Trekking culturale
Mi affligge il fatto di non riuscire a ritrovare il filmato di David Riondino che, in una puntata di Turisti per caso, faceva “trekking culturale”: vale a dire, camminava a passo sostenuto sulle spiagge di una località esotica, leggendo ad alta voce Moby Dick. Una trovata esilarante, ma anche ingegnosa nel contenuto: leggere i grandi classici della letteratura nei luoghi in cui sono stati composti o ambientati è un esperimento che consiglio a tutti, perché la salute del cervello e quella delle gambe non sono scollegate. E per fare prima, ecco cinque libri ambientati in altrettante città d’arte italiane, che potrete leggere camminando e declamandoli ad alta voce (ma occhio ai piccioni, ai turisti giapponesi e ai mimi che fanno la statua!)
Camera con vista - Il grande classico di E. M. Forster è un capolavoro della commedia leggera, ed è quasin interamente ambientato a Firenze, fra gli inglesi che ogni anno scendevano per assaggiare un po’ di calore mediterraneo. Da provare, l’ingresso in Piazza della Signoria sincronizzato con quello di Lucy Honeychurch, e la gita a Calenzano con bacio in mezzo ai fiori.
Quel pasticciaccio brutto de via Merulana - Una Roma che esiste ancora, soprattutto quando il caldo la ammorbidisce, rendendola lenta e torbida. Via Merulana è ancora lì: percorretela leggendo le pagine che descrivono l’arrivo del commissario Ingravallo. Roma, ovviamente, si presta a una serie infinita di esperimenti dello stesso tipo (ad esempio con La Storia di Elsa Morante, o La Romana di Alberto Moravia).
La pelle - Il capolavoro di Curzio Malaparte descrive una città, Napoli, devastata dalla guerra e dalla povertà, in cui gli abitanti non esitano a vendersi anche i figli per poter sopravvivere. Si può fare anche con il pù recente Per grazia ricevuta, di Valeria Parrella.
Il bell’Antonio - Questa storia di virilità, onore, impotenza e sessualità repressa scritta da Vitaliano Brancati è ambientata nella Catania fascista del 1929. Da leggere ai piedi della Fontana dell’Elefante.
La vita agra - Milano non è proprio una città d’arte, ma è una città che vale la pena di visitare per il suo valore simbolico. Percorretela leggendo il libro di Luciano Bianciardi, e meravigliatevi per la sua continuata aderenza al nostro presente.
Foto di Gaspa











