Tipi da palestra #2: le truccatissime

Arrivano nello spogliatoio pitturate come Joan Collins, con gli occhi cerchiati di eyeliner e matita, fondotinta, rossetto. Si cambiano, indossando top scollati, leggings aderentissimi, e si fermano davanti allo specchio. Sciolgono le chiome sulle spalle, appuntandole quanto basta ad evitare che ciocche ribelli scivolino negli occhi. Si danno una ripassata al mascara. E poi vanno in sala attrezzi.

Sono le Truccatissime. Una palestra che ne sia sprovvista può dire di non assolvere al suo compito di base, ovvero quello di fornire un terreno di corteggiamento per uomini e donne. La Truccatissima non va in palestra per mantenersi in forma: un allenamento serio la farebbe sudare, sciogliendo il mascherone. La Truccatissima, pertanto, passa da una macchina per gli esercizi all’altra, scegliendo quelle che le permettono di compiere movimenti senza eccessivo sforzo, e nel frattempo guardarsi intorno per verificare la presenza di uomini pasturabili.

La Truccatissima si muove in gruppo: essa si accompagna sempre almeno a un’altra Truccatissima, a prescindere dall’età. Due o più Truccatissime sotto i diciotto anni in una sala attrezzi media, tra risatine, gridolini, richiami, spintoni e molestie all’istruttore di turno, sono in grado di causare un inquinamento acustico valutato in gravità al di sopra del traffico di Calcutta all’ora di punta.

A volte capita che alla sala si affacci una Truccatissima intorno ai trent’anni, slanciata e bellissima e dall’aria esotica, che si impegna in una serie lunghissima di esercizi estenuanti, senza che dalla fronte le coli una sola goccia di sudore. Le masse di muscoli animate che popolano la palestra a qualsiasi ora la sbirciano con malcelata curiosità. L’istruttore si avvicina per darle il benvenuto e informarsi sul suo regime di fitness, ma lei finge di non vederlo. La tensione si taglia con il coltello. Finché a un certo punto, nell’aria greve di ferormoni trilla la suoneria del gattino Virgola. E’ il telefono della Truccatissima, che risponde all’istante: “PrònDo? Ah, ciao ammòre!” con profonda, inequivocabile voce baritonale.

Foto di Kapungo

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