Cinque canzoni per… rimettersi in forma

29 Ottobre 2009

playlist_nuova_topLa musica è indispensabile per accompagnare l’esercizio fisico. Ognuno va al suo ritmo personale e ogni tipo di esercizio richiede una musica diversa: provate voi a fare Pilates ascoltando gli Iron Maiden. Poi magari c’è chi ci riesce, ma se andare a ritmo è una reazione naturale dell’essere umano, la combinazione potrebbe essere pericolosa. Idem dicasi per la fitness spintissima fatta, che so, con il Renato Zero della conversione spirituale o il meglio di Orietta Berti. Magari si ride, ma viene a mancare lo slancio.

La playlist che vi proponiamo ha un mood unitario e un ritmo preciso: cassa in quattro, e via, pedalare. La consigliamo (in versione estesa: ognuno ci metta i pezzi che preferisce) per chi deve correre o fare esercizi ripetitivi in palestra. Creata per energizzare, spingere ed esaltare le endorfine. Ve la proponiamo senza commento, ché si commenta da sé. Il player, come sempre, è gentilmente fornito da Dada.

1. We Are Rock Stars (Radio Edit) – Does It Offend You, Yeah?

2. Mothership Reconnection (Daft Punk Remix) – Scott Grooves feat Parliament/Funkadelic

3. Yeah (Crass Version) – LCD Soundsystem

4. Kids – MGMT

5. Wow – Kylie Minogue

Foto di oldcockatoo

In forma con… Stark

27 Ottobre 2009

stark_topAdesso non faccio per vantarmi ma volevo dirvi che io sono uno di quelli che vanno a correre da prima che si spargesse la voce che correre faceva bene, quando a correre eran solo dei fanatici o dei disperati, e tutto il business della roba fighetta per andare a correre doveva ancora nascere. Per cui toccava arrangiarsi: d’estate si usciva con dei pantaloncini tipo il bassista dei Queen a Wembley, d’inverno con dei tutoni di materiale così ruvido che dopo un po’ ti sembrava di avere uno zerbino cucito sulla schiena.

Ma questo mi sa che vi interessa poco. Mi si chiede, se ho ben capito, come si fa a tenersi in forma; ma io, sinceramente, non ne ho idea. Da quel che si sente in giro sembra che, per l’uomo moderno, tenersi in forma voglia dire per forza andare in palestra; mentre io, dalle palestre, ci son sempre stato alla larga, ché se devo pagare per far fatica, a questo punto tanto vale regalare la busta paga al capufficio. Io, quando mi gira, prendo e vado a correre; poi son fortunato, vivo vicino al mare, posso correre sul mare, ho i parchi vicino a casa, posso correre nei parchi, ho gli amici che si allenano nella pista di atletica, posso andare con loro e rinfrescar la mente su quanto siano lunghi quattrocento metri (la risposta è variabile. Certi giorni anche più di un chilometro). Ora non so bene dove andare a parare, ma adesso dirò una serie di cose che cominciano tutte con la lettera C così potremo intitolarlo “Le 5 C per restare in forma” come fanno quelli che scrivono sulle riviste vere che di queste cose ne capiscono.

Il primo punto si chiama camminare. Sarà pure banale come inizio, ma se siamo disabituati a camminare, cosa cavolo ci andiamo a fare, a correre? Non è che i videogiochi cominciano dal livello due. Che io non so com’è, ma ogni tanto vedi che c’è gente che ha tutta questa ansia di correre, andare in palestra, far chissà che cosa e poi se gli proponi di fare cento metri a piedi ti guardano male. Cominciamo col camminare. Tornando dal lavoro scendiamo una fermata di autobus prima, oppure parcheggiamo un po’ più lontano (come se potessimo scegliere). Mezz’ora di camminata al giorno è la miglior base di partenza.

Poi c’è la compagnia, che uno magari la sottovaluta, e invece avere almeno una persona al proprio fianco durante le sgambate è fondamentale. Ovviamente non dev’essere l’amico maratoneta, per il quale sareste solo un peso: meglio trovare un vostro simile, per grado di allenamento e condizione fisica. All’inizio si trotterellerà chiacchierando, poi il fiato comincerà a venir meno. Il livello di preparazione si misura anche da quanto si riesce ad andare avanti a parlare.

Adesso veniamo alle calzature. Ci sono delle scarpe che vanno bene per correre e altre no. Se la suola è più sottile del Fatto Quotidiano, non vanno bene. Se ce le aveva Uma Thurman in Kill Bill, non vanno bene. Se ve le mettereste addosso per far due passi in centro, non vanno bene (le scarpe per correre non sono mai belle. Ricordatevelo).

Due parole sul cemento, che è il peggior nemico del corridore. So che per necessità chi vive in città finisce spesso per slalomare tra asfalto e marciapiede, ma conviene sapere che correre sull’erba è la cosa migliore, se si ha un bel praticello di cui fidarsi. Certo che il rischio è di imbattersi in buche, pietre, radici affioranti o souvenir canini: state in occhio. Tendini e talloni vi diranno grazie.

E infine la costanza. Se prendete un ritmo regolare, l’allenamento diventerà un automatismo quasi circadiano. Ma se per qualsiasi motivo non riuscite a far nulla per una settimana, ricominciare diventerà un Everest. Tenetene conto, la prossima volta che direte “Ci vado domani”, o la vostra tuta rischierà di coprirsi di ragnatele. Siete avvisati!

Stark, aka Stefano Andreoli, è la metà con i capelli di Spinoza, che a dispetto del nome non è una raccolta di aforismi del celebre filosofo.

Prendetemiiiii!

26 Ottobre 2009

Cheerleading: uno degli sport più pericolosi al mondo. Se non ci credete, guardate questo video.

Tabbouleh: profumi d’Oriente

26 Ottobre 2009

tabbouleh_left

Chi si porta il pranzo in ufficio avrà capito da un pezzo che le insalate di ogni genere sono il pasto più trasportabile di tutti. E fra le insalate, il tabbouleh è forse una delle più profumate, aromatiche e nutrienti. Di tradizione libanese, esiste un po’ in tutto il Medio Oriente: l’ingrediente di base è il boulghour o  bulgur, grano sminuzzato che deve essere fatto rinvenire in acqua come la semola del couscous. La ricetta originale è qui.

Ingredienti

  • 300 g di boulghour
  • sale
  • 6 pomodorini ciliegini
  • 1 cipolla bianca
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 1 manciata di foglie di menta fresca
  • succo di 1 limone
  • 1/2 cucchiaino di semi di cumino pestati
  • 4 cucchiai d’olio d’oliva.

Preparazione
Sciacquate il boulghour, versatelo in una pentola, aggiungetevi mezzo litro d’acqua bollente salata e lasciatelo gonfiare per circa mezz’ora dopo aver incoperchiato.
Nel frattempo pulite, lavate, asciugate e tagliate a cubetti i pomodorini, mondate e tagliate a fettine sottili la cipolla.
Quando il boulghour sarà adeguatamente gonfiato, versatelo in una terrina, mescolatevi i pomodorini e la cipolla, aggiungetevi le foglie di menta e prezzemolo tritate, il succo di limone, e i semi di cumino.
Bagnate con l’olio d’oliva, mescolate nuovamente e poi lasciate il tabbouleh al fresco per un’ora prima di servire.

Foto di Illustir

Mente in forma con i giochi online

22 Ottobre 2009

giochi_topAnche questa settimana ci occupiamo di come tenersi in forma, ma più che sul tono dei glutei ci concentriamo su quello dei neuroni. Anche la mente va esercitata, e i giochi di abilità e logica sono un ottimo modo per distendersi e contemporaneamente allenare l’intelligenza spaziale, la coordinazione occhio-mano e altre abilità che possono tornare utilissime nella vita quotidiana. Tipo, provate a fare un parcheggio difficile dopo una lunga partita di Tetris… Ma andiamo con ordine.

Chroma Circuit è bello da vedere e complicato da giocare. Bisogna ruotare i pezzi del puzzle che vengono proposti di volta in volta per farli combaciare secondo regole precise. Si tratta di una delle tante varianti del Tetris, ma con pezzi che esplodono, la possibilità di variare i colori dei pezzi proposti e una grafica molto elegante.

I Cloni – Use Boxmen è un adorabile giochino disegnato interamente a mano, di cui non sono personalmente riuscita a passare il terzo livello, per dire: anche le cose semplici…

Intreccio – String Chaos è un gioco di abilità piuttosto complesso ma avvincente: bisogna districare delle forme geometriche in modo che le linee che le compongono non si intersechino.

I test di logica sono meno giocosi ma più impegnativi: qui ne trovate a vari livelli (1, 2 e 3).

Ne avete altri? Volete aggiungerli nei commenti?

In forma con… Federico Bolsoman

20 Ottobre 2009

Il Bolso ti guarda (male)Alla richiesta di scrivere qualcosa su “in forma” ad un vero Bolso™ viene spontaneo rispondere con la domanda “Quale forma? Sferiforme? Meliforme? Periforme?” Il nostro BMI non sarà ancora nella fascia di obesità grave ma i nostri avatar (mii) nel Wii fit hanno un fattore di forma inconfondibile e si intristiscono a veder salire l’indicatore di massa corporea fino alla fascia arancione.

Calo ponderale, disse più volte il medico di famiglia con un sorriso affettuoso. E sì che qui si discende da una famiglia di medici in cui si crebbe seguendo il sacro rituale di pranzi e cene costituiti dalla terna inscindibile carboidrati-proteine-vitamine. Fosse mancato anche uno solo dei tre una volta ogni mese e il bolsobimbo già vedeva avanzare lo spettro del rachitismo.
Cresciuto inappetente, battuti record di 1 ora e quaranta per affrontare una bistecchina dall’aspetto ormai cuoiaceo, adornata del suo saporitissimo olietto, il Nostro si è ripreso in età liceale, ma sempre rispettando le indicazioni di pochi grassi, verdura e frutta a tavola in grandi quantità.

Ma questi erano gli anni ‘70 dello scorso millennio. Ora il Bolso è adulto e coscienzioso nonché dotato di due iBabies divoratori di ogni cibo, quindi energici e richiedenti attenzioni, sforzi e rincorse. Eppure il profilo è sempre elegantemente curvilineo, un monoaddominale privo di solchi che sembra uscito dal designer di una supercar. Eppure tenta di stare attento al cibo. Eppure ha cominciato, convinto dalla sua Daria, a fare palestra. Hanno scelto Pilates, ginnastica di posizione con il preciso scopo di introflettere la pancia. Almeno si cerca di ottenere l’impossibile comodamente seduti su un materassino, in mezzo ad una maggioranza femminile.

Poi, come d’incanto, una mattina (questa mattina) avviene il miracolo. Alle 8 di un freddo mattino di ottobre (praticamente un anticipo di gennaio), l’inesorabile scuolabus sta avvicinandosi alla fermata vicino casa. Una manciata di minuti prima, il Bolso ha convinto un iBaby cinquenne recalcitrante a vestirsi e mettersi le scarpe. 200 metri li separano dal traguardo. Il percorso che normalmente è una passeggiata idilliaca per mano ad un bambino angelico diventa una corsa con traino di un esserino in protesta passiva. Passato il gomito della via principale, scorta la sagoma dell’autobussone nella bruma mattutina avviene lo scatto: preso il figlioletto in braccio, il Bolso attacca una corsa con 20 kg di koala umano avvinghiatogli che se la gode ridendo fra gli affanni paterni. A 5 metri il bus chiude le porte, il Bolso atterra il bimbo e si sbraccia, il bus le riapre: “ah, ci siete anche voi?”.
E’ fatta. Schioppettate di tosse fredda respingono il Bolso a casa. Anche queste 10 calorie le abbiamo bruciate. Forse è meglio tornare a introflettere l’ombelico.
P.S. Avrete notato che nella ricostruzione qui presentata è stato omesso l’intero filone sportivo giovanile. C’è una ragione che converge nel celebre episodio del Bolso cianotico ai Giochi della Gioventù. Ma questa è un’altra storia.

Federico Giacanelli, aka Bolsoman, è parte della tribù dei Bolsi insieme alla consorte Daria e ai figli Cesare e Ulisse.

Foto di Daria

L’insalata di… Lucia Del Mese

19 Ottobre 2009

broccoloromano_leftGiorgia Meschini è un bravo architetto, gioca a touch rugby, disegna divinamente, è una brava web designer ed è melomane, che non guasta. E’ anche una grande cuoca, e in questo prende dalla mamma, Lucia Del Mese: ed è la sua mamma ad averci regalato la ricetta di questa insalata golosona, così robusta da poter tranquillamente sostituire un pasto. Le dosi sono per quattro persone.

Ingredienti

  • 1 broccolo romanesco
  • 1 arancia (spicchi ben spellati e tagliati a metà)
  • 200 g di giardiniera
  • olive di Grecia a piacere
  • 100 g Maasdammer o Emmentaler a cubetti
  • olio
  • sale
  • origano
  • aceto

Preparazione
Scottare il broccolo romanesco “al dente”, e dividerlo in ciuffetti. Sbucciare l’arancia a vivo, spellarla e tagliare gli spicchi, e unirli al broccolo. Aggiungere la giardiniera tagliata alla julienne (se non è già in questo formato, tagliare la giardiniera tradizionale). Aggiungere le olive nere e i dadini di emmenthal, e condire con una spolverata di origano, olio extra-vergine d’oliva, sale e una spruzzata di aceto.

Foto di Net Efekt

Il più grande video di fitness mai girato

19 Ottobre 2009

E’ Praise You di Fatboy Slim, diretto e interpretato da Spike Jonze con il vitalissimo Torrance Community Dance Group. Un inno alla libertà del corpo fuori dagli schemi della danza e della coreografia.

Anima in forma: cinque libri per darsi la carica

15 Ottobre 2009

libri_topCorpo in forma va bene. Ma lo spirito? Come ci si rimette in sesto dopo la deboscia dell’estate e le malinconie del primo autunno? Soluzioni ce ne sono tante: fare attività fisica fa bene al corpo e all’umore, ma lo spirito e l’anima hanno bisogno di un tonico più potente. L’immaginario contenuto in un buon libro può elevarci e aprirci mondi sconosciuti: questa settimana vi consigliamo cinque libri per asciugare i cascami di pensieri meglio degli addominali bassi.

1. Guida galattica per gli autostoppisti - Douglas Adams
A voler barare, la trilogia di quattro libri ad opera di Douglas Adams avrebbe coperto i quattro quinti di questa classifica, ma non ha senso leggerne solo uno. Leggeteli tutti, in ordine: non vi capiterà mai più di trovare tutto insieme tanto umorismo, tanta saggezza, tanta inventiva e tanta abilità narrativa. Non a caso è un classico di culto da trent’anni, amatissimo anche da chi la fantascienza non la legge.

2. Le ciccione lo fanno meglio – Caterina Cavina
Caterina Cavina, autrice di questo romanzo comico e tragico insieme, prende il cliché della letteratura rosa con protagonista graziosa e banale, e lo rovescia come un calzino. Ci presenta Alice, obesa ragazza di provincia, e i suoi tentativi di felicità nella bassa padana, fra uomini disgustosi, cugini dalle mani lunghe e un bisogno d’amore che non ha l’esito banale delle convenzioni per signora.

3. Le donne non invecchiano mai – Iaia Caputo
L’invecchiamento è l’ultimo tabù: Iaia Caputo si avventura senza timore nel territorio culturale che ha prodotto l’obbligo dell’eterna giovinezza, la violenza della chirurgia estetica, il terrore di “dimostrare la propria età”. Per capire cosa ci rende così insicure, e da dove viene tutta questa paura di perdere le nostre attrattive.

4. Colui che gli dei vogliono distruggere - Gianluca Morozzi
Vi siete mai domandati perché la narrativa italiana non abbia mai partorito dei supereroi? Ecco, Morozzi se lo deve essere chiesto. Questo libro è la sua risposta. Divertentissimo, stralunato e fantasioso.

5. Il caso Jane Eyre – Jasper Fforde
Per una volta, un’eroina in cui ci possiamo veramente riconoscere: l’ultratrentenne, fisicamente banale, intellettualmente dotatissima, coraggiosa, complicata e vitale Thursday Next. Per una volta, un’eroina femmina in una saga fantasy di cui questo è solo il primo episodio. Per una volta, un libro divertente su una donna intelligente che gioca con uno dei più grandi amori del lettore stesso: la letteratura e i suoi eroi.

Foto di kainr

In forma con… Chiara Calpini

13 Ottobre 2009

chiara_topChiara Calpini: direttrice di KissMe, ma anche blogger. Su Razor Sisters fa a fette la cultura pop, badando a prendere i tagli più teneri vicino all’osso. Anche a lei abbiamo chiesto di raccontarci qual è il suo modo di tenersi in forma.

Io mi tengo in forma campando d’aria. Detta così sembra un po’ dura: adesso specifico. Dopo anni di sperimentazione di diete (tutte regolari, niente paura), chili persi e chili ripresi, ginnastiche più o meno forsennate e tutto il resto che qualunque donna prova nella sua vita, ho capito che l’unica cosa che funziona per me è mangiare poco. O meglio, mangiare meno di quello che ho sempre pensato mi servisse per tenersi su o meno di quello che alcune porzioni mi suggeriscono al supermercato e al ristorante. La mia non è assolutamente un’induzione all’anoressia, dio-ce-ne-scampi, anche perché adoro mangiare. Semplicemente, se si riesce a scindere la fame vera da quella indotta da stress, frustrazioni e insicurezze, ecco, ci si rende conto che non abbiamo bisogno di tutto quel cibo che spesso assumiamo in più; realizziamo che davvero non ci serve quella sovrattassa calorica che gli inglesi chiamano comfort food. Ma per arrivare alla scissione (complicata come quella nucleare) dei due tipi di fame bisogna fare un passo indietro.

Per decidere veramente di mangiare bene è molto utile l’analisi. Anzi, a tutte coloro che da anni combattono con sorti alterne i chili in più mi sentirei di dire di mollare le diete e di farsi una bella psicoterapia. Ce ne sono di tutti i tipi, più brevi di quelle freudiane e soprattutto più mirate. L’importante è trovare la persona giusta con cui confrontarsi. Non che una possa pensare di cavarsela in un battibaleno, ogni cosa che funziona veramente ha bisogno di tempo e di costanza. Però i benefici di una psicoterapia, ovvero i benefici di chiacchierare con uno professionista oggettivando e superando le proprie inibizioni, sono molteplici. Il fine ultimo è quello di stare meglio e di vivere una vita più piena: più in forma di così!

Ridimensionate le porzioni, l’altra mia priorità è mangiare bene. Personalmente, non mangio più carne ma non voglio convincere nessuno a fare lo stesso. Se me lo chiedete, però, ne parlo volentieri! Preferisco acquisti bio e rigorosamente di stagione. Se mi presentate una peperonata a gennaio potrei anche sputarvi in faccia. Nella mia dispensa trovano posto cibi bizzarri come le alghe e la quinoa ma anche assolutamente normali come le noci e i fagioli.  Adoro i dolci e le patatine e quando voglio me li concedo. L’importante è darsi un limite.

Ricapitolando: mangiare cercando di sentire la fame vera (anche cucinare e masticare lentamente aiutano parecchio!), mangiare bene e poi fare attività fisica, certo! OK, non l’ho detto subito perché sono pigra o, almeno, pigra a fasi alterne. Come per  le diete ho fatto un po’ di tutto: dall’atletica, alla danza del ventre, allo yoga fino al bodybuilding. Cambiare attività, tutto sommato, è divertente e fa parte del gioco. Ma ultimamente sono davvero pigra! Allora cerco di fare qualcosa che mi faccia sentire veramente bene, qualcosa che oltre a tonificare i miei muscoli abbia un valore aggiunto molto forte. Scelgo allora il trekking perché stare in mezzo alla natura mi riempie di gioia. O la pallavolo, perché anche se sono una schiappa il gioco di squadra mi esalta. O ancora le uscite di gruppo in bici perché si socializza che è un piacere. Già, il piacere. Cercatelo nel posto giusto e troverete anche la forma.

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