iScrub
Voglio una macchina che controlli quante calorie spendo nei lavori di casa. Chiamiamola iScrub, ioStrofino, diciamo. Io setto l’attività che voglio praticare, faccio partire il counter, e la macchinetta mi dice quali movimenti fare, come procedere, quante calorie brucio, controlla che io non mi pieghi troppo da una parte e non sforzi la schiena (come? Mah, che ne so, con un sistema di posizionamento come quello della Wii, per dire), e magari mi suggerisca metodi alternativi per fare la stessa cosa (tipo: “Pulisci il water con la mano destra e asciugalo con la mano sinistra!”) E magari scelga anche una colonna sonora appropriata per ogni stanza e ogni genere di pulizia. Tipo, musica d’atmosfera per appaiare i calzini, cassa dritta per grattare il muro dietro la doccia.
Cose così.
Perché fare le pulizie è un’attività fisica sottovalutata. Non assoluta, intendiamoci, specialmente da quando la tecnologia ci risparmia di fare cose che le nostre nonne trovavano normali, tipo lavare le lenzuola a mano, in casa o al fiume più vicino, o fare il sapone con lisciva e grasso di animali, oppure strofinare i pavimenti con straccio e spazzolone (e se questa vi sembra ancora inevitabile, provate a sostituire al fido Mocio con secchio strizzante gli arnesi di cui sopra. C’è una differenza abissale!) Non assoluta, dicevo, ma non trascurabile: perché per pulire bisogna piegarsi, alzarsi, inginocchiarsi. Movimenti che, se fatti in palestra, hanno anche dei nomi tipo, che ne so, squat, stretch, robe così. E poi, pulendo si usano tantissimo spalle e braccia, così ingiustamente trascurate da esercizi tipo la corsa sul tapis roulant.
Pulire ha anche un effetto catartico. Su di me, almeno. Nel senso che governare il disordine dell’ambiente aiuta a fare chiarezza nella mente, dà soddisfazione e lascia un buon profumo dappertutto. Se poi capita che faccia muovere anche qualche muscolo, beh, è un effetto collaterale interessante. Allora, ‘sto iScrub?
foto di Poagao











