La consolazione di… Winnie
Cosa vi consola in questo rientro dalle vacanze? A quali pensieri vi aggrappate per resistere alla malinconia dell’autunno imminente? Lo abbiamo chiesto a Winnie, la sagacissima e giovanissima autrice di Pericolo valanghe, in procinto di tornare a scuola per frequentare la terza media.
Mancano sette giorni esatti all’inizio della scuola.
Mi sono iscritta una settimana fa, perché la mamma si è dimenticata un mese fa, lunedì, martedì, mercoledì.
Non mi sembrava vero di essere alle Poste a pagare i 31 euro e 10 il giovedì. Prima Poste, poi scuola. Secondo piano: segreteria; niente aria condizionata, ovvio. Riscaldamento scassato, aria condizionata inesistente.
Ecco cosa mi mancherà: il venticello fresco che ti scompiglia i capelli e si infila nei pantaloncini di Hollister, che OVVIAMENTE non si possono mettere a scuola. Capisco, i pantaloncini di Hollister lunghi una spanna dalla vita no, ma ci rinchiudono in pantaloni lunghi, o quasi lunghi, anche con 30 gradi. Ma non è tutto – OVVIAMENTE: metà delle finestre non si apre, e metà non si chiude. Ecco cosa mi mancherà: la libertà di non morire di caldo o, aspettando qualche mese, di freddo, o forse solo la libertà di essere se stessi, di divertirsi, di essere ottimisti, di ridere, di non pensare solo al futuro, di prendere le cose come vengono e vivere l’immediato senza programmare, di essere capiti.
Ma so bene cosa mi è mancato. Mi è mancato il casino tra una lezione e l’altra, mi sono mancate le risate improvvise nel bel mezzo delle lezioni noiose perché il vicino di banco ha fatto quella battuta… e poi scoppia il pandemonio. Mi sono mancate le urla disperate delle prof. che cercano di calmarci, che incespicano sulle parole, esauste, mentre urlano. Sanno anche loro che non funzionerà. Però lo fanno lo stesso, per principio, anche se non sanno più neanche se crederci o no.
Mi è mancato sbigliettinare con la Sofy quando la prof. usa le sue ore per farci discorsi filosofici anche se alla fine cerca di spiegarci quanto è importante fare silenzio.
Mi è mancato farmi le risate con la Sofy sugli errori terribili della prof. di inglese, perché dai, non si può dire you are my better friend perché better in italiano vuole dire migliore!
Mi sono mancati quei 10 minuti fuori da scuola in cui stiamo lì a parlare in cerchio. Oh, cavolo, ci vedo le sigarette che girano. Faccio come ha detto la mamma, la passo. Figurati se mi metto a fumare a 12 anni! Bleah! Il fumo puzza troppo. E per chi non lo sapesse ancora, i ragazzi di terza fumano, è la dura realtà.
Mi è mancato aprire il diario e scoprire di avere solo due pagine di storia, mi è mancata la soddisfazione di azzeccare il problema di geometria, di aver preso 8 nel tema con quella odiosa… ma meglio non dire niente. No, non ho ancora superato la fase post-prof.mitocheseneva, e no, non ho ancora individuato i pregi della nuova prof.-rompi.
“Marta, che classe devi fare?”
“Terza”
Oh, per favore non mi ci far pensare… gli esami….
Lo so, gli esami di terza media sono i più facili: i prof. che ti conoscono, basta studiare, bla, bla, bla…
Andrà tutto bene, lo so, sono sempre andata bene a scuola ma non riesco a sopprimere TUTTA la paura. Sarà come l’anno scorso, solo che durerà TUTTO giugno (non voglio pensare nemmeno a questo), e magari dopo io e la Sofy andiamo in Inghilterra come ha detto mamma.
Sarà lo stesso dell’anno scorso: scuola, compiti, pallavolo; scuola, compiti, pallavolo; scuola, compiti, cavallo. E poi studio, esami, pallavolo.
E mi divertirò sempre, perché alla fine la scuola mi piace e questi sette giorni voleranno, lo so.
Non so a cosa vado incontro, non l’ho mai saputo. Spero, ecco cosa faccio. Mentre vivo il presente e imparo dal passato. Per imbarcarmi in questa nuova avventura.











