La pausa dei blogger: Ingrid
29 Maggio 2009
Questo mese, facciamo pausa pranzo in compagnia di Ingrid, del suo computer, e dei suoi appunti.
Trekking culturale
28 Maggio 2009
Mi affligge il fatto di non riuscire a ritrovare il filmato di David Riondino che, in una puntata di Turisti per caso, faceva “trekking culturale”: vale a dire, camminava a passo sostenuto sulle spiagge di una località esotica, leggendo ad alta voce Moby Dick. Una trovata esilarante, ma anche ingegnosa nel contenuto: leggere i grandi classici della letteratura nei luoghi in cui sono stati composti o ambientati è un esperimento che consiglio a tutti, perché la salute del cervello e quella delle gambe non sono scollegate. E per fare prima, ecco cinque libri ambientati in altrettante città d’arte italiane, che potrete leggere camminando e declamandoli ad alta voce (ma occhio ai piccioni, ai turisti giapponesi e ai mimi che fanno la statua!)
Camera con vista - Il grande classico di E. M. Forster è un capolavoro della commedia leggera, ed è quasin interamente ambientato a Firenze, fra gli inglesi che ogni anno scendevano per assaggiare un po’ di calore mediterraneo. Da provare, l’ingresso in Piazza della Signoria sincronizzato con quello di Lucy Honeychurch, e la gita a Calenzano con bacio in mezzo ai fiori.
Quel pasticciaccio brutto de via Merulana - Una Roma che esiste ancora, soprattutto quando il caldo la ammorbidisce, rendendola lenta e torbida. Via Merulana è ancora lì: percorretela leggendo le pagine che descrivono l’arrivo del commissario Ingravallo. Roma, ovviamente, si presta a una serie infinita di esperimenti dello stesso tipo (ad esempio con La Storia di Elsa Morante, o La Romana di Alberto Moravia).
La pelle - Il capolavoro di Curzio Malaparte descrive una città, Napoli, devastata dalla guerra e dalla povertà, in cui gli abitanti non esitano a vendersi anche i figli per poter sopravvivere. Si può fare anche con il pù recente Per grazia ricevuta, di Valeria Parrella.
Il bell’Antonio - Questa storia di virilità, onore, impotenza e sessualità repressa scritta da Vitaliano Brancati è ambientata nella Catania fascista del 1929. Da leggere ai piedi della Fontana dell’Elefante.
La vita agra - Milano non è proprio una città d’arte, ma è una città che vale la pena di visitare per il suo valore simbolico. Percorretela leggendo il libro di Luciano Bianciardi, e meravigliatevi per la sua continuata aderenza al nostro presente.
Foto di Gaspa
Vuoi essere mio amico?
27 Maggio 2009
C’è questa idea diffusa che tra specie diverse raramente si vada d’accordo: cani e gatti sono tradizionalmente nemici, così come gatti e uccellini, topi e serpenti, tigri e cuccioli di altri mammiferi, e via dicendo. Fino a qualche anno fa, però, il cane dei miei genitori aveva un gatto. Non i miei, il cane aveva un gatto: un gatto grassottello con cui il cane divideva la pappa e la cuccia. Una specie di Pacs del regno animale, del tutto spontaneo. Poi il gatto è sparito, e ora il cane ha un nuovo convivente nel gatto di mia sorella.
Let’s be friends prende quel concetto e lo porta alle estreme conseguenze, pubblicando solo foto di animali che abbracciano, coccolano, strizzano, curano e perfino allattano altri animali, spesso di specie molto distanti dalla loro. La tagline del sito svela il motivo della sua esistenza: “If they can do it, so can we“, se loro possono farlo, possiamo farlo anche noi. Ed è così che un banale sito dedicato alla raccolta di foto tenerone per commuovere le signorine di ogni età diventa un avamposto della tolleranza antirazzista.
Più o meno.
Io ti battezzo…
26 Maggio 2009
Avviare una nuova impresa è di per sé un’impresa: serve un’idea, servono capitali, serve entusiasmo, serve fortuna, serve anche un pizzico di incoscienza. In Italia, le piccole e medie imprese (collettivamente note come PMI) sono la spina dorsale dell’economia nazionale, nonché il terreno da cui sono spuntati quasi tutti i grossi fenomeni del cosiddetto made in Italy. Per capirci, anche Dolce e Gabbana, prima di diventare Dolce & Gabbana, vendevano i vestiti dal retro della macchina.
Una delle parti più difficili della creazione di un’azienda è il battesimo. Ci vuole un nome d’impatto, che rifletta il business, crei il brand, rimanga impresso ad investitori e potenziali clienti, e infine possa diventare iconico. Sul nome di un’azienda crollano anche i creativi più determinati e visionari: il sonno della ragione genera nomi-mostro che sono capolavori di nonsense.
Se avete un’azienda da battezzare, volete essere competitivi anche sul mercato estero e credete nella serendipità delle macchine, provate questo generatore random di nomi per aziende. Nato come presa in giro degli sforzi creativi più balordi, può tornarvi utile: per esempio, se io oggi dovessi fondare un’azienda che produca videogiochi, potrei fare di peggio che chiamarla Scarlet Moose Interactive. A voi, cosa esce?
Il lemure ama i grattini
25 Maggio 2009
Il muso. Cioè: la faccia. Perché questo muso sembra proprio una faccia, poco da fare.
Il film della tua vita
25 Maggio 2009
Se la mia vita fosse Ghostbusters, sarei al punto in cui Sigourney Weaver torna a casa e cerca le chiavi nella borsa. Se fosse Guerre Stellari, Leia sarebbe prigioniera di Darth Vader. Ne Il grande Lebowski, il Drugo sarebbe nella vasca. Ne Il Mago di Oz, staremmo seguendo la strada di mattoni gialli nel bosco.
Un po’ meno della metà, insomma, data una vita media di 77,6 anni che spero francamente di superare. Il punto in cui, di solito, i film diventano noiosi e il regista piazza le scene di raccordo fra un nodo narrativo e l’altro. Quando tutto sta per accadere e ancora non si precipita verso il finale.
L’idea di vita-come-film non è nuova, ma Where Are You in the Movie? è divertente. Come riflessione (”Guarda qua, e io che mi preoccupavo che il meglio fosse già passato”) ma anche come giochino da fare con gli amici. Se il film è particolarmente caro al nostro cuore, può diventare un rito con ogni compleanno. Giusto per non farsi mancare niente, meno che mai un filino di angoscia.
Asparago, che delizia
25 Maggio 2009
E’ iniziata il 15 maggio e dura fino al 7 giugno Asparago di Verona, la manifestazione dedicata a questo vegetale dall’aspetto così antico, quasi preistorico, che si coglie quando è ancora germoglio e ha un sapore così distinto e unico. L’asparago coltivato in terra veronese, quello bianco, è particolarmente profumato e delicato, e può essere preparato in molti modi.
La manifestazione si tiene nei Comuni di Rivoli, Pastrengo, Cavaion, Oppiano, Arcole, Angari e Torri del Benaco, tutti in provincia di Verona. Un ottimo modo per inaugurare la stagione delle sagre!
Foto di FotoosVanRobin
Panzanella: quante varianti!
25 Maggio 2009
La panzanella è una ricetta povera, poverissima. Nella sua incarnazione originaria, è pane avanzato con verdure dell’orto, olio, sale e aceto, il minimo: nutre, riempie, dà energia, e si fa quando è finito tutto il resto. Da quando la cultura contadina ne ha consegnato la ricetta alla cucina nazionale, le varianti di questo piatto si sono moltiplicate in maniera esponenziale, in base alla fantasia e al gusto individuale.
Io, per esempio, la faccio con pomodori a pezzi, capperi, olive, tonno, cipolla tagliata fine, olio e sale, e uso il pane scuro di Lariano (che ha pochissimo amido e si sbriciola divinamente). La ricetta che vi proponiamo è una versione “di lusso” della panzanella tradizionale, perché prevede l’uso di un’intera pagnotta di Altamura fresca, o semi-fresca.
Ingredienti
- 500 g di pane di Altamura
- uova sode
- 4 pomodori maturi
- 2 peperoni
- 2 cipollotti
- 170 g di tonno sott’olio
- 4 rametti di basilico
- 4 cucchiai di olio d’oliva
- 3 cucchiai di aceto di vino bianco
- sale e pepe
Preparazione
Tagliate la calotta del pane e mettetela da parte.
Prelevate la mollica, spezzettatela grossolanamente e tostatela per qualche minuto nel forno caldo.
Sgocciolate il tonno con l’aiuto di un colino.
Lavate le verdure, tagliate a fettine i cipollotti e a dadini i pomodori e i peperoni.
Riuniteli in una ciotola con la mollica, il tonno, le uova a spicchi e il basilico sminuzzato.
Emulsionate l’olio con l’aceto, sale, pepe e condite la panzanella.
Trasferite la panzanella nella pagnotta svuotata e coprite con la calotta tenuta da parte, e servite in tavola.
Foto di walimai73
Brunch: tante piccole bontà
22 Maggio 2009
Il brunch non è proprio un’abitudine sanissima, va detto. Chi combina colazione e pranzo, di fatto, salta un pasto: può andar bene le rare volte che ci si sveglia troppo tardi per caffè e cornetto e troppo presto per i bucatini all’amatriciana, ma farne un’abitudine è poco sano. Tuttavia, come coccola dei giorni di festa, il brunch è l’ideale. La tradizione gastronomica popolare romana ha consacrato un giorno dell’anno al brunch, vale a dire la mattina di Pasqua, quando, in onore della resurrezione, si consumano generi disparati come salame, cioccolato caldo, pizza cresciuta (un dolce tipico del centro Italia) ed altre e varie grassissime leccornie. Negli States, il brunch è invece un’abitudine di tutto l’anno: molti ristoranti ne organizzano di sontuosi, a buffet, con ogni sorta di ben di Dio disponibile fino alla sazietà.
Il brunch, però non deve essere necessariamente malsano. I viziosi e chi non si preoccupa del colesterolo opteranno per pancakes, succo d’arancia, affettati vari, toast e frutta. Ma ci sono mille varianti: c’è il brunch con tanta verdura e piatti light, e c’è quello esotico con piatti prelevati dalla cucina etnica. La costante sono le porzioni (sempre piccole), la varietà (ci sono più pietanze fra cui scegliere) e la presenza di alimenti freschi, come frutta e verdura.
Qui trovate una serie di menu per il brunch assolutamente da leccarsi i baffi. Provateli tutti!
Foto di Annie Mole
Videogiochi old school
21 Maggio 2009
Eccoci qua, con l’immancabile angolino del “Perditempo” da pausa (perché noi perdiamo tempo solo in pausa pranzo, si capisce, anzi, lasciate questo post aperto durante la pausa delle 13.00, così il capo si tranquillizza). Questa settimana, siamo old school. Anzi, lo sono i giochi che vi proponiamo, veri e propri reperti dell’era delle sale giochi con il gettone o (successivamente) le cinquecento lire. Tutti rigorosamente da giocare online, senza installare nulla: si va da Donkey Kong ad Arkanoid, passando per Dragon’s Lair (un bellissimo videogioco anni ‘80 animato da Don Bluth), Legend of Zelda, il superclassico evergreen Mario Brothers, e l’immancabile Pac-Man.
La lista completa è qui. Divertitevi!