Keep me out: contro la dipendenza da web
Alle bambine che si mangiavano le unghie, si metteva lo smalto al peperoncino, oppure quello amaro amaro che a mangiarselo faceva schifo. Le più tenaci scrostavano meticolosamente la vernice dall’unghia e se la mangiavano, altre si intossicavano, altre ancora perdevano il vizio con l’età, la disciplina e la crescita dell’autostima. Con la dipendenza da web, la faccenda è più complessa: a meno che l’azienda non blocchi specifici siti, la rete fornisce una quantità infinita di distrazioni.
Limitare la propria dipendenza in maniera autonoma, ora, si può. Basta usare KeepMeOut, che unito a un pochino di buona volontà aiuta a non eccedere con i refresh. Funziona così: si inserisce il link a un sito di cui si vuole limitare l’utilizzo (il default, neanche a dirlo, è Facebook), si crea un piccolo bookmark che si utilizza per accedere al sito. Il bookmark tiene conto della frequenza delle visite, e può essere settato per impedire di accedere al sito incriminato per periodi di tempo variabili a piacimento.
E’ proprio come lo smalto amaro: i modi per aggirare l’ostacolo ci sono. La volontà è tutto.











