Cassa dritta e pedalare
31 Ottobre 2008
La maggior parte delle palestre è attrezzata con qualche forma di filodiffusione, generalmente agghiacciante: è difficile mantenere un ritmo e sentirsi motivati dall’ultimo lentone della Pausini o dai miagolii di Giusy “Gaetana” Ferreri. Chi ha bisogno della musica per fare esercizio, ricorre volentieri ai lettori mp3. Ma quale musica scegliere?
Ognuno ha le sue preferenze, ovviamente. C’è chi corre bene con una cartuccia di heavy metal pesante, e chi invece preferisce l’hip hop. Come regola generale, per cyclette e tapis roulant meglio pezzi che abbiano una ritmica regolare, la famosa “cassa dritta”, che accompagna i movimenti ripetitivi e aiuta a mantenere il passo. Qui ti suggeriamo una playlist esemplificativa, ma ognuno poi può crearsi la sua a seconda delle necessità e del gusto.
All for You - Janet Jackson
Banquet - Bloc Party
Fried My Little Brains - The Kills
Great DJ - The Ting Tings
Kids - MGMT
The Salmon Dance - Chemical Brothers
Around the World – Daft Punk
LCD Soundsystem - Yeah
Does it Offend You, Yeah? - We Are Rockstars
Look Good in Leather - Cody ChesnuTT
Me Myself and I - De La Soul
Carenza di basso - Useless Wooden Toys ft. Napo
In My Arms - Kylie Minogue
House of Jealous Lovers - The Rapture
Never Be Alone - Justice vs. Simian
foto di d70focus
In forma per tempo
30 Ottobre 2008
Sai cos’è una cattiva idea? Presentarsi in palestra a luglio, e dire all’istruttore “Io devo perdere due taglie in un mese”. Anche ritrovarsi con due taglie in più del normale a luglio è una cattiva idea (a meno che tu non abbia avuto un bambino, nel qual caso è normale). Comunque, per arrivare a luglio dell’anno prossimo sana, bella e normopeso, la buona idea è cominciare adesso.
E per cominciare, bisogna fare una valutazione quanto più possibile oggettiva del proprio stato di salute e del proprio peso corporeo. La guida di Style.it all’alimentazione corretta parte proprio dal calcolo dell’indice di massa corporea (BMI), basato su dati oggettivi come peso e altezza, e prosegue ricombinando i dati con la struttura fisica (calcolata in base alla circonferenza del polso). Già qui si possono avere delle sorprese: magari tu ti guardavi sconsolata allo specchio, pizzicandoti i fianchi, e poi invece scopri di essere perfettamente normopeso, anzi, verso la parte bassa dell’area-limite. Il programma di Style.it tiene anche in considerazione lo stile di vita: se fai un lavoro sedentario e non hai tempo di andare in palestra, non comincerai adesso (anche se muoverti un po’ di più è necessario, se non vitale). Se invece in palestra ci vai, o fai addirittura sport a livello agonistico, il tuo fabbisogno nutrizionale sarà molto diverso. Insomma, niente improvvisazioni, digiuni, ingozzamenti di minestrone o raid dell’ultimo minuto sul tapis roulant: tenersi in forma richiede disciplina costante. E paga sul lungo periodo.
foto di Toni_V
Tipi da ufficio #2: l’attivista
29 Ottobre 2008
Non ha mai incontrato una causa che non gli piacesse. Dai bambini del Darfur ai gatti in bottiglia, l’attivista si prende a cuore tutto e si mobilita per tutto. Otto volte su dieci, per l’attivista da ufficio la mobilitazione si riassume in un bombardamento di “Inoltra” nelle caselle di posta dei colleghi.
L’attivista ti gira tutto, senza distinzioni: dalle ricerche di donatori a quelle di padroni per cagnolini abbandonati, passando per manifestazioni di ogni colore, appelli alla donazione di fondi per qualsiasi popolazione in difficoltà in qualsiasi angolo del globo. Buona parte di queste e-mail circola dai tempi in cui il protocollo TCP-IP è stato inventato, e sono probabilmente state messe in circolazione dagli stessi sviluppatori come test. L’attivista non si preoccupa mai di verificarne la validità visitando uno dei tanti siti antibufala presenti in rete, preferendo andare sul sicuro. Non sia mai che una causa gli possa sfuggire e il mondo finisca.
L’invenzione di Facebook ha dato all’attivista un’altra pericolosissima arma per proseguire le sue campagne. Dopo avere chiesto a mezza azienda di diventare sua amica (anche nel caso di aziende molto grandi, in cui non ci si conosce da piano a piano), l’attivista li inonda di inviti a cause, gruppi, appelli, manifestazioni. Uguale a prima, ma per mille, dato che gli inviti su Facebook seguono una progessione geometrica, e non ce n’è uno che prima o poi non ti venga recapitato da un “amico” o dall’altro.
L’attivista è anche un cuore tenero, nonché leggermente superstizioso, a giudicare dalla quantità di catene di Sant’Antonio che manda avanti solo perché promettono di non far avverare i suoi desideri. Generalmente, le suddette catene contengono allegati da un mega, che intasano le connessioni gprs dei colleghi in viaggio, ed attirano sull’attivista maledizioni in quantità sufficiente da neutralizzare del tutto gli effetti propiziatori della catena stessa.
La cosa terribile dell’attivista è che nessuno vuole essere quello che gli dice “Ti prego, non inoltrarmi più gli appelli per la grazia della donna nigeriana condannata a morte per adulterio” perché diciamolo, suona malissimo. Anche se gli appelli arrivano al ritmo di cinque al giorno, tanto da farti venire voglia di andare fino in Nigeria e intervenire personalmente nella questione. O di mandarci l’attivista.
foto di shaz wildcat
Occhio al mostro!
28 Ottobre 2008
L’idea di base è quella di Tetris, un gioco semplicissimo che è il padre di tutti i giochi legati all’intelligenza spaziale. Ci sono dei blocchi colorati che bisogna eliminare per far cadere delle chiavi al livello più basso dello schermo. I blocchi colorati si possono eliminare solo quando sono almeno in gruppi di due allineati verticalmente o orizzontalmente. Poi ci sono dei funghetti che fanno cambiare colore ai blocchi… dei teschi… la dinamite… i mangioni dentoni… ah, l’abbiamo detto che i blocchi colorati sono in realtà dei mostriciattoli che cadono con un soffice “flop” e le braccine alzate, e si animano quando ci passi sopra con il puntatore del mouse?
Mind the Blox dà dipendenza: una partita non basta, se ne fa un’altra e poi un’altra ancora. La grafica tenerona, il modo in cui gli elementi del gioco si muovono e la rapidità necessaria a prolugare la partita il più possibile spingono a ripetere l’azione ad oltranza. O almeno finché non ci si stufa della musichetta di sottofondo.
“Dance like a robot from 1984″
27 Ottobre 2008
Il verso della canzone degli Arctic Monkeys è perfetto per descrivere questo video. Non serve davvero altro.
Sangiovese in festa!
27 Ottobre 2008
Una rassegna dedicata interamente al Sangiovese di Romagna: GiovinBacco in Festa, che nel 2008 compie sei anni, coinvolge tutta l’area del capoluogo romagnolo, con gran finale di degustazioni alla Darsena. Cinquantaquattro cantine presenti, eventi, convegni (da seguire, anche solo per il titolo, questo), e una novità: il Premio Sangiovese di Romagna Riserva 2005. Dedicato, come sempre, ai buongustai.
Dal 7 al 10 novembre, a Ravenna, Marina di Ravenna e Darsena di Ravenna.
A fagiolo
27 Ottobre 2008
Questa settimana abbiamo scelto la ricetta di un contorno che può facilmente diventare un primo, sostituendo il pane: i fagioli all’uccelletto, gustoso piatto della tradizione toscana. Semplicissimi da fare, per prepararli si possono usare sia i fagioli secchi che quelli in scatola (anche se su quest’ultima variante le cuoche tradizionali arricceranno il naso).
Gli ingredienti sono pochi: fagioli cannellini, pomodori pelati, aglio, qualche foglia di salvia, olio extravergine d’oliva e sale. Come prima cosa, si mettono a bagno i fagioli in acqua con un pizzico di bicarbonato per dodici ore, poi si mettono a bollire finché non sono teneri ma sodi (quindi poco prima della cottura completa). Si fanno rosolare l’aglio e la salvia nell’olio (poco!). Si aggiungono i pelati schiacciati e si lascia cuocere finché il sugo non è bello denso.
A questo punto si aggiungono i fagioli cotti (oppure quelli in scatola ben scolati dal liquido di conservazione), si regola di sale e si lascia rosolare per altri quindici minuti a fuoco basso. A questo punto i fagioli sono pronti, e non resta che mettersi a tavola!
foto di moria
Scaricare i driver: una guida semplice
27 Ottobre 2008
Siamo talmente abituati agli strumenti plug’n'play – ovvero a tutto quello che si attacca al computer e funziona istantaneamente, senza bisogno di installare nulla – che non siamo più abituati a conservare i CD rom di installazione. Infatti li perdiamo sempre, e ci troviamo con una montagna di apparecchietti impossibili da usare.
Anche in questo caso la rete ci viene in aiuto. Facciamo l’esempio di un dispositivo che è facile trovarsi per le mani, come ad esempio una stampante un po’ agée. Farla funzionare con un PC nuovo è possibile, scaricando i driver direttamente dal sito del costruttore: se per esempio la nostra stampante è una Lexmark, basta andare sul sito della Lexmark, nella sezione dedicata al download dei driver, e cercare il modello specifico. Si scarica, si installa, et voila: la stampante è pronta da usare.
Lo stesso trucco è riproducibile con moltissime periferiche usb, come chiavette wireless e bluetooth, o macchine fotografiche digitali.
Un’unica avvertenza: non scaricate driver da siti non affidabili. Se non siete sicuri di cosa state scaricando – e potete esserlo solo sul sito del fabbricante del dispositivo – lasciate perdere: rischiate di installare un virus potenzialmente letale per il vostro PC.
foto di _Lolo_
L’eleganza è democratica
24 Ottobre 2008
Le tendenze moda più attuali? Le decide la strada. Gli stilisti lo sanno da sempre, e infatti osservano con interesse le trovate creative della gente. Lo sa The Sartorialist, il blog che pubblica immagini scattate per strada a persone dallo stile personale distintivo per taglio, gusto, trovate o esplosioni di colore. E che infatti è stato citato dal New York Times fra le cento principali fonti di ispirazione per i designer.
Lo sa anche Advanced Style, blog dedicato all’eleganza over fifty, la cui mission dichiarata è provare che si può essere favolosi e meravigliosi a qualsiasi età e con qualsiasi fisico. Nonne con splendidi sorrisi e gonne coloratissime e nonni in completi dal taglio impeccabile sono lì a dimostrarlo.
La cattiveria è invece la cifra della spietata Betty Moore, paladina del buon gusto, che nel suo Le Malvestite massacra ìn maniera equanime maschi e femmine, celebrità e sconosciuti, colpevoli di tamarraggine estrema, barocchismo spinto, infantilismo fuori tempo massimo e pretenziosità ingiustificabile. Leggerla è uno spasso, nella coscienza che tutti, almeno un giorno nella nostra vita (se non uno alla settimana) potremmo cadere sotto la sua scure.
Storia, musica e geografia
23 Ottobre 2008
Vuoi sapere dov’è stata scattata l’immagine di copertina per Arrival degli ABBA? O il paesaggio silvestre ritratto su Murmur degli R.E.M.? The Word, storico magazine musicale, ha messo insieme una dettagliatissima mappa delle copertine degli album, usando uno strumento che tutti noi conosciamo, le Google Maps. Cliccando sul titolo dell’album, si va direttamente al luogo che ha dato origine all’immagine usata per l’artwork di opere più o meno celebri e classiche.
E se per caso il tuo disco preferito non è nella lista? Niente paura, lo puoi aggiungere direttamente tu, caricando la copertina e fornendo le necessarie informazioni geografiche e storiche.