A qualcuno piace (gotico al) caldo

Il dark, o Goth, non è fatto per i climi caldi. Essere dark a Oslo, in linea di principio, è molto più confortevole che esserlo a Barletta. Tutta quella pelle nera e quel lattice fanno sudare, causano irritazioni, ti impediscono di sederti (avete mai provato a sedervi mentre indossate pantaloni di pelle a trenta gradi di temperatura? No? E ti credo). E poi il calore scioglie il cerone, affloscia le capigliature e dona alla cute quel fastidioso rossore che mal si accorda con il pallor mortifero di chi è sulla terra solo come ombra del suo essere. O giù di lì.

Non si dica mai che i dark non hanno senso dell’umorismo. Goths in Hot Weather è una delle tante prove che gli amanti dell’oscurità hanno una grande capacità di ridere di se stessi. O un alto tasso di comicità involontaria, in alternativa. Le foto raccolte in questo blog ritraggono dark in situazioni meteorologiche a loro poco congeniali, con annesso effetto sudaticcio. Perché un cappottone di lana, per il dark, è per sempre.

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