Blogger da pausa: Fran
Continua la nostra serie di interviste ai blogger da pausa. Questa volta è il turno di Fran, o Franfiorini, insomma l’autrice di Uccidi un grissino: salverai un tonno… Un blog che è solo la punta dell’iceberg delle sue attività. Ce le siamo fatte raccontare con molte parole.
Hai dieci parole per autopresentarti. Sono tantissime. Ma considerata la quantità di cose che fai, sono pochissime.
Alta e testarda come una tedesca, fianchi e temperamento come i latini. Sono meno di dieci, ma di meglio non saperei fare, fosse per me mi definirei come “una che respira”.
Mettimi le tue attività preferite in ordine di gradevolezza.
Dormire, mangiare, ascoltare musica, polleggiare sul web, andare alle terme, leggere e studiare, pedalare o fare fitness. Ma l’ordine cambia di periodo in periodo, eh. Riesco a stare alcuni giorni senza ascoltare
musica per poi attaccarmi a un cd in loop per 15 ore.
Facciamo un attimo mente locale: studi medicina. Lavori. Gestisci Radionation. Tieni un blog che ha vinto il premio come Rivelazione dell’anno ai Macchianera Awards del 2008 (nonostante l’età del blog, riesce ancora a rivelarsi!) Vai in palestra. Sei attivissima sui social network. La tua giornata è di 48 ore?
Pensa, il 22 aprile saranno 5 anni di blog e a 4 e mezzo è riuscito a rivelarsi. Tra dieci anni, forse… ma no, guarda, è che faccio sempre due o tre cose assieme da quando ero piccola. Però posso assicurarti che è genetico: anche mia nonna materna, mia mamma e mio padre non stanno mai fermi e fanno molte cose assieme. Ora per esempio sto guardando la TV e il mio cervello si sta sforzando tipo Homer di pensare qualcosa di intelligente, però non credo che il risultato sia ottimale.
In palestra ci vado da tre mesi per rimettermi in forma dopo una malattia di 4 anni, e ringrazio tantissimo il mio allenatore: ‘na fatica che non ti immagini, ma mi dà la carica, poi quando torno a casa studio, dico due scemenze in giro, mangio davanti al portatile, tengo dei contatti umani. Mi sembra di aver forzatamente buttato via del tempo stando male, credo che la molla sia quella; e ora mi sembra come se, stando leggermente meglio, volessi recuperare più tempo possibile. E vado in palestra affinché il fisico regga, anche se le mattine dopo aver fatto pilates o gravity ti giuro che è complesso sia alzarsi dal letto che sedersi sulla tazza.
Non paga di tutto questo, hai anche messo su un Camp, vale a dire uno di quei raduni per gente che frequenta la rete in cui si parla di un tema specifico, e tutti i partecipanti sono invitati a dare il proprio contributo. Un Camp sul lavoro, il WorkCamp. Come ti è venuto in mente?
La mia amica Elisa ed io andavamo a sentire i concerti all’Auditorium Paganini a Parma, e guardando il centro congressi dicevamo “Eh, certo che un barcamp qui ci starebbe da Dio”. L’idea del lavoro è nata
da un’esigenza comune di incrociare le idee lavorative e il web. La molla è stata l’attuale crisi economica e vedere che molti contatti sui social network stavano avendo numerose difficoltà. E il barcamp ha
portato un lavoro, ad esempio, a uno dei miei collaboratori.
Dato tutto quanto sopra, fa ridere farti questa domanda: ma tu, come ti riposi? Qual è il tuo concetto di pausa?
Io sono una che in ferie si riposa se corre. Non che vada a fare trekking, ma la mia vacanza-tipo è in una capitale europea a girare per musei (e caffè, e pasticcerie). Per me una settimana sotto Natale a Budapest, girata tutta a piedi con frequenti soste tra i caffè e alle terme, è stata un toccasana.
Come vivi la tua pausa pranzo? Sei una di quelle che ingollano la prima cosa che capita, una di quelle meditative, una golosa… dimmi tu.
Mangio, e si nota dalla corporatura che già non è esile di base. Purtroppo e per fortuna sono una bongustaia, e l’essere toscana a tavola mi è rimasto tantissimo, specie quando mi mancano alcune specialità delle mie zone. Fortunatamente, come se fossi al confino, mamma e nonna mi mandano i generi di conforto spesso. E per me sono come coccole.
Sono una che adatta il cibo all’umore e alle occasioni. Anche se non faccio la dieta, di norma mangio un piatto di pasta condita e uno/due caffè a pranzo e secondo e abbondante contorno a cena. I problemi di salute che ho avuto mi costringono a rinunciare ad alcune cose, ma se fosse per me vivrei di pasta,
prosciutto e birra. I dolci riesco a controllarli abbastanza, ma è sul salato che sono golosissima.
Ah, sì, e quando sono in compagnia si lamentano che mangio troppo lentamente. E’ che in realtà mi piace parlare e fare conversazione, il cibo fa da piacevole contorno.
Ci consigli un blogger “da pausa”?
Segnalarne solo uno è difficile, ma dirò la mia amica Daniela_elle. Anche lei, nonostante la sfiga di essere in cassa integrazione adesso, è un ciclone. La adoro, e seguire il suo blog è un modo per avere tanti
spunti e tante informazioni.











