Cinque canzoni per… l’autunno
29 Settembre 2009
Non abbiate paura. Scivolate con languore nel mood autunnale, fatto di piogge prolungate, umidità, malinconie, giornate sempre più brevi. L’autunno merita una colonna sonora appropriata, che assecondi le cupezze del momento e le elevi a meditazione. Lo spirito ha bisogno anche di quiescenza, di fare bozzolo e proteggersi, per rinascere in primavera. O forse siamo solo dei gran mugugnoni e ci piace crogiolarci negli stati d’animo più simili a quelli della muffa.
Per cui: la playlist.
Ma che freddo fa – Nada
Gli esordi di Nada Malanima, ragazza prodigio dalla voce inimitabile, con una canzone che parla già di inverno ma che è perfetta per questo momento dell’anno, in cui l’escursione termica si nota maggiormente.
Un anno in più – Perturbazione
A parte il nome, ci sono tanti motivi per inserire questa canzone nella nostra mini-playlist d’autunno. La prima è il verso d’apertura: Volontà, dove sei? Una sensazione comune a molti, in questo inizio di stagione. Ma anche il titolo, Un anno in più, che è un po’ come ci sentiamo tutti. Specialmente quelli che in questo periodo festeggiano il compleanno.
A Fall Song – Cross Country
Una ballata, che più intima e autunnale non si può.
Here Comes the Rain Again – Eurythmics
Un classico degli anni ‘80: synth gelidi, visioni di Annie Lennox in camicia da notte sulla scogliera.
Les Feuilles Mortes – Yves Montand
E per finire, un capolavoro vintage: un classico della chanson francese, interpretato dall’immortale Yves Montand.
Foto di oldcockatoo
Che parcheggio!
28 Settembre 2009
Segni che vostro figlio promette di diventare il nuovo Michael Schumacher.
L’ultima pasta fredda…
28 Settembre 2009
… prima della radicale riduzione dei carboidrati che ci aspetta il prossimo mese. Ma per festeggiare ce ne andiamo con il botto: chiocciole fredde ai peperoni. La ricetta originale è qui.
Ingredienti
- pasta tipo chiocciole
- 1 peperone rosso
- 1 peperone giallo
- basilico (abbondante)
- maggiorana (abbondante)
- 1 spicchio d’aglio
- olio d’oliva extra-vergine
- sale
Preparazione
Mettete a bollire l’acqua per la pasta. Salatela al bollore, unitevi le chiocciole e cuocetele al dente.
Raffreddatele sotto l’acqua corrente, scolatele e mescolatevi una cucchiaiata d’olio.
Lavate i peperoni, ma lasciateli interi, e arrostiteli in forno oppure sulla bistecchiera. Togliete loro la pelle bruciacchiata, eliminate tutte le parti di scarto, tagliateli a faldine e mettetele in una ciotola. Conditele con un pizzico di sale e con 3 cucchiaiate d’olio.
Unite abbondante maggiorana e basilico, spezzettati a mano, e uno spicchio d’aglio, tritato finemente. Versate su tutto la pasta fredda, mescolando bene. Un poco di olio, mescolato alla pasta raffreddata, evita che si attacchi.
Foto di halighhalie
Agita & Gusta; più InPausa di così…
23 Settembre 2009
Le insalate Agita & Gusta sono la ragion d’essere di InPausa, in un certo senso. Pensateci: un sito da leggere in pausa pranzo non richiede forse un pranzo portatile, leggero e buono, pratico da scartare e rapido da preparare? Oppure, al contrario: se si mangia in ufficio davanti al computer (e non pochi lo fanno, per necessità o per il piacere di essere soli nella stanza e finalmente rilassarsi senza colleghi o capi intorno), cosa c’è di meglio che un’insalata pronta in pochi secondi, nutriente e gustosa?
Agita & Gusta è anche la salvezza dei frettolosi e dei distratti: se ti sei dimenticato il pranzo a casa, vai un salto al supermercato sotto l’ufficio et voila, pronta l’insalata. Anche in versione “affamati”, con cereali (orzo o farro) che riempiono e nutrono senza appesantire. Per questo mese disciplinato, in cui ci si rimette in forma dopo gli eccessi dell’estate.
Leafblight: e cadono le foglie
23 Settembre 2009

Il lento spogliarsi degli alberi a fogliame deciduo inizia ora, con gli ultimi scampoli di sole. Presto vedremo le foglie alzarsi in mulinelli, nel vento che ci passa attraverso i vestiti e non è più piacevole, è umido e punge la pelle. Ci sarà la nebbia (dove c’è la nebbia) e freddo (dove la nebbia non c’è). Insomma, autunno, nel vero senso della parola.
Ed è per prepararci spiritualmente e anche un po’ spiritualmente alla contemplazione richiesta dall’autunno che vi proponiamo questo gioco di abilità, Leafblight. Un giochino in flash molto semplice e rilassante, il cui funzionamento è intuitivo: cliccare le foglie simili per farle sparire. Solo che in questo caso bisogna cliccare (e far sparire) molto velocemente le foglie malate, prima che gli alberi muoiano, infestati da un misterioso parassita. Rapidità e “occhio” sono essenziali, ma è utile anche fare il tour di istruzioni iniziale.
Mentre fuori le foglie cadono davvero.
La consolazione di… Gaia Giordani
22 Settembre 2009
Copywriter, creativa pubblicitaria, manager del Grazia blog e autrice di Sorelle d’Italia, Gaia Giordani non è una facile alle malinconie. Chi meglio di lei per consolarci della fine dell’estate? Ecco il suo antidoto definitivo alla sindrome da rientro.
Non mi spiego quelli che rientrano tristi dalle vacanze, disperati all’idea di tornare alle proprie abitudini. E non sto parlando dell’avversione alla scrivania o al calo di temperatura. Parlo dei comportamenti assurdi di chi non vuole arrendersi all’avvicendarsi delle stagioni.
Capisco quelli che preferivano stare in ferie. Li capisco, davvero. Sono così anch’io. Fino a un certo punto, però. Un esempio: smettere le infradito è una sofferenza resa tollerabile solo dalla prospettiva di poter finalmente indossare il meraviglioso paio di stivali scamosciati che ho mandato in letargo a febbraio e per tutta l’estate sono rimasti nella scarpiera in attesa di essere nuovamente indossati. Questo, secondo me, è sano. Portare il costume da bagno fino a Ognissanti, sotto i vestiti, al posto della biancheria intima, non lo è. E’ follia pura, ma esiste un antidoto contro la sindrome da rientro acuta, recidivante e cronica. Il più efficace, per me, è la contezza di ritrovare la mia vita intatta, così come l’ho lasciata prima di partire per chissà dove.
Vuoi mettere la gioia di tornare dietro la scrivania per godere appieno delle gratificazioni di un lavoro appagante, tuffarsi nell’entusiasmante quotidianità propria di un’esistenza piena, riabbracciare decine – ma cosa dico decine – migliaia di veri amici?
Vogliamo parlare dell’impareggiabile emozione di ricongiungersi agli affetti autentici, dai quali non ci siamo mai veramente allontanati, perché le moderne tecnologie che ci hanno consentito di subissarci reciprocamente di sms, mms, struggenti e-card con foto di tramonti sul mare spedite via mail, inviare e ricevere commenti agli scatti eseguiti con la fotocamera dell’iphone e postati su Flickr – operazione che è possibile svolgere con il solo impiego del pollice opponibile in totale relax, senza nemmeno fare la fatica di alzarsi, comprare una cartolina di carta, affrancarla, scriverci qualcosa a penna e imbucarla – elargire like su Friendfeed, poke su Facebook, reblog su Tumblr?
Orsù, rientriamo dalle ferie con il cuore contento e l’anima che trabocca di gioia, disposti a farci stordire con gli aneddoti delle vacanze altrui e impazienti di ricambiare con interminabili racconti delle nostre.
Non scherziamo. L’unica cosa che rende tollerabile la fine delle vacanze è che ricomincia X Factor.
Un po’ di Messico nel piatto
21 Settembre 2009

I fagioli rossi sono un alimento chiave nella dieta dei messicani. Il piatto che vi presentiamo questa settimana non vincerebbe nessuna gara di leggerezza, ma è squisito, saporitissimo, nutriente e molto consolatorio: i frijoles refritos, o “fagioli fritti”, che poi è un modo un po’ impreciso di presentare questa densa e speziatissima purea di legumi. E poi i fagioli fanno benissimo, lo dicono tutti i dietologi. La ricetta originale è qui.
Ingredienti
- 300 g di fagioli neri secchi,
- 100 g di pancetta in unica fetta,
- 2 spicchi d’aglio
- 1 ciuffo di prezzemolo
- 2 chiodi di garofano
- olio di semi di mais
- sale e pepe
Preparazione
Mettete a bagno in acqua fredda i fagioli per dieci-dodici ore, quindi lessateli per circa tre ore in acqua con gli spicchi d’aglio e una cipolla steccata con i chiodi di garofano, salandoli solo a fine cottura.
Fate rosolare in una larga padella con l’olio di mais la pancetta tagliata a cubetti e l’altra cipolla tritata, quindi aggiungete i fagioli lessati (dopo aver tolto cipolla e aglio) con due o tre mestoli del loro brodo. Dopo dieci minuti di cottura spegnete la fiamma e passateli al passaverdura (a fori grossi), poi rimetteteli nella padella, salate, pepate e fateli cuocere finché non otterrete una purea piuttosto compatta ma non secca (aggiungete, se necessario, il brodo di fagioli, e mescolate durante la cottura per evitare che la purea si attacchi sul fondo del recipiente). Da ultimo, unite il prezzemolo tritato.
Foto di adobemac
Che stress, la cancelleria!
21 Settembre 2009
Uno di quei momenti in cui non funziona niente.
Le Julienne: dai un taglio alle vecchie insalate
21 Settembre 2009
Chi dice che la forma dei cibi non influisce sul sapore deve poi spiegare perché allo scoglio si fanno gli spaghetti e non le penne: esempio banale e classico per indicare come il taglio e la consistenza dei cibi siano fondamentali all’esperienza del gusto, nonché quello che distingue un piatto da gourmet dalla cucina casalinga. Le insalate Julienne di Bonduelle sono mix gustosissimi di verdure tagliate a bastoncini sottili, “julienne”, appunto. Alle varietà Fantasia con zucchine (con cicoria pan di zucchero, zucchine, ravanelli e mais), Fili gustosi (con cicoria pan di zucchero, radicchio rosso, cicorino e porro) si è da poco aggiunta la la nuova Chicchi di sole, con mais, cicorino, radicchio e pan di zucchero. Tre modi di gustare insalate sempre fresche e appetitose, con un misto di fresco e amarognolo che stuzzica il palato. Alcune ricette si possono trovare qui.
Midomi: quel motivetto che fa zum zum zum…
17 Settembre 2009
Chi ha un negozio di dischi, ha lavorato in un negozio di dischi o lo ha anche solo frequentato – prima che il crollo del mercato discografico li sterminasse – almeno una volta ha visto la seguente scena: cliente che entra e si rivolge al commesso.
“Scusa, senti, volevo… volevo un disco.”
Il commesso (pensando: “Credevo volessi un etto di crudo, guarda”) “Sì, di chi?”
“Ah, non so, l’ho sentito alla radio. Vorrei il disco di quello che fa ‘tararì-tarararà’, hai capito quale?”
Il commesso a volte ci arriva (trattasi dell’ultimo mega-tormentone radiofonico, il cui ritornello fa proprio ‘tararì-tarararà’, né più né meno). Altre volte, più spesso, guarda il cliente con aria disperata.
“Il titolo o due parole non te li ricordi?”
“No, eh, se me li ricordassi me lo sarei scaricato.”
In soccorso dei clienti smemorati di tutto il mondo, e dei commessi disperati che li devono assistere, arriva Midomi. Il sito, dotato di un sistema di riconoscimento vocale piuttosto affidabile (basta canticchiare la melodia per una decina di secondi per ottenere il risultato desiderato: noi abbiamo provato con un paio di pezzi di Lady Gaga). In pratica, basta avere un po’ di orecchio ed essere passabilmente intonati per recuperare le informazioni su qualsiasi pezzo.
La cosa si presta a dei gran tornei da ufficio, ma se vi chiedono chi ve l’ha messo in testa: non ero io.