Gozzoviglie: semel in anno…

Ce la siamo guadagnata, questa settimana.

In tutte quelle precedenti abbiamo esercitato temperanza e continenza, ci siamo nutriti di arance e di verdure, abbiamo evitato i grassi saturi e assunto molti cereali integrali, che ci hanno donato una pelle splendida e una forma invidiabile.

È venuto il momento di rovinare tutto questo, con stile.

Il menu tradizionale della cucina italiana sotto le feste è il pasto di chi tirava la cinghia tutto l’anno, ma per Natale festeggiava in grande stile. E allora via di cappone, capitone, ravioli fatti a mano, e via esagerando. È un rito necessario allo spirito, e anche un po’ al corpo: uno studio recente ha appurato che la carenza di carboidrati provoca danni immediati al cervello. Che c’entrano i carboidrati col cappone? E quante domande, zitto e mangia.

Sfatiamo il mito secondo cui le abbuffate delle feste (limitate in genere a Natale e Capodanno, con qualche pecadillo di torrone e cioccolato nelle settimane circostanti) facciano immediatamente guadagnare una taglia. Non è così automatico: per mettere su quei quattro-cinque chili in eccesso bisogna mangiare molto di più e molto più a lungo. I pasti “ricchi” sono ammortizzabili con facilità sia a livello di accumulo di peso che di metabolismo.

Ma non stiamo a fare tante storie. Il pranzo di Natale è sacrosanto. Godiamocelo senza troppi pensieri, per fare i salutisti abbiamo altri dodici mesi.

foto di Mulling It Over

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