I buoni propositi per le vacanze: Catriona Potts
2 Luglio 2009 · Stampa
Inauguriamo questo spazio con Catriona Potts, misteriosa editor di misteriosa casa editrice e blogger. Quali saranno i suoi buoni propositi per l’estate?
Premessa (lunga ma necessaria).
Affacciatevi alla finestra. Vedete una donna – una sola – che non abbia la borsetta e un’altra borsa? È la silenziosa, strisciante Sindrome di Borsabis, che colpisce tutte noi. C’è chi ha la borsa plasticata di Harrods coi cagnolini (ne hanno tirate più copie del catalogo Ikea, fidatevi); c’è chi ha il ciancicato, tristissimo sacchetto del Marchio Prestigioso; c’è chi ha la tote bag del convegno (”Animalopatie nel lattante – Sottosummano 12-18 marzo 2009″ ovviamente scritto in Comic Sans); c’è chi ha l’ecologica con sopra l’albero umanizzato e contratto in un rictus… A differenza delle altre, però, la mia Borsabis porta scritto nel suo destino una sola missione: trasportare manoscritti, cioè carta. Molta. Sempre. C’è il cosiddetto Trasporto Salmanazar dei giorni feriali (3 chili ca.), il Balthazar dei fine settimana (5 chili ca.) e il Nabuchodonosor di qualsiasi periodo di assenza superiore ai 2 giorni (dai 6 chili in su). Tutti i giorni. Per tutto l’anno. Casa-ufficio, ufficio-casa, casa-ufficio…
Fine della premessa (lunga ma necessaria).
Con ciò, non dico che non andrò in ferie perché restia a riempire altre borse o valigie (per quanto…) e di trascinarmele appresso. Dico piuttosto che, quest’anno, voglio liberarmi della Sindrome di Borsabis almeno per il periodo delle vacanze. Fosse solo per non angosciarmi all’idea di non averci messo dentro gli unici 7-8 etti di carta davvero necessaria. Fosse solo per evitare di rovesciarne il contenuto sulla scrivania la sera e ri-rovesciarne dentro il contenuto la mattina. Fosse solo per avere un po’ di spazio in macchina, così da allungare le gambe. Fosse solo per essere l’unica donna che se ne va in giro con Borsauno e basta.
Si vede che ho avuto un anno impegnativo, eh?
Ma, soprattutto, non potevo semplicemente scrivere che, durante le vacanze, mi concederò anima e corpo alla pigrizia più estrema?
Ogni anno prevedo di essere seduta sotto un ombrellone, in una spiaggia affollata, con in grembo il super-mega-bestseller dell’estate. E, intorno a me, un sacco di gente lo sta leggendo, perché quello è il libro che tutti devono leggere.
Tutti tranne me, perché sono stata io ad averlo scoperto e pubblicato.
Eppure, giacché non faccio vacanze stanziali da quando avevo diciotto anni e ho sempre considerato gli ombrelloni piuttosto volgari (per tacer delle spiagge affollate), credo che pure quest’anno tutto ciò rimarrà sulla carta (sic).
Super-mega-bestseller dell’estate pubblicato da me incluso.
[...] non vado in ferie (non ancora). Ma, su istigazione di Giulia B. (Grazie, Giulia!), ne ho scritto qui, dunque oggi mi prendo un giorno di ferie dal secondo piano. Nota per i puristi: sì, [...]