In forma con… Il Precario

precario_topSul blog si firma “sonounprecario”, così, senza maiuscole o spazi. Nella vita si chiama Alessandro Sironi, è laureato in Scienze della Comunicazione ed è titolare di una memorabile frangetta supergiovane. Che tutto sommato gli spetta, essendo egli supergiovane. Gli abbiamo chiesto come fa a mantenere la forma fisica, e a quanto pare siamo caduti benissimo.

Essendo un tipo sportivo (in tutti i sensi), fermo non lo sono mai stato: ho fatto nuoto e ho giocato a calcio, ma dopo ripetuti infortuni alle caviglie (mia mamma me le ha fatte in cristallo di Boemia), ho dovuto dire basta. Sarebbe ovviamente stata una brillante carriera, invece ho preferito cominciare ad andare in palestra.
Sono nato in forma. È ormai da 5 anni che mi alleno, costantemente, 3-4 volte la settimana in sala pesi. Già, la costanza, quell’elemento fondamentale se si vuole sperare di ottenere risultati decenti e non solo donare centinaia di euro in abbonamenti a palestre mai frequentate. Sì, perché, se ci pensate bene, quando vi sfiora l’idea di cominciare a fare qualcosa di salutare per il vostro corpo, a cosa pensate? Al risultato, esatto. Proiettate nella vostra mente immagini di voi stessi in una tanto strana quanto misteriosa versione “figa”.

Nonostante poi la potentissima lobby delle palestre non voglia comunicarlo in via ufficiale, vi svelo un segreto: ebbene no, non vi serve a niente iscrivervi a corsi o cominciare attività fisiche un mese prima di andare al mare; peggio ancora se vi mettete a stilare una fantomatica e parallela dieta “fai da te”, in cui praticamente vi limitate a non mangiare o a mangiare solo determinati cibi. Con ragionamenti del tipo “mangio solo frutta e yogurt e sono a posto”. Per il trapianto di fegato, forse.
Inoltre, quando vedete in tv persone sotto il sole che vibrano, letteralmente, attaccate a un elettrostimolatore mentre bevono una bibita e discutono di come sia bella la vita quando hai un fisico così scolpito, cambiate canale. Sono frottole. Pericolose, peraltro. Il ragionamento è semplice: chiunque cerca di vendere il massimo risultato col minimo sforzo, la minima spesa e il minor tempo possibile.

A meno di essere ricchi e comprarsi un personal trainer che muove gli arti al posto vostro, vi tocca faticare. Dopo poco tempo infatti vi accorgerete di stare meglio, sia fisicamente che con voi stessi. Ma soprattutto potrete continuare a mangiare normalmente: l’importante è muoversi e praticare lo sport che preferite. Diciamo che una delle regole che cerco di rispettare è non esagerare, mai. Specialmente con dolci e alcolici, che rallentano metabolismo e combustione dei grassi. Lo so, ogni tanto parlo strano, ma dopo aver frequentato la palestra per qualche anno, vi verrà voglia di chiedere e informarvi, perché lo vedete e lo sentite (con le vostre mani), che il corpo è soddisfatto.
Non vi sto dicendo di dire basta alle sagre della porchetta, ai ciccioli, alle cene con gli amici o a una simpatica alzata di gomito. L’importante è che non diventino frequenti. Il vero atto di forza, il vero slancio verso un sedere migliore, è tirarlo su dalla sedia e convincersi che ticchettando su una tastiera altro non svilupperete che una schiena ricurva e delle dita velocissime. Che possono anche tornare utili, ma non rendono magri.

Certo, dopo una giornata di lavoro è mentalmente difficile avere voglia di allenarsi, ma non è questa l’ottica giusta. Per me infatti la palestra è una valvola di sfogo e ormai la percepisco come un importante tassello personale. È anche per questo motivo che, se sono costretto a saltare un giorno, mi girano le scatole: quando sei sotto la doccia dopo aver faticato, sembrerà strano, ma ti senti bene.
Insomma, non fatevi fregare dalle riviste, dalle diete “delle star” o da consigli di sedicenti esperti. Evitate torture fisiche e psicologiche su voi stessi, con infuenze negative e pesanti su molti aspetti di vita quotidiana.

E non state fermi, ché vi fate male.

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