Signorina Fiamma, una rossa in cucina
9 Febbraio 2010 · Stampa
Sul web si chiama Signorina Fiamma, nella vita normale è Ilaria Mazzarotta, ex redattrice del recentemente defunto Condor e blogger. Proprio dal suo blog Due cuori e un fornello nasce l’omonimo libro, edito da Kowalski, che esce in tutte le librerie il 10 febbraio 2010. In questo mese dedicato al rosso e all’amore, ci siamo fatte raccontare un po’ della genesi del libro, e di cosa vuol dire cucinare per amore.
La cucina ti piace così tanto da aver fatto del raccontarla un mestiere. Cosa ti dà? Cosa ha fatto scoppiare la passione fra te e la più quotidiana delle mansioni domestiche?
Amo cucinare da sempre. Da piccola osservavo mia nonna e mia madre mentre preparavano piatti semplici, quotidiani, ma sempre speciali, poi ho cominciato a stare davanti ai fornelli e non sono più riuscita ad allontanarmene. Cucinare è una delle poche attività quotidiane che riesce a coinvolgere ogni volta tutti i sensi contemporaneamente e raccontare quello che avviene in cucina prima e a tavola poi è, per me, il prolungamento naturale di quel crescendo di sensazioni.
Il tuo blog, ora diventato libro, racconta della vera essenza della cucina casalinga, quella cucinata con il cuore per un uomo che altrimenti si nutrirebbe di surgelati. Come ti è venuta l’idea?
Più che “venirmi l’idea” direi che mi è capitata tra le mani un’occasione: andare a convivere con un uomo di dieci anni più grande di me, viziato e che non ha idea di cosa significhi cucinare (a parte i surgelati e i popcorn nel microonde) è una vera miniera di aneddoti culinari e di coppia.
Confessa: hai mai usato il cibo come surrogato dell’amore, come facevano le nostre mamme che ci ingozzavano di delizie pesantissime per dimostrarci che ci volevano bene?
Certo! Cucinare è il mio modo (uno dei principali) per esprimere l’amore che provo: cucino per i miei genitori, per i miei amici e, soprattutto, ogni sera per il mio compagno. Non mi piace la definizione ”surrogato dell’amore” perché cucinare per qualcuno è un vero e proprio atto d’amore.
Le verdure sono la bestia nera di molte cuoche domestiche, che non sanno mai come prepararle senza cuocerle troppo o troppo poco, e tantomeno sanno insaporirle in modo da renderle appetitose ma non pesanti. Qual è il tuo piatto di verdure preferito?
Personalmente amo le verdure, mi piacciono anche semplicemente cotte al vapore e condite con un filo d’olio e un goccio di limone. Per farle mangiare al convivente invece mi devo dare un po’ più da fare: ratatouille, sformati, verdure saltate in ogni modo…
Gli uomini si prendono ancora per la gola? O è sempre stata una pia illusione?
La gola è uno dei vizi capitali e in quanto tale una vera tentazione, ma se la prima tentazione non siamo noi cucinare serve a poco! Saper cucinare e prendere per la gola un uomo può essere un buon biglietto da visita e un’ottima assicurazione per la vita, in mezzo però ci siamo noi: il nostro carattere, il nostro charme e la nostra capacità di sedurre l’uomo che desideriamo.
Un consiglio a quelli che non sanno cucinare ma vorrebbero tanto imparare a farlo?
Prima regola: comprare degli ottimi ingredienti di base, la qualità in cucina conta più della quantità. Seconda regola: comprare almeno un libro di “cucina di base” e leggerlo con attenzione prima di mettersi ai fornelli. Terza regola: sperimentare! Se proprio volete, potete andare a qualche scuola di cucina, ma sceglietela bene perché spesso sono una fregatura.
Un’ultima cosa: ti è capitato di usare il Convivente come cavia umana apposta per il libro?
Sempre! Ma ci tengo a dire che per il libro non è stata usata alcuna forma di violenza sul convivente.
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