Il cinema è sogno

sogni_cinema_topLa sequenza onirica è il momento più liberatorio per i cineasti: abbandonata ogni pretesa di realismo, si può giocare con gli angoli, l’editing, i controcampi, le luci. Abbiamo scelto per voi cinque sequenze oniriche che ci piacciono, e ve le presentiamo qui di seguito.

L’arte del sogno (The Science of Sleep, Michel Gondry, 2006)
Stéphane vive in un mondo tutto suo. È innamorato di Stéphanie, la sua vicina di casa, ed è anche portato a fare sogni vivissimi e intensi, come questo (con un’animazione in stop-motion da applausi).

Ritratto di signora (The Portrait of a Lady, Jane Campion, 1996)
Lo stile di Jane Campion è sempre molto visionario, ma questa sequenza utilizza il linguaggio del sogno per raccontare il cedimento esistenziale della protagonista del film. Isabel Archer, giovane e indipendente ereditiera, cade nella trappola del seducente Gilbert Osmond, un collezionista d’arte che vuole aggiungere lei (e il suo patrimonio) alla sua raccolta d’oggetti preziosi. Ecco come la regista racconta il delirio in cui Isabel, incapace di difendersi, inevitabilmente cade.

Io ti salverò (Spellbound, Alfred Hitchcock, 1945)
La psicanalisi arriva al cinema in questa sequenza disegnata da Salvador Dalì per Hitchcock.

Waking Life (Richard Linklater, 2001)
Il mondo dei sogni è il territorio di questo film originale, realizzato con la tecnica del rotoscope. In questa sequenza si parla di come è possibile pilotare i propri sogni in modo da visualizzare quello che si desidera, in una sorta di sogno vigile.

Donnie Darko (Richard Kelly, 2001)
Donnie è morto, ha sognato, ha viaggiato nel tempo? Il film di Richard Kelly è diventato un culto anche grazie alla varietà di interpretazioni possibili. La sequenza finale non chiarisce il dubbio, ma lo alimenta.

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