I buoni propositi per le vacanze: L’avvocatessa
La misteriosa delle misteriose (di lei si conosce solo il blog) ha condiviso con noi i suoi piani per le vacanze. Vaghi e poetici, come la sua presenza in rete.
Quale esperta in tattica dilatorie, “L’anno prossimo [ lo ] faccio” è per me un file sempre aperto, il cui campo variabile finisce per catturare tutte quelle attività che, pur interessandomi, non mi entusiamano abbastanza da convincermi a mollare tutto per dedicarmici.
Del resto, chi rinvia ogni cosa – perfino la più importante! – all’ultimo momento sa che il punto non sono le vacanze.
E nemmeno la fermezza della volontà.
La questione è individuare propositi con cui qualificare – in senso non solo etico o colto, ma anche puramente emotivo o edonistico – il proprio tempo da vivere (e non quello da perdere…)
Per queste ragioni, i miei vorrebbero essere non tanto buoni propositi per l’estate, ma propositi buoni per l’estate.
Esaurita la gamma degli obiettivi di repertorio (viaggiare, darmi ad una scatenatissima vita notturna, acchiappare, rosolarmi fino alla trasfigurazione, dimagrire, dare fondo alla mia biblioteca ammiccante ed ubriacarmi di cinema e concerti all’aperto), la sfida è intercettare – complici il sole, la seduzione del mare, il colore di certi cieli troppo schietti – qualche pensiero.
Anche uno solo.
Ma che sappia farmi volare.











