Fiori fra i capelli

fiori_capelli_topLe prime non dico che siano state le nostre progenitrici nelle caverne, per le quali la vanità era forse un concetto sconosciuto: ma i fiori nei capelli sono un ornamento così facile da reperire e così semplice da utilizzare che viene spontaneo pensarli come risorsa a portata di mano delle antenate. Specialmente le donne più povere, quelle che non potevano permettersi gli splendidi diademi d’oro delle matrone ritratte nelle statue, si intrecciavano margherite, rose, violette, peonie e gelsomini nelle chiome. Un costume diffuso a tutte le latitudini, basti pensare alle donne polinesiane dipinte da Gauguin, o alle donne cinesi e giapponesi, che per decorare le crocchie di capelli usavano pettinini, spilloni e fiori di seta.

La Primavera di Botticelli e le donne dei quadri preraffaelliti sciolgono le trecce morbide e adorne di fiori, ma è l’era della fotografia a restituirci l’immagine di Billie Holiday, l’immortale Lady Day, dalla vita personale devastata e difficile e dalla voce languida, con una peonia bianca appuntata su una tempia.

I fiori ritornano negli anni ’60, in piena epoca hippy, quando i boccioli erano dappertutto: nei cannoni degli eserciti, idealmente, ma anche fra le ciocche disordinate delle giovani flower child, che invocavano il ritorno alla natura e alla spiritualità della Terra. Poi sappiamo com’è andata, ma almeno loro ci hanno provato.

Negli anni ’70 della disco, il fiore sulla tempia ha una breve rinascita, abbinato a molto glitter. E anche il breve periodo di flirt fra gli anni ’80 e l’esotico riporta in auge il fiore di stoffa,  a volte anche appuntato a chignon strettissimi oppure attaccato a fermagli usati per chiudere le mezze code così tipiche dell’epoca.

E infine rieccoci ai giorni nostri, con il recupero del look rétro di Dita Von Teese, maestra nell’arte di adornarsi con gusto, usando anche boccioli di rosa e altri fiori per mettere in risalto la tinta nero-blu dei suoi capelli (originariamente biondo cenere). Il fiore fa il giro e ritorna, e in fondo non se ne va mai: rimane sempre nei capelli delle spose e fra le ciocche fini delle bambine, come augurio di rinascita a primavera.

Foto di mckaysavage

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