commento a “Quelli che… il giorno”
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Guarda cosa dicono gli altri...
  1. [...] differenza dei diurni, che sono più o meno adeguati al ritmo standard della vita moderna, i notturni sono più o meno [...]



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