If you can can can…

cancan_topC’è una ragione per cui il can-can si chiama così, ed è che il termine, in francese, significa “baccano, scandalo”. E anche ora, guardando le ballerine esibirsi sul palco con le gonne sollevate, non è difficile comprendere come l’unione del proibito e della gioia selvaggia sembrassero scandalosi ai francesi del diciannovesimo secolo. Senza contare il fatto che all’epoca le gambe delle donne venivano rigorosamente nascoste, e la spudoratezza con cui venivano esibite dalle ballerine era qualcosa di davvero nuovo.

E ora il can-can si balla in palestra. Almeno in Inghilterra: qui da noi è questione di tempo, suppongo.

Cioè, bello, eh? Divertente. Tonificante, di sicuro: si fa fiato e si tira su tutto quello che cade in un battibaleno, divertendosi un mondo e agitando le sottane. Solo che poi dalla palestra non esce, perché è difficile immaginare un luogo o un contesto in cui si possano esibire le proprie doti di ballerina sventolacoscia. A meno di mettere su una rivisitazione di Moulin Rouge, completa di coreografia presa dal film. Che vi agevolo. Così si capisce di cosa sto parlando, e magari un po’ di voglia vi viene.

Foto di Rob Lee

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