Le controindicazioni della pigrizia

pigro_topVabbè, è facile, no? Tutti a dire “Lavorare con lentezza” di qua, “Qualità della vita” di là, ma Madonna non è diventata Madonna grattandosi i gomiti a Central Park tutto il giorno, e nemmeno le ereditiere, di questi tempi, possono permettersi di restare inattive. Non siamo programmati per restare fermi troppo a lungo: la vita che ci scorre intorno ci angoscia, vogliamo lasciare un segno, preferibilmente non solo la deformazione del nostro peso sui cuscini del sofà. La pigrizia è la nemica numero due del successo (la numero uno è la gnagnera a base di “Tutti ce l’hanno con me, il mondo è cattivo”), nonché la causa principale di una serie infinita di disturbi, dal sovrappeso ai problemi articolari. Stare sempre sdraiati o seduti a perdere tempo al computer distrugge la schiena, e mangiare distrattamente senza fare alcun genere di attività fisica dà il colpo di grazia. I pigri gravi hanno anche difficoltà con la vita sociale, perché il peso specifico del loro deretano impedisce la deambulazione fuori casa, e comunque sarebbero troppo pigri per rendersi presentabili. Di pigrizia in pigrizia, un giorno si muore senza aver vissuto per niente.

In tempi più difficili, la pigrizia era un peccato capitale: a essere accidiosi si finiva all’Inferno, dove poi si finiva per essere snobbati dai poeti pre-cristiani e dai loro accompagnatori onirici. Certo, al pigro cosa gliene frega: l’importante è non dover fare fatica. Il pigro, per essere veramente tale, deve sviluppare anche una certa indifferenza. Agli amici che non vede più, ai lavori che non fa o che non riesce a tenersi, ai soldi che non ha, all’indipendenza che non si decide a conquistare (il vero pigro italiano bivacca a casa dei genitori a oltranza, anche quando potrebbe benissimo andarsene). Il pigro è anche un po’ infantile, perché per essere pigri professionisti bisogna anche smettere di crescere; o forse è la scarsità di esperienze fatte a causa della pigrizia a rallentare lo sviluppo del cervello. E c’è tutta una filmografia sullo slacker, il perdigiorno, quasi sempre maschio, che può o meno essere redento da una donna iperattiva (vedi alla voce Molto incinta). Però tendenzialmente era più simpatico prima, perché il pigro, se non ci devi avere a che fare quotidianamente, è simpaticissimo. Se maschio.

La pigrizia è uno dei vizi capitali, sì, probabilmente il più insidioso: perché a differenza degli altri, non ti insegna niente. È un bel letargo in cui sprofondare, ma la sveglia non suona mai.

Foto di Maddie Nevzat

Commenti
1 Commento a “Le controindicazioni della pigrizia”
  1. Noemi scrive:

    Sono completamente d’accordo. A volte la pigrizia è sinonimo di depressione, che è una malattia vera e come tale va curata.
    La pigrizia è dannosissima, come anche l’inattività forzata… in questo periodo ho poche cose da fare e sono veramente spossata, molto più di quando ho tanti impegni :(

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