Autodifesa: a cosa serve?
31 Marzo 2009
L’idea (sbagliata) è che l’autodifesa sia quella cosa che ti fa affrontare i cattivi a mani nude come Laurie e Dan nel vicolo in Watchmen. Sbagliato! L’autodifesa è prima di tutto la capacità di evitare il conflitto, e richiede una preparazione innanzitutto psicologica. Al di là dell’allarmismo mediatico sulla sicurezza (statisticamente, i crimini violenti sono sempre lo stesso numero: insomma, non siamo più o meno sicure di prima), essere preparate a reagire appropriatamente in situazioni di pericolo è molto importante.
L’autodifesa non si improvvisa. Per impararla bisogna rivolgersi a un bravo istruttore, preferibilmente non un fanatico dello scontro fisico e delle arti marziali, di quelli per i quali ogni “Hai detto a me?” è un’occasione per infrangere nasi e sconchicchiare ginocchia. Alcune palestre insegnano il Krav Maga, una tecnica di lotta nata negli ambienti dell’esercito israeliano: ma si tratta comunque di una tecnica di offesa.
Il buon istruttore di autodifesa insegna innanzitutto a non avere bisogno della forza, a minimizzare il pericolo o prendere tempo per scappare. In secondo luogo, l’istruttore insegna a neutralizzare l’aggressore, sempre per il tempo necessario a sfuggirgli. Non si tratta di tecniche di offesa: per capirci, un buon corso di autodifesa insegna a cavarsela senza un graffio, non a cavare un occhio all’aggressore urlando “Kyaiiiiiiiiiiiiiiii!” Insomma, meno Kill Bill che Cocco Bill.
Riassumendo: un corso di autodifesa può essere una buona idea per tutte. L’importante è non credere di essere improvvisamente diventate Wonder Woman.
Foto di adamjackson1984
Garuda, il dio piumato
30 Marzo 2009
Gli dei della religione indù sono fra i più variopinti della storia. Garuda, in particolare, è una divinità piumata dalle grandi ali colorate. E’ lui il protagonista di questo brevissimo e delizioso filmato d’animazione francese.
Verona caput foodies
30 Marzo 2009
Questa settimana, due eventi due a Verona: si tratta di Vinitaly, salone internazionale del vino e dei distillati, e di Agrifood Club, rassegna dell’agroalimentare di qualità. I due eventi coincidono non solo per le date (dal 2 al 6 aprile), ma anche per la location, vale a dire la Fiera di Verona. Dove, scopriamo, si tiene anche il SOL, salone dell’olio d’oliva extravergine di qualità. Sempre dal 2 al 6 aprile. Una vacanzina enogastronomica è caldamente raccomandata.
Foto di Tomato Geezer
Polpette di melanzane
30 Marzo 2009
Ci sono ricette antiche, che richiamano subito la cucina della nonna. Le polpette fritte sono una di queste. La mia nonna le faceva di carne, e solo in tempi recenti ho scoperto l’esistenza della polpetta fritta di verdura, un capolavoro di fragranza e bontà che meriterebbe maggiore diffusione. Diamo il nostro piccolo contributo segnalandovi questa ricetta delle polpette di melanzane, una vera e propria squisitezza tutta mediterranea.
Ingredienti
- 600 g di melanzane
- 1 uovo
- 2 spicchi d’aglio
- pangrattato
- 60 g di pecorino grattugiato
- 300 g di passata di pomodoro
- 1 grossa manciata di foglie basilico
- 1 dl d’olio d’oliva
- 3 cucchiai d’olio extra vergine
- sale e pepe.
Preparazione
Sbollentate in acqua salata per 5 minuti le melanzane spellate, fatele raffreddare e tritatele.
Aggiungete 1 uovo e 1 spicchio di aglio tritato, 3 cucchiai di pangrattato, il pecorino grattugiato e un pizzico di sale e pepe.
Mescolate bene l’impasto e formate tante palline rotonde, grosse come una noce.
Passatele nel pan grattato, friggetele in 1 dl di olio di oliva e tenetele al caldo.
Scaldate 3 cucchiai di olio extra vergine con 1 spicchio di aglio, unite 300 g di passata di pomodoro, 1 pizzico di sale e pepe e le foglie di basilico.
Fate cuocere finché la salsa sarà piuttosto densa.
Servite le polpettine su un piatto di portata coperte dalla salsa calda.
(Volendo, è possibile inserire un piccolo dado di mozzarella all’interno della polpetta.)
Foto di brew ha ha
Vestiti: butto o tengo?
30 Marzo 2009
In anni meno prosperi e consumistici, i vestiti si facevano rivoltare. Quando la stoffa di un cappotto era lisa, lo si faceva scucire dalla sarta e ricucire nell’altro verso. Anche gli abiti da ballo delle signorine meno abbienti venivano rigirati all’occorrenza: erano poche quelle che ad ogni cambio di stagione potevano acquistare nuovi capi. I vestiti erano pochi, nessuno aveva l’armadio pieno fino a scoppiare, e non c’erano grandi magazzini dove acquistare capi a poco prezzo da utilizzare per poco tempo.
Tutto questo per dire che siamo quasi arrivate al cambio degli armadi (c’è chi l’ha già fatto, dimostrando grande ottimismo), e anche quest’anno ci ritroveremo con un fondo di vestiti che non ci decidiamo a buttare, ma che così non possono proprio essere indossati. Al netto della soluzione radicale “Do tutto alle associazioni di beneficenza”, ecco alcune dritte per uscire dal guado:
1. Scova una buona sarta, e usala.
Le sarte sanno se un abito è o meno recuperabile, accorciabile, allungabile, ri-decorabile, abbinabile con qualcos’altro, oppure è proprio senza speranza. Le probabilità che un capo sia recuperabile sono più alte se è nero, non eccessivamente decorato, lungo, non sdrucito, e non sei ingrassata dieci chili dall’ultima volta che te lo sei messo.
2. Sperimenta con il fai-da-te
Se un abitino ti sembra ormai troppo noioso per essere indossato, prova ad applicarci delle rosette di tessuto: quest’anno vanno tantissimo. Se non ti piacciono, scuci tutto e deciditi una buona volta a darlo via, questo vestito che non ti metti più.
3. Swap party!
Se il problema non è che hai troppi vestiti, ma che ti sei stancata di quelli che hai (pur in buone condizioni), organizza un ritrovo con le amiche in cui vi scambiate i vestiti. Le regole per metterne su uno di successo le spiega Blimunda.
4. Aggiusta l’aggiustabile, butta il buttabile
Il buco nel golfino di cotone si può rammendare in modo invisibile? La gonna messa due volte può essere rinnovata con qualche decorazione? Se le riparazioni o i rinnovamenti costano meno di un capo nuovo, e servono a recuperare qualcosa che ti piace ancora, ricorrere alla sarta (o a una mamma/nonna che ti spieghi come fare da sola: sono abilità che svelano il loro valore nel tempo) è una buona idea. Altrimenti, butta. Tutto quello che è troppo rovinato o indecoroso non ha più diritto di cittadinanza, nemmeno nel sacco per la Caritas, anzi, soprattutto nel sacco della Caritas.
5. La prossima volta, compra furbo
Conviene di più spendere una buona cifra per un abitino classico di taglio neutro che per un abito insolito del colore di moda in quel preciso momento lì, con decorazioni che saranno passé entro pochi mesi, e che resterà a vegetare nel tuo armadio per anni. Una strategia perdente, a meno che tu non stia investendo in un guardaroba vintage per figlie o nipoti.
Foto di tomeppy
Brutti anatroccoli
27 Marzo 2009
Vi è mai capitato di incontrare a distanza di vent’anni un compagno di classe che ricordavate bruttino e goffo, e di ritrovarlo notevolmente imbellito? O al contrario, di incrociare quella che a scuola aveva tutti ai suoi piedi, e scoprire con stupore (e non poco segreto godimento) che ha avuto un tracollo fisico?
Blame it on the voices ha raccolto una serie di foto di celebrità quando non erano famose, in buona parte raccolte, a quanto sembra, dai famigerati annuari scolastici. E’ così che possiamo fare la conoscenza di un Richard Gere in versione “capelli di plastica”, una Milla Jovovich che sembra prelevata direttamente da Big Love, e una Pamela Anderson che, non so a voi, ma a me ricorda nettamente Jessica Biel. Per non parlare dei nasi rifatti e delle capigliature decolorate. Un premio speciale va alle celebrità che sono state adolescenti negli anni ‘80: le riconoscerete subito, senza problemi, dal volume della cofana.
Il bagnetto agli ultrasuoni
26 Marzo 2009
I giapponesi hanno sempre avuto un’idea al minuto. Alcune geniali, altre francamente un po’ balorde, ma in retrospettiva divertenti: come ad esempio la macchina per il bagno a ultrasuoni, una specie di lavastoviglie per il corpo in cui ci si immerge, e guarda mamma! Senza mani!
Un’idea del passato? Sì, ma aggiornata al futuro: la lavapersone automatica è stata riproposta di recente. Dovrebbe servire ad aiutare gli anziani: in un paese dove la pulizia del corpo e il bagno sono riti quotidiani, l’uso della macchina dovrebbe aiutare le persone che vivono in casa di riposo a lavarsi senza compiere movimenti faticosi o difficoltosi.
Insomma, senza ulteriori indugi, guardiamoci la macchina in azione.
Ginnastica alla svizzera
25 Marzo 2009
Degli svizzeri, a torto o a ragione, abbiamo sempre avuto un’immagine mentale improntata al salutismo e al vigore. Colpa sicuramente di Heidi e del suo stile di vita a base di formaggio di capra, notti sul fieno e giorni scalza nei prati, roba da stroncare chiunque fra colesterolo e umidità, ma non una robusta bimba svizzera.
Per questo ci sentiamo di raccomandare gli esercizi all’aperto di Zurich percorsovita, un grande fitness club svizzero (sponsorizzato dall’omonimo gruppo assicurativo) che promuove l’attività fisica come viatico alla salute e alla forma perfetta. Gli esercizi sono semplici, chiunque può farli, e questo è il momento migliore per iniziare, come non ci stancheremo mai di ripetere almeno finché non comincerà a fare caldissimo.
Foto di allspice1
Keep me out: contro la dipendenza da web
24 Marzo 2009
Alle bambine che si mangiavano le unghie, si metteva lo smalto al peperoncino, oppure quello amaro amaro che a mangiarselo faceva schifo. Le più tenaci scrostavano meticolosamente la vernice dall’unghia e se la mangiavano, altre si intossicavano, altre ancora perdevano il vizio con l’età, la disciplina e la crescita dell’autostima. Con la dipendenza da web, la faccenda è più complessa: a meno che l’azienda non blocchi specifici siti, la rete fornisce una quantità infinita di distrazioni.
Limitare la propria dipendenza in maniera autonoma, ora, si può. Basta usare KeepMeOut, che unito a un pochino di buona volontà aiuta a non eccedere con i refresh. Funziona così: si inserisce il link a un sito di cui si vuole limitare l’utilizzo (il default, neanche a dirlo, è Facebook), si crea un piccolo bookmark che si utilizza per accedere al sito. Il bookmark tiene conto della frequenza delle visite, e può essere settato per impedire di accedere al sito incriminato per periodi di tempo variabili a piacimento.
E’ proprio come lo smalto amaro: i modi per aggirare l’ostacolo ci sono. La volontà è tutto.
Primavera in fiore
23 Marzo 2009
Impossibile resistere. Questo video di fiori che sbocciano vi farà venire istantaneamente voglia di sandali, vestiti leggeri e corse sotto il sole. A me, almeno, l’ha fatta venire.