Dropbox: i tuoi file, accessibili sempre

30 Gennaio 2009

La condivisione e archiviazione dei file fra più computer è un problema che comincia a interessare molte persone che viaggiano spesso per lavoro, e magari usano un portatile per gli spostamenti e un fisso in ufficio. L’aggiornamento dei documenti fra una macchina e l’altra può portare a confusioni, specialmente per i meno ordinati. Dropbox serve proprio a questo: una volta installato sui vari computer da collegare, il programma si occupa di sincronizzare automaticamente i file contenuti nella sua cartella di condivisione.

Per fare un esempio pratico del funzionamento, mettiamo che io abbia scritto un articolo sul mio PC, e lo abbia salvato dentro la cartella di Dropbox. Accedendo a Dropbox dal mio net PC, ci troverò l’articolo. Se voglio correggere un errore di sintassi, posso farlo: salvando l’articolo sul net PC, anche la versione sul PC principale verrà aggiornata.

Dropbox si può usare anche per condividere file o intere cartelle, tramite una cartella pubblica a cui chiunque può accedere tramite un semplice link, o su invito. Un mezzo molto comodo per inviare documenti di qualsiasi dimensione, bypassando così i normali sistemi di invio file. Il tutto senza violare la sicurezza del computer.

Tipi da palestra #2: le truccatissime

29 Gennaio 2009

Arrivano nello spogliatoio pitturate come Joan Collins, con gli occhi cerchiati di eyeliner e matita, fondotinta, rossetto. Si cambiano, indossando top scollati, leggings aderentissimi, e si fermano davanti allo specchio. Sciolgono le chiome sulle spalle, appuntandole quanto basta ad evitare che ciocche ribelli scivolino negli occhi. Si danno una ripassata al mascara. E poi vanno in sala attrezzi.

Sono le Truccatissime. Una palestra che ne sia sprovvista può dire di non assolvere al suo compito di base, ovvero quello di fornire un terreno di corteggiamento per uomini e donne. La Truccatissima non va in palestra per mantenersi in forma: un allenamento serio la farebbe sudare, sciogliendo il mascherone. La Truccatissima, pertanto, passa da una macchina per gli esercizi all’altra, scegliendo quelle che le permettono di compiere movimenti senza eccessivo sforzo, e nel frattempo guardarsi intorno per verificare la presenza di uomini pasturabili.

La Truccatissima si muove in gruppo: essa si accompagna sempre almeno a un’altra Truccatissima, a prescindere dall’età. Due o più Truccatissime sotto i diciotto anni in una sala attrezzi media, tra risatine, gridolini, richiami, spintoni e molestie all’istruttore di turno, sono in grado di causare un inquinamento acustico valutato in gravità al di sopra del traffico di Calcutta all’ora di punta.

A volte capita che alla sala si affacci una Truccatissima intorno ai trent’anni, slanciata e bellissima e dall’aria esotica, che si impegna in una serie lunghissima di esercizi estenuanti, senza che dalla fronte le coli una sola goccia di sudore. Le masse di muscoli animate che popolano la palestra a qualsiasi ora la sbirciano con malcelata curiosità. L’istruttore si avvicina per darle il benvenuto e informarsi sul suo regime di fitness, ma lei finge di non vederlo. La tensione si taglia con il coltello. Finché a un certo punto, nell’aria greve di ferormoni trilla la suoneria del gattino Virgola. E’ il telefono della Truccatissima, che risponde all’istante: “PrònDo? Ah, ciao ammòre!” con profonda, inequivocabile voce baritonale.

Foto di Kapungo

Etciù!

28 Gennaio 2009

Il freddo intenso porta con sé una gran quantità di malanni, primo fra tutti il raffreddore: che come ben sappiamo, è causato da un virus. Per cui si può fare poco più che curarne i sintomi e sperare che passi presto. Ed è proprio sulle cure che si scontrano i tradizionalisti (vale a dire, quelli che l’aspirina/il paracetamolo/l’ibuprofene/le pseudoefedrine in dosi e forme variabili) e gli alternativi, ovvero chi si oppone al trattamento chimico dell’affezione respiratoria, e suggerisce metodi “naturali”. Come ad esempio l’irrigazione delle cavità nasali con soluzione salina che, se ripetuta più volte e regolarmente, diminuisce la congesione e favorisce l’espulsione dei patogeni che causano l’infiammazione delle mucose. O l’assunzione di echinacea, efficace sia nella prevenzione che nella cur della malattia. Chi invece si colloca a metà strada fra la tradizione organica e la scienza medica, consiglia l’assunzione di vitamina C, sia in compresse che tramite gli alimenti (specialmente, com’è noto, gli agrumi). Per liberare il naso, è utile anche l’aerosol, sia con essenze balsamiche che con semplici vapori di acqua bollente.

La maggior parte di questi rimedi non ha controindicazioni, ma vale sempre la raccomandazione di base: parlatene col dottore!

Foto di lepiaf.geo

Ogni mese una tentazione

27 Gennaio 2009

La tradizione gastronomica italiana è antica e variegata, e ricca di piatti speciali. I dolci, in particolare, sono deputati a segnare le principali ricorrenze del calendario religioso. In altre parole, insomma, non c’è periodo dell’anno in cui si possa sfuggire alla tentazione di un dolce tipico; questo senza contare le feste commerciali. Ma vediamo un po’ fra quante e quali squisitezze si deve fare lo slalom per mantenere un rigoroso ascetismo alimentare.

A Capodanno sono d’obbligo panettone e pandoro, mentre il 6 gennaio (Epifania), i supergolosi possono fare scorpacciata di carbone di zucchero. Febbraio reca la doppia minaccia di San Valentino, con le sue onnipresenti scatole di cioccolatini, e Carnevale, in cui trionfano i dolci fritti: chiacchiere (o cenci, o crostoli, a seconda della regione), frittelle di pane e mele, e castagnole. Nel barese si mangiano anche i tenerelli, confetti tondi colorati al cioccolato con cuore di nocciola intera, e le scarcelle, ciambelle glassate che possono anche prendere la forma di trecce, canestri, agnellini e via dicendo. Il 19 marzo (San Giuseppe e Festa del Papà), nel Lazio si celebra con i bignè di San Giuseppe.

Pasqua è forse il momento dell’anno in cui il dolce tradizionale vive la sua massima esplosione. A parte l’uovo di cioccolato e la colomba, ogni regione d’Italia ha un suo dolce tradizionale di Pasqua. A Viterbo si prepara la pizza di Pasqua, simile alla pinza triestina, entrambi dolci lievitati a base di uova e farina. Ma la più grande orgia di zuccheri, probabilmente, è rappresentata dai dolci in pasta di mandorle.

L’estate è forse l’unico momento dell’anno in cui la sbornia calorica si allenta, anche grazie alla scarsità di feste religiose (se si fa eccezione per Ferragosto, o Assunzione di Maria). Ottobre porta il castagnaccio, da consumarsi con o senza un pretesto valido. La nuova esplosione si ha per il 2 novembre, Giorno dei Morti. In diverse regioni d’Italia si consumano le fave o ossa dei morti, dolcetti a base di mandorle, e aromatizzati alla vaniglia, al cioccolato o all’acqua di rose. A Rimini si mangia la piada dei morti, una focaccia all’uvetta col mosto nell’impasto e una guarnizione di mandorle e noci. In Sicilia troviamo invece la mani, un pane ad anello modellato a forma di braccio che unisce due mani, e il pane dei morti, un pane di forma antropomorfa che originariamente si suppone fosse un’offerta votiva ai trapassati. Alla festa dell’Immacolata, infine, sempre in Sicilia si mangiano gli sfinci, frittelle dolci che si servono col miele, mentre per Santa Lucia si prepara la cuccìa, una torta di grano con crema di ricotta, zucca candita, vaniglia e miele di zagara.

E con questo si arriva a Natale, e il cerchio si chiude: ritroviamo il panettone e il pandoro. E siamo pronti a un altro anno di dolcissimi vizi.

Foto di ho visto nina volare

Flute beatbox

26 Gennaio 2009

Avete presente quei performer che fanno i rumori degli strumenti con la bocca? La tecnica si chiama “beatbox”. In questo filmato, il musicista Nathan Lee dimostra che lo stesso risultato si può ottenere anche usando un flauto.

Frantoi aperti a Tricarico

26 Gennaio 2009

Prima di leggere di questa sagra, pensavo che Tricarico fosse solo il nome di un cantante leggermente stralunato. Invece no, Tricarico è un luogo, che per la precisione si trova in provincia di Matera. Ed è proprio lì che l’1 febbraio 2009 si tiene Frantoi aperti, una manifestazione letteralmente condita dall’olio prodotto in loco. Invitantissimo, e molto adatto a chi ama passeggiare e abbuffarsi, dato che le due attività si svolgono coincidentalmente.

Foto di pizzodisevo

Frittata con carciofi

26 Gennaio 2009

I carciofi hanno una grandissima varietà di usi in cucina. Si possono mettere nella pasta, nel risotto, cucinare ripieni, al vapore, e anche in frittata. Per quest’ultima è possibile usare anche i cuori di carciofo surgelati, risparmiando così il tempo della pulitura. La ricetta originale si trova qui; le dosi sono per quattro persone.

Ingredienti

  • 6 uova
  • una confezione da 250 gr. di carciofi surgelati
  • aglio
  • vino bianco
  • formaggio grattugiato
  • sale e pepe

Preparazione

Scalda l’olio e l’aglio tritato in una padella piuttosto capace, versa i carciofi ancora surgelati (se ci fossero dei pezzi grossi, tagliali in dimensioni più piccole).
Mescola e cuoci per una decina di minuti con il coperchio. Quando hanno assorbito parte della loro umidità spruzzali con il vino bianco e continua fino a cottura completata.
A parte metti le uova nella ciotola e con la forchetta rompile senza mescolare troppo.
Si deve vedere un po’ di rosso e un po’ di bianco.
Quando i carciofi sono cotti, senza spegnere il fuoco, versaci sopra le uova cercando di coprirli tutti, spolvera di formaggio grattugiato, sale e pepe.
Abbassa il fuoco a medio basso, cuoci fino a che le uova si sono rapprese e senza girare la frittata spegni la fiamma e servi.

foto di ExperienceLA

Dal pascolo al piatto

26 Gennaio 2009

Che il fast food sia, almeno nella sua declinazione americanizzata e destinata al consumo di massa, meno che salubre è un fatto assodato. Che venga prodotto con mezzi meno che etici, è noto anche se forse fatica ad affiorare alla coscienza collettiva. Perchè insomma, l’hamburger fa male ma è buono. Cola grassi saturi e salsine, carboidrati in eccesso e formaggi di scarsa qualità.

Il gioco di strategia Burger Tycoon sembra arrivare proprio a fagiolo per farci passare l’appetito. Lo scopo del gioco è arricchirsi aprendo una catena di fast food, a partire dalle basi: deforestando per ottenere pascoli, ingrassando le vacche con soia e farine derivate dagli scarti delle loro compagne macellate, accoppando i capi di bestiame malati, massimizzando i profitti, creando la brand awareness e via dicendo. Le variabili, ovviamente, devono essere tenute sotto controllo per essere sicuri che la catena sia effettivamente redditizia.

Un giochino, certo, ma a me ha fatto venire voglia di prodotti DOP e verdura biologica…

Chi ha tempo, si aspetti tempo

23 Gennaio 2009

Niente è gratis, nemmeno – anzi, soprattutto – il tempo. Eppure c’è chi si è inventato un modo per fare sì che donare il proprio tempo diventi redditizio, a un cambio 1:1 decisamente vantaggioso. Sono le Banche del Tempo, nate nel 1988 in Emilia-Romagna (terra che sembra avere le parole “solidarietà e condivisione” inscritte nel DNA dei suoi abitanti), che hanno conosciuto uno sviluppo rapidissimo a partire dai primi anni del 2000.

Come funziona una banca del tempo? In modo molto semplice. La signora Elsa è una cuoca eccellente. Va alla banca del tempo e dice: io metto a disposizione dieci ore di lezioni di cucina per chi ne ha bisogno. Elisa, che ha diciotto anni e si è appena diplomata, offre venti ore settimanali di babysitting. Il signor Eugenio, laureato in matematica, mette a disposizione quindici ore di ripetizioni. Fabio, che lavora in banca, deposita trenta ore di lavoretti di bricolage e riparazioni in casa. Michelle, inglese espatriata, offre lezioni di inglese avanzato. Mirko e Paolo sono iscritti a biologia e amano i cani.

Se alla signora Elsa si guasta il rubinetto del bagno, potrà prelevare le ore di bricolage depositate da Fabio. Elisa, che deve sostenere un esame di ammissione all’Università che prevede l’uso dell’inglese, può utilizzare le ore depositate da Michelle, tenendo in cambio i bambini di Fabio quando lui e la moglie vanno fuori a cena. II signor Eugenio darà ripetizioni a Mirko e Paolo, che porteranno a spasso il labrador della signora Elsa, che insegnerà a Michelle a fare i ravioli di magro.

La Banca del Tempo raccoglie le ore, tiene conto dei crediti e debiti dei correntisti, e mette in contatto le persone a seconda delle loro necessità e disponibilità. Maggiori sono i “depositi” di ore, e più diversificate sono le attività, maggiore è la possibilità di ottenere servizi, assistenza e lezioni a seconda dei propri bisogni. E di incontrare nuove persone con cui stringere reti di relazioni, e magari aiutarsi anche al di fuori dei crediti e debiti della Banca.

foto di bogenfreund

Colpo della strega: meglio prevenire che curare!

22 Gennaio 2009

Il colpo della strega è uno shock improvviso. Sei lì che ti fai i fatti tuoi, ti pieghi per raccogliere qualcosa o per infilarti i pantaloni o allacciarti le scarpe… e lì rimani, come una scultura vivente, titolo “Il Dolore”.

Per la maggior parte delle persone sedentarie è quasi inevitabile. La postura errata, le deformazioni alla colonna vertebrale che ci portiamo dietro come risultato (spesso fino da piccoli, a causa di cartelle troppo pesanti su schiene troppo esili), e il progressivo indebolimento del corpo, spesso non sufficientemente attivo, si ripercuotono sulla salute fino a creare questi dolorosissimi blocchi, che se abbastanza gravi immobilizzano anche per giorni.

L’unico modo affidabile per prevenire il colpo della strega, se non lo si è mai avuto, è fare ginnastica posturale o pilates, discipline che aiutano l’allineamento osseo e lo sviluppo della muscolatura in maniera armonica, oppure lo yoga, per chi oltre che il corpo vuole curare anche la mente. Chi invece è già stato colpito dalla strega dovrà ricorrere a un osteopata, che lo aiuti a ri-allinearsi per risolvere il problema alla radice. Per poi fare fioretto e darsi immediatamente a un’attività fisica consona, facendo attenzione a non ricadere negli errori posturali di prima.

foto di broma

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