Regali equi, regali ecologici, regali solidali
17 Dicembre 2009 · Stampa
Il 25 dicembre, generalmente tendiamo a dimenticarcelo, si festeggia il compleanno di uno così disgraziato ma così disgraziato che nessuno ha voluto dare ospitalità alla sua mamma incinta, e quindi gli è toccato nascere in mezzo alle bestie in una stalla. Poi il presepe ce lo mostra tutto lindo nella mangiatoia con le manine aperte e benedicenti, e grande come un bambino di tre mesi, ma a voler guardare i fatti, una stalla non è un gran posto dove nascere. Pazienza se poi era aprile e non dicembre (come teorizzano alcuni): è sempre un luogo scomodo dove venire al mondo. Insomma, Natale è la festa di uno nato povero e morto giovane, e che nel mezzo è andato in giro a dire che bisognava voler bene a tutti. Da nessuna parte, nella sua biografia ufficiale o in quelle non autorizzate, c’è scritto “Il 25 dicembre spendete montagne di soldi per aggeggi costosi”.
Tutto questo per dire che questo Natale è un Natale buono come un altro per fare regali solidali. Sì, certo, da un mese a questa parte siamo bombardati di pubblicità televisive che ci incitano a donare donare donare, ed effettivamente donare è una splendida idea, ma è difficile spiegare alla zia Matilde che non le hai comprato un regalo di Natale perché hai fatto una donazione a suo nome per la creazione di un pozzo in Etiopia. Nobile, ma complicato dal punto di vista dell’etichetta. Allora, posto che si può sempre annunciare a tutti i destinatari dei regali che per quest’anno il fondo-doni è destinato a scopi più elevati che dare la caccia all’ultimo modello di lettore mp3, per consolarli della perdita a volte basta poco. Per esempio, una scatolina di dolci fatti a mano: sul blog di Sara Maternini c’è un elenco di ricette da leccarsi i baffi (letterali o metaforici). Gli esperti possono anche cimentarsi nella preparazione di marmellate fatte in casa, da sterilizzare in vasetti piccoli che poi possono essere decorati semplicemente con uno scampolo di stoffa colorata legato sopra il tappo con un fiocco.
Chi è bravo con le mani può cimentarsi nella preparazione di oggetti in pasta di mais, oppure con creazioni floreali o intarsi di carta. Chi invece è sprovvisto di pollici opponibili funzionanti può rivolgersi alle care vecchie botteghe del commercio equo e solidale, che com’è noto vendono prodotti confezionati o coltivati direttamente da cooperative di artigiani nei paesi in via di sviluppo, che vengono quindi pagati il giusto prezzo per il loro lavoro. Ce n’è davvero per tutti i gusti (che vi scrive possiede da vent’anni un ippopotamo di legno a rotelle che quando viene fatto correre apre la bocca, con una linea essenziale da fare invidia ai designer Ikea), e anche fra i prodotti alimentari si possono trovare delle vere e proprie squisitezze, ottime per essere combinate in un cestino.
Regalare qualcosa che abbia impatto zero o quasi zero sull’ambiente, dando contemporaneamente una mano agli altri, e usando un po’ di creatività: una soddisfazione che proprio non ha prezzo. Per tutto il resto, c’è sempre l’opzione “abradere la carta di credito”.
Foto di juca pitanga
[...] Here is the original post: Regali equi, regali ecologici, regali solidali : InPausa [...]