Around the world, a-round-the-wooorld

17 Luglio 2008

Quelli che dicono che i social network servono a sentirsi un po’ meno soli potrebbero avere ragione. O almeno, la sensazione di essere “tutti collegati” è un piacevole effetto collaterale del social networking. È quasi rassicurante sapere che “Tom” è nella tua rete estesa di MySpace, anche se Tom è un multimilionario che probabilmente non incontrerai mai nella tua vita.

Twitter (per chi non lo usa già) è un sistema di messaggeria sociale: gli iscritti hanno a disposizione 140 caratteri per rispondere alla domanda “What are you doing?” e mettere al corrente delle proprie attività (riflessioni, magagne, pensieri, illuminazioni, domande) la cerchia di amici che li segue.

Il cappello introduttivo è necessario per spiegare la magia di Twittearth, un sito in cui è possibile vedere in tempo reale quello che viene postato su Twitter in tutto il mondo. Mondo rappresentato realisticamente, sul quale compaiono simpatici mostriciattoli che segnalano la posizione di chi ha postato il “twit” o “tweet” (i filologi sono divisi sul sostantivo da associare a questo tipo di post). Da Twittearth è possibile anche partecipare con i propri post: basta fare login.

E se proprio piace tanto, si può anche scaricare il salvaschermo. Ipnotico, come la lavatrice in funzione per un gatto.

Mamme da spiaggia

14 Luglio 2008

Le conosciamo tutte, dai. Sono le mamme da spiaggia, quelle per cui la prole rappresenta l’alfa e l’omega del cosmo, e sotto l’ombrellone non perdono occasione per trionfare e splendere nel proprio ruolo di genitrici. Le uniche e sole in grado di far rimpiangere la mamma tradizionale italiana, quella che in spiaggia arrivava con un pranzo al sacco per dieci persone e una nidiata di figli, sui quali vigilava con inflessibilità da cerbero, pronta al rimprovero e alla scrollata se il ragazzino dovesse infastidire i vicini di ombrellone.

I figli delle mamme da spiaggia, al contrario, vengono esibiti, incoraggiati, spediti in giro a sollevare sabbia, convinti a scavare buche con l’alacrità di un vietcong. Questi diavoli della Tasmania urlano, sbraitano, corrono, curiosano ovunque, e la mamma da spiaggia, anziché riprenderli, sorride radiosa di fronte alla vitalità del frutto del suo ventre.

Come difendersi? Tre trucchi (quasi) infallibili per non essere disturbati, o quantomeno per limitare il danno.

1. Non dare troppa attenzione al pupo. I bambini sono meno stupidi degli adulti, e capiscono con chi possono e non possono interagire. Sorridere al bambino terribile (anche in maniera scocciata), parlargli o offrirgli cibo può fargli credere di potersi allargare e di aver conquistato nuovo territorio. I bambini non sono stupidi, ma più spesso che no sono curiosi: e se sono anche socievoli, il tuo meritatissimo riposo con libro sotto l’ombrellone è destinato a finire presto.

2. Non incoraggiare la genitrice. La mamma da spiaggia spesso finge di scusarsi per le imprese del pupo selvaggio. Non minimizzate il disturbo: quando lei porge il suo immancabile “Mi scusi, sa?”, la cosa migliore è rivolgerle un sorriso gelido, che indichi l’accettazione delle scuse, ma veda di non farlo più. “Ma no, si figuri” è un ottimo modo per assicurarsi che la sciagurata se ne lavi le mani di controllare il pargolo. Alzare il libro, rimettersi le cuffie dell’iPod, evitare di fumare il calumet della pace con la madre del mostriciattolo.

3. Non andare in vacanza con mamme da spiaggia. Se non ti piacciono i bambini, non ti piacciono i bambini. Inutile organizzarsi le vacanze con le coppie o le amiche che hanno figli, se poi non si è preparati a sopportare un minimo di vanterie sui progressi del piccolo, un massimo di discorsi incentrati sul piccolo, e soprattutto la presenza fisica del piccolo. Meglio andare altrove, scegliere l’eremitaggio o litorali a prova di bambino, tipo le spiagge di scogli della Croazia. Dove almeno la sabbia non vola.
(foto di mikebaird da Flickr)

Umore in flusso

11 Luglio 2008

“Spegnere il cervello”: una necessità che sentiamo tutti, soprattutto da quando il volume delle informazioni che riceviamo è aumentato a dismisura in proporzione ai mezzi di comunicazione disponibili.
Moodstream
è la risposta di GettyImages alla necessità umana di entrare, di tanto in tanto, in modalità “flusso”. Il sito attinge all’immenso archivio di immagini e filmati di GettyImages, e crea uno streaming, un “flusso”, appunto, che può essere adeguato all’umore del momento semplicemente spostando dei cursori più verso il felice o il triste, il serio o il ridanciano, il calmo o l’agitato. La musica accompagna il tutto. Perfetto, dicono i creatori del sito, per un brainstorming difficoltoso e per lasciare scorrere le idee in libertà. New Age due punto zero, diciamo noi, ma è piacevole.

Il nastrone, 2.0

10 Luglio 2008

C’era una volta il nastrone, o cassettina, o compilation: chi ha più di vent’anni ne ha fatto almeno uno, per l’oggetto del proprio amore o un amico, per far conoscere la band del cuore o educare la sorella drogata di Take That. Poi vennero gli mp3, e con essi il CD audio e il software necessario a crearli. Vennero le stampanti, le etichette rotonde che non si stampavano mai precise ed erano sempre mezze fuori e mezze dentro, e i titoli scritti a penna quando ci si stufava di giocare ai piccoli grafici.
Poi venne l’iPod. E l’iPod uccise il nastrone, il CD e ogni forma di compilation: perché mai spendere tempo ed energie nella creazione di un campione musicale, quando basta pochissimo per comprimere ed inviare interi dischi, complice la crescente banda larga?
Devono essere nostalgici del nastrone gli inventori di Muxtape e Mixtwit. Sul primo è possibile caricare le proprie canzoni e creare un nastrone ascoltabile online, da dedicare a chi si desidera: la grafica è essenziale ma chiarissima.
Il secondo, invece, mette a disposizione due database di canzoni già caricate, da cui è possibile scegliere per creare il proprio nastrone. Quasi letteralmente, dal momento che la grafica di Mixtwit mostra le canzoni in forma di cassettina, della quale è possibile decidere la grafica, e che durante l’ascolto simula il progresso del nastro.
Un modo modernissimo e vintage allo stesso tempo per un dono, nel suo piccolo, davvero speciale.

Esther Williams alla scrivania

9 Luglio 2008

Se n’è andata da poco, Esther Williams: l’unica grande diva del nuoto sincronizzato, ineguagliabile e ineguagliata. Grazie a lei, le acrobazie in acqua si sono conquistate un posto nell’immaginario collettivo paragonabile solo a quello della danza classica: parodiabili, e ammiratissime.
Lo devono pensare anche le impiegate russe che hanno girato il video qui sotto, in cui si esibiscono in una piscina di scrivanie vincendo anche ogni premio per il miglior uso creativo di una sedia ergonomica.

Il tuo nome in glitter

8 Luglio 2008

La parola kawai, in giapponese, si traduce con “carino”, in italiano, ma “carino” non ha le stesse connotazioni. Kawai è carino, tenero, divertente, praticamente pucci pucci.
E parlando di cose pucci pucci, non c’è niente di più pucci del glitter. Il glitter è l’epitome del pucci, è il primo approccio della bambina all’amore per lo sbrilluccichìo che da adulta preannuncia passioni per ben altre brillantezze. Il glitter ci rende tutte principesse, è gioioso, delizioso, meraviglioso. Il glitter è femmina, anche quando è maschio (raramente, in verità).

Sono tantissimi i siti in rete che permettono di generare il proprio nome in glitter, scegliendo stile, colore e grandezza. Fra tutti, abbiamo scelto GlitterMaker, il più semplice da usare. Basta inserire il proprio nome, scegliere i dettagli, e in un attimo il risultato è questo

http://www.GlitterMaker.com/ - Glitter Graphicshttp://www.GlitterMaker.com/
Glitter Graphics

La stessa cosa si può fare anche qui:
http://www.sparklee.com/
http://glitter-name-generator.com/
http://www.dollzmaniaglitter.com/

Mille piccoli pezzi

8 Luglio 2008

Scommetto che avete sempre ammirato quelle opere d’arte in cui un’immagine veniva ricostruita utilizzando un collage di altre immagini miniaturizzate, in una sorta di mosaico digitale affascinante e inquietante al tempo stesso. Bene, PicArtia ti permette di caricare qualsiasi foto dal tuo hard disk e generare un mosaico della tua faccia fatto di gattini, farfalle o donne nude (le ultime utilissime come regalo subliminale per un fidanzato un po’ freddino: hai visto mai che l’associazione donne nude-tua faccia possa scatenare in lui la passione sopita).

Un paio di consigli: carica preferibilmente fotografie a colori con elementi grandi, e copia e incolla il tuo indirizzo di posta elettronica direttamente da un file di testo, perché l’interfaccia di PicArtia non prende i comandi di tastiera necessari ad inserire una banalissima @.

Il risultato è poi scaricabile (inserendo un codice che viene inviato via mail) o condivisibile con gli amici. Volendo, puoi anche stamparlo ed appenderlo: un modo come un altro per vivacizzare e personalizzare il tuo angolo d’ufficio (capo permettendo…)

Ti mangerei tutto

7 Luglio 2008

Croccante regalo? Diavoleria ipercalorica? Sostituto dei confetti per cerimonie nuziali alternative? My M&M’s non si pone il problema di come userete i suoi prodotti: se per conquistare una fiamma riottosa facendole credere di essere la più dolce del mondo, per simulato cannibalismo romantico o per fare una sorpresa a chiunque: alla nonna, alla sorella, al nipote, alla suocera.

In pratica: caricando sul sito di My M&M’s una foto e dei messaggi, e scegliendo il colore preferito, è possibile farsi recapitare a casa M&M’s personalizzati. E’ una cosa seria: dopo che avrete scelto e caricato la foto, sarà il grafico dell’azienda a lavorarla in modo da renderla stampabile sul confettino. Si può anche scegliere la confezione e la quantità: e con il dollaro debole, i prezzi non sono esagerati.

Ovviamente non siete obbligati a metterci la faccia (vostra o altrui): il servizio fornisce anche la possibilità di stampare il logo della squadra preferita o anche quello aziendale. Per convention dal sapore indimenticabile, o per indorare – letteralmente – la pillola.