Vestiti: butto o tengo?
In anni meno prosperi e consumistici, i vestiti si facevano rivoltare. Quando la stoffa di un cappotto era lisa, lo si faceva scucire dalla sarta e ricucire nell’altro verso. Anche gli abiti da ballo delle signorine meno abbienti venivano rigirati all’occorrenza: erano poche quelle che ad ogni cambio di stagione potevano acquistare nuovi capi. I vestiti erano pochi, nessuno aveva l’armadio pieno fino a scoppiare, e non c’erano grandi magazzini dove acquistare capi a poco prezzo da utilizzare per poco tempo.
Tutto questo per dire che siamo quasi arrivate al cambio degli armadi (c’è chi l’ha già fatto, dimostrando grande ottimismo), e anche quest’anno ci ritroveremo con un fondo di vestiti che non ci decidiamo a buttare, ma che così non possono proprio essere indossati. Al netto della soluzione radicale “Do tutto alle associazioni di beneficenza”, ecco alcune dritte per uscire dal guado:
1. Scova una buona sarta, e usala.
Le sarte sanno se un abito è o meno recuperabile, accorciabile, allungabile, ri-decorabile, abbinabile con qualcos’altro, oppure è proprio senza speranza. Le probabilità che un capo sia recuperabile sono più alte se è nero, non eccessivamente decorato, lungo, non sdrucito, e non sei ingrassata dieci chili dall’ultima volta che te lo sei messo.
2. Sperimenta con il fai-da-te
Se un abitino ti sembra ormai troppo noioso per essere indossato, prova ad applicarci delle rosette di tessuto: quest’anno vanno tantissimo. Se non ti piacciono, scuci tutto e deciditi una buona volta a darlo via, questo vestito che non ti metti più.
3. Swap party!
Se il problema non è che hai troppi vestiti, ma che ti sei stancata di quelli che hai (pur in buone condizioni), organizza un ritrovo con le amiche in cui vi scambiate i vestiti. Le regole per metterne su uno di successo le spiega Blimunda.
4. Aggiusta l’aggiustabile, butta il buttabile
Il buco nel golfino di cotone si può rammendare in modo invisibile? La gonna messa due volte può essere rinnovata con qualche decorazione? Se le riparazioni o i rinnovamenti costano meno di un capo nuovo, e servono a recuperare qualcosa che ti piace ancora, ricorrere alla sarta (o a una mamma/nonna che ti spieghi come fare da sola: sono abilità che svelano il loro valore nel tempo) è una buona idea. Altrimenti, butta. Tutto quello che è troppo rovinato o indecoroso non ha più diritto di cittadinanza, nemmeno nel sacco per la Caritas, anzi, soprattutto nel sacco della Caritas.
5. La prossima volta, compra furbo
Conviene di più spendere una buona cifra per un abitino classico di taglio neutro che per un abito insolito del colore di moda in quel preciso momento lì, con decorazioni che saranno passé entro pochi mesi, e che resterà a vegetare nel tuo armadio per anni. Una strategia perdente, a meno che tu non stia investendo in un guardaroba vintage per figlie o nipoti.
Foto di tomeppy












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Guarda cosa dicono gli altri...[...] Buttare i vestiti mai usati tutta l’estate. Perché aspettare il cambio degli armadi? Fatelo [...]
[...] ci sarà il momento “e con questo cosa ci faccio?”: armatevi di fantasia e decidete del futuro dei vostri capi. Potete dedicarvi alla beneficenza o ai divertenti swap [...]
[...] – Approfittate del cambio di stagione che sta per arrivare per un bel repulisti del vostro armadio, respirerà molto meglio anche lui e avrete molto più spazio per i vestiti che vi piacciono [...]
[...] può essere un’occasione per riciclare, riutilizzare e donare oggetti che non usiamo più. I vestiti smessi fanno sempre comodo a qualcuno, ma la maggior parte degli oggetti può essere smaltita in modo da [...]
[...] a dire conferenze in cui chiunque può iscriversi come relatore) ed eventi collaterali, fra cui lo Swap Party, per cui portate le vostre cose da [...]